Tentati come Gesù ma non vinti

Tentati come Gesù ma non vinti
Le tentazioni di Gesù e la nostra tentazione
Chiamati ad essere testimoni di un Dio diverso
Innumerevoli sono i commenti al brano evangelico delle tentazioni di Gesù  (vedi Luca 4,1-13) e altrettanto numerosi sono gli insegnamenti. Da piccolo mi chiedevo : “ Come mai Gesù, il grande Gesù, tanto aspettato e amato inizia con l’essere sottoposto alle tentazioni? Non c’era altro modo migliore per iniziare il suo ministero? Dietro questa domanda si velava anche una piccola delusione. Il mio Gesù, tentato. Che cosa strana.
Oggi con l’ausilio di grandi dotti della Bibbia sappiamo bene che  il motivo per cui Gesù venne tentato fu  a causa del suo condividere la nostra umanità, il suo pellegrinare con noi lo ha portato a vivere il momento delle tentazioni anche per noi .Come dice la Bibbia Gesù fu  tentato in tutto eccetto il peccato. E S. Paolo ci ricorda che “ Gesù si fece peccatore per noi , per salvarci. Da giusto che era mori per gli ingiusti.
A proposito di tentazioni e del suo significato S. Agostino commentando il salmo 60 dice 
 "Cristo fu tentato dal diavolo nel deserto, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché, Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, ma da sé la tua vita, da te prese l'umiliazione, ma, da sé la tua gloria; dunque prese da te la sua tentazione, ma da sé la tua vittoria...”
.Parole queste di S. Agostino che dicono molto di piu di quello che noi possiamo aggiungere.
Uno dei tanti rischi nel leggere e meditare questa pagina del Vangelo è quello di rimanere alla superfice del messaggio. E’ chiaro che le tre tentazioni di Gesù rappresentano :
  1. la tentazione di riporre il cuore nei beni materiali
  2. la tentazione di lasciarsi conquistare dalla passione del potere
  3. la tentazione dell'amore disordinato per se stessi. Esiste un amore ordinato di sé, che consiste nella realizzazione piena della persona nell'amore, nel bene, nell'amicizia con Dio. Esiste, tuttavia, anche un amore disordinato, che si chiama egoismo
Oggi meditando questa Parola  mi sono detto che c’è una tentazione insita nel testo e che potrebbe sfuggirci ma forse è la piu grande e nella quale a volte  cadiamo e cioè quella di prendere le parti di Satana e tentare noi il Signore. Tentarlo nel dirgli, ma perchè non fai questo? Perchè ti sei nascosto? Ma perchè non operi , visto che hai tutte le credenziali per farlo? Perchè non usi il potere che Dio Padre ti ha dato? Ma perchè non fai miracoli? Eppure tu sai ne abbiamo estremo bisogno.
Tanti perchè che nascono da una concezione di Dio e di Gesù che non è proprio quella giusta. Se crediamo e desideriamo un Dio potente, il Dio dei miracoli, allora saremmo sempre e continuamente delusi da questo Dio. Ma se ci convertiamo al Dio che si fa potente e mostra la sua potenza nella povertà e semplicità umana, allora dobbiamo dirgli bravo perchè non è cascato nella rete o tentazioni di fare quello che il diavolo gli ha suggerito. Lui è rimasto Fedele e Perseverante. Lui ha dimostrato di essere Dio proprio nel non cadere nella logica del potere, del perbenismo religioso, dell’egoismo o nella logica autodistruttiva di rispondere alle aspettative del diavolo che in fondo a volte sono anche le nostre aspettetive piu inconsce su Gesù. Gesù ha dovuto conbattere una certa tentazione sino alla fine. Certamente ci ricordiamo quando sotto la croce qualcuno grido” Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla Croce”. E Gesù non scese perchè ancora una volta volle dimostrare che il Dio che lui è venuto a mostrarci e il Dio della Croce che non cede a quelli che sono dei desideri di un cuore umano alla deriva e disorientato.
Il Vangelo di oggi è attualissimo. Mai come oggi nell’oscurità dei nostri meandri interiori e davanti a degli eventi personali, comunitari e sociali, siamo tentati di dire  a questo Dio “ ma cosa aspetti? Sei tu o no il nostro Dio? Vuoi vederci morire tutti? Non ti preoccupano le tragedie che continuamente si perpetuano davanti ai tuoi occhi ogni giorno? Dove sei? Dacci dei segni della tua presenza? Ma che Dio sei? Perchè lasci che altri ti prendano in giro e si deridono anche di noi? Non ti importa che ti abbandoniamo?  Caro  Dio, non pensi  che ci stai mettendo alla prova oltre il nostro limite umano?
E Dio in Gesù fa silenzio e ci fa capire che lui è Dio proprio perchè ha fatto della debolezza l’arma di vittoria. E’ il Dio debole, fragile che siamo chiamati a credere e verso cui i nostri cuori devono necessariamente dirigersi. E’ obbedire al Dio che “non ci piace” , proprio perchè fa le cose a modo suo e non secondo il nostro modo di vedere e soprattutto le nostre aspettative. La missione oggi è proclamare questo Dio. Un Dio “screditato “ dagli uomini , ma ancora creduto e amato e soprattutto scelto da chi lo cerca e lo ama con cuore sincero.
Missione è essere testimoni di questo Dio che ci sconvolge, ci scandalizza, a volte ci irrita, ci fa stare male, un Dio che  non ci capisce per niente. Nonostante tutto, questo stesso Dio, con la sua “debolezza” si impone nel silenzio e nella piccolezza della nostra anima. E’ come tentare di farlo andare via dalla porta ma lui trova un modo per rientrare nella nostra vita nei momenti e situazioni piu inpensate. Questo è il Dio che ci chiama alla conversione del cuore. Il Dio che per amore nostro ha scelto la Croce una volta per tutte e ne ha fatto il suo trono. E dall’alto della Croce ci indica , ci parla , e ci mostra Dio come egli è. E cioè Amore infinito. Amore consumato. Amore offerto. E ogni qualvolta il nostro amore avrà le caratteristiche dell’amore di Dio , è proprio quello il momento che ricorderemo al cuore delle persone che ci stanno accanto il volto del Dio di Isacco, Giacobbe e il Dio di tante altre persone che hanno dato la vita per LUI.
 

 

Il monte indicato dalla tradizione dove si dice che3 Gesù stette
 40 giorni nel deserto.

 
Che il Signore ci  liberi dalla tentazione quotidiano di afferare, pregare e comandare a un Dio a uso e cosumo nostro, ma  invece ci conceda la GRAZIA di abbracciare con fiducia il Dio che Gesù Cristo è venuto a testimoniarci con la sua Vita. Se la gloria di Dio è l’uomo vivente, penso che la gloria dell’uomo è Gesù Cristo, obbediente e fedele al Padre. C’è il salmo 35 che dice “ In te è la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce”. Che questo cammino quaresimale sia scandito da questo  desiderio profondo (che è proprio del nostro cuore umano ) di voler vedere la luce alla Sua luce.
 
Vi lascio ora con Abbè Pierre, prete accattone francese.  Lasciamo che le sue parole ci parlino, ci ispirino, ci motivino ad assumere degli atteggiamenti che sappiano di Cristo
 
 
“ Voi giovani che avete vent'anni sarete o la più felice, o la più miserabile generazione. Voi sarete la generazione più disgraziata che sia mai esistita, se stupidamente entrerete nella vita con il desiderio mostruoso che noi abbiamo avuto prima di voi; io, io, io, la mia carriera, la mia ricchezza, il mio comfort. Che mi importa degli altri ? Sarete infelici, se metterete il vostro benessere a vostro esclusivo servizio, indifferenti agli altri. Sarete infelici, perchè la brutalità, la rapidità degli sconvolgimenti vi sorprenderà come una valanga, in modo che quelli che afironteranno la vita con questa follia si troveranno schiacciati, spezzati, su questa terra stessa, in una dannazione della terra prima di quella eterna.
Sarete invece la più felice generazione che sia mai esistita nel mondo, se avrete l’intelligenza di capire che soltanto I'amore E capace di mettere il benessere al servizio di tutti. Ma per fare questo, abbiate cura di non vivere nemmeno un giorno nella prosperità, nella comodità, nel benessere, nei piaceri, senza che il dolore degli altri sia venuto fino a voi.
Lasciate qualche finestra aperta, qualche porta  aperta di casa vostra. Abbiate qualcosa per cui siate in comunione con questa misteriosa fonte d'intelligenza che è partecipazione al dolore degli altri. Di fronte a quella presenza di Dio che è nel dolore dei nosti fratelli, la terra intera è divenuta oggi come una specie di gigantesca meraviglia, come una specie di cervello elettronico formidabile che vale miliardi, che è il frutto del genio, ma che poi si è rotto, che è in panne; c'è qualcosa che non va. E gli uomini  si sforzano di camminare e non ce la fanno perchè hanno trascurato un piccolo nulla che vale due soldi, ma la cui mancanza fa si che la meraviglia che vale forse miliardi si rompa, venga gettata tra i rifiuti. Questo piccolo nulla da due soldi, senza il quale la macchina della creazione intera non può vivere, è l'amore di quelli che scelgono di dare la vita intera, la loro intelligenza, o almeno di dare qualche mese, qualche anno della loro vita per portare rimedio al tradimento, alla diserzione.
Dio voglia che noi siamo di quelli che non hanno passato una sola giornata della loro vita senza essere stati in comunione con il dolore del mondo . “
(  Abbe' Pierre in “ Lo scandalo della povertà interpella la Chiesa” pp 18-19  )
 
Buon CAMMINO quaresimale  e alla prossima
Vostro P. Antonio
 
Postato  da