Avvento: Celebrazione di un’attesa o di una venuta?

Avvento: Celebrazione di un’attesa o di una venuta?

Riflessione di P. Norberto St.

 

«Nell’attesa che si compia la beata speranza e venga in nostro salvatore Gesù Cristo»

(Liturgia=Tt 2, 13)

 

A. Introduzione

 

1. L’anno liturgico: ricordare per vivere

«Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo e misteri della salvezza…».

Questo annuncio, fatto nel giorno dell’Epifania, ci dà in modo semplice e immediato il senso, il valore e lo scopo dell’anno liturgico.

Ricordare e vivere i misteri della salvezza: i due verbi puntualizzano il motivo e lo scopo della liturgia stessa, che è appunto quello di rendere presente «per mezzo di segni sensibili» (SC 7) l’opera di liberazione dal male compiuta dal Padre per Cristo, perché nello Spirito ogni persona raggiunga la salvezza. E tutto questo avviene «nei ritmi e nelle vicende del tempo».

Ricordare e vivere…: ecco il motivo che ha dato origine alla progressiva strutturazione dell’anno liturgico. I cristiani ogni anno ricordano la storia della salvezza per viverla in modo sempre più profondo.

I due verbi ci danno anche le costanti o le coordinate della liturgia: ogni azione liturgica infatti è un «ricordo», un «memoriale»…per la «vita».

Ogni azione liturgica infatti, per essere e rimanere tale, deve rimandare continuamente alla vita mentre fa memoria di un avvenimento salvifico.

Ed è in questo continuo rinvio al quotidiano che s’inserisce una delle ragioni della presenza del segno destinato appunto a significare ed a realizzare la santificazione delle persone.

Il segno principale è la Parola. Questo segno per essere capito, accolto e attualizzato ci viene presentato, «mediato» da un contesto: l’eucologia1, ossia le preghiere: collette, prefazi, antifone, preghiere eucaristiche e benedizioni.

L’edizione del Messale in lingua italiana2 contiene numerosi testi nuovi, elaborati allo scopo di facilitare la mediazione tra l’annuncio del messaggio e la vita.

 

2. Metodo di lettura

Ciò che voglio fare qui è riscoprire il significato dell’Avvento a partire dalla Parola di Dio letta ed approfondita nel suo contesto liturgico. Per questo prenderò in esame la liturgia domenicale nei suoi tre cicli. Il metodo di lettura della Scrittura è quello proposto negli Ordinamenti del Lezionario (OLM). I risultati ottenuti da tale indagine saranno «contestualizzati» e «mediati» da quelli contenuti nei formulari di preghiera propri a ciascuna domenica. In questa maniera possiamo penetrare, scoprire e vivere il «mistero di salvezza» che la Chiesa ci propone all’inizio dell’Anno Liturgico, tappa di avvicinamento al giorno glorioso della «Pasqua eterna».

 

3. Storia dell’ Avvento

La genesi dell’Avvento3 si estende dal quarto secolo alla metà del sesto. Le prima notizie che abbiamo di un periodo di preparazione al Natale vengono dalla Spagna e dalla Gallia. Nel 380 il Concilio di Saragozza ha prescritto ai fedeli di partecipare ogni giorno alle assemblee liturgiche dal 17 dicembre al 6 gennaio, festa dell’Epifania4. Sembra si tratti di un tempo di preparazione al battesimo che si conferiva, secondo l’uso orientale, nel giorno dell’Epifania. Alla fine del quinto secolo abbiamo una testimonianza di Perpetuo di Tours (+ 490) che impone un digiuno di tre giorni alla settimana dall’11 novembre, festa di San Martino, a Natale. In seguito, l’Avvento tenderà ad assumere la stessa ampiezza della Quaresima. A Roma, non si hanno notizie di una preparazione al Natale prima della seconda metà del VI sec.; essa però fin dalle sue origini ha il carattere di una specifica istituzione liturgica. In uno dei documenti liturgici più antichi, il Sacramentario Gelasiano5, nella parte finale, troviamo una serie di formulari raccolti, sotto il titolo Orationes de Adventu Domini, che però non sembrano collegati con il Natale, i cui testi si trovano invece all’inizio del libro. «Probabilmente, la vicinanza della festa del Natale finisce per impregnare del suo contenuto anche questi testi»6. In questi antichi formulari, le due tematiche, quella del Natale e della parusia, sono viste una in funzione dell’altra. Un esempio per tutti può essere la Colletta del 21 dicembre, la cui matrice sta appunto in questi formulari antichi (vedi il testo latino)7 che dice:

Ascolta, o Padre, le preghiere del tuo popolo

in attesa del tuo Figlio che viene nell’umiltà della condizione umana:

la nostra gioia si compia alla fine dei tempi

quando verrai nella gloria. Per..

 

Così anche i brani biblici contenuti nei primi lezionari romani mostrano la stessa ambivalenza.

All’inizio la liturgia dell’Avvento comprende sei settimane. Però con S. Gregorio Magno (590-604) il numero delle domeniche è ridotto a quattro. Durante l’Avvento, precisamente il giorno 18 dicembre, in Spagna, ma anche a Milano8, si istituì la festa in onore delle Vergine Maria.

 

4. Teologia dell’Avvento:

La genesi storica ci permette di capire meglio la teologia di questo tempo liturgico come si è conservato nella tradizione romana. La riforma realizzata dopo il Vaticano II ha voluto precisare meglio il senso di questo tempo, sia in rapporto al Natale che come attesa dell’ultima venuta di Cristo.

«Il tempo di Avvento infatti ha una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all’attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.» (Calendario romano, 39). Per queste due ragioni, il tempo di Avvento non è più considerato soltanto un tempo di penitenza; anzi è un tempo di devota e gioiosa attesa. «Che, se nelle domeniche di questo tempo non si dice il Gloria, ciò si fa per un motivo diverso da quello per cui lo si omette nel tempo di Quaresima, ossia perché l’inno angelico nella notte di Natale risuoni come qualche cosa di nuovo»9.

«L’Avvento è la celebrazione del mistero sempre in atto della venuta del Signore nella vicenda personale di ogni uomo e nelle vicende della storia dell’umanità. Le tre persone che si presentano successivamente nella liturgia di questo periodo (Isaia, Giovanni Battista e Maria) sono come le guide del

cammino per incontrare Cristo, e parallelamente, richiamano gli atteggiamenti da assumere: preghiera nell’attesa, conversione, gioia, disponibilità, accoglienza»10.

 

5. Il lezionario dell’Avvento

 

a. Domeniche

Le letture del Vangelo delle prime due domeniche tendono ad evidenziare la venuta di Cristo giudice nella vicenda personale di ogni uomo, oltre che nelle vicende della storia dell’umanità. Nella seconda domenica, e più ancora nella terza, domina la figura del Battista che chiama ad una coraggiosa verifica interiore in vista di una progressiva conversione al messaggio di Cristo per essere pronti ad accoglierlo quando verrà. La quarta domenica è tipicamente mariana: l’attenzione dei fedeli si concentra sul mistero della “Vergine Madre”, di Colei che sta per generare il Salvatore. «Le letture dell’A T sono profezie sul Messia e sul tempo messianico, tratte soprattutto dal libro di Isaia. Le letture dell’Apostolo contengono esortazioni e annunzi, in armonia con le caratteristiche di questo tempo».

 

b. Ferie

«Si ha nelle ferie una duplice serie di letture: una dall’inizio dell’Avvento fino al 16 dicembre, l’altra dal 17 al 24. Nella prima parte dell’Avvento si legge il libro di Isaia, secondo l’ordine del libro stesso, non esclusi i testi di maggior rilievo, che ricorrono anche in domenica. La scelta dei Vangeli di questi giorni è stata fatta in riferimento alla prima lettura.

Dal giovedì della seconda settimana cominciano le letture del Vangelo su Giovanni Battista; la prima lettura è invece o continuazione del Libro di Isaia, o un altro testo, scelto in riferimento al Vangelo.

Nell’ultima settimana prima di Natale, si leggono brani del Vangelo di Matteo (cap. 1) e di Luca (cap. 1) che propongono il racconto degli eventi che precedettero immediatamente la nascita del Signore. Per la prima lettura sono stati scelti, in riferimento al Vangelo, testi vari dell’Antico Testamento, tra cui alcune profezie messianiche di notevole importanza»12.

 

B. Il segno della Parola

 

1. Metodo di lettura del Lezionario

«I fedeli, nella Messa, sono invitati a nutrirsi alla doppia mensa della parola di Dio e del Corpo di Cristo…E benché la parola di Dio nelle letture della sacra Scrittura sia rivolta a tutti gli uomini di ogni epoca…tuttavia la sua efficacia viene accresciuta da un’esposizione viva e attuale, cioè dall’omelia, che è considerata parte dell’azione liturgica (Principi e Norme per l’uso del MR, 9).

Per una corretta lettura del lezionario, l’OLM (Ordinamento delle letture della Messa) ci offre delle indicazioni. In sintesi, dice:

 

a) «La lettura del Vangelo costituisce il culmine della stessa Liturgia della Parola; all'ascolto del Vangelo l'assemblea viene preparata dalle altre letture...cioè quelle dell'Antico Testamento e poi quelle del Nuovo»13.

b) Il salmo responsoriale è parte integrante della Liturgia della Parola14.

c) Il nuovo OLM offre ai fedeli una panoramica di tutta la Parola di Dio in base ad un criterio di armonico sviluppo15 e sottolinea «l'unità dei due Testamenti e della storia della salvezza incentrata in Cristo e nel suo mistero pasquale» (n. 66.1).

d) Nel lezionario festivo, due principi regolano la disposizione delle letture: la concordanza tematica e la lettura semi continua (n. 66.3).

e) Una forma tematica è quella adottata nei tempi forti (n. 67) in cui tale mistero è presentato per tappe successive, secondo «caratteristiche particolari», mentre nelle domeniche per annum tale mistero è celebrato totalmente, volta per volta (n. 68).

 

2. Applicazione del metodo

Trattandosi qui del tempo forte di Avvento, applichiamo le indicazioni sopraesposte all’analisi delle letture di una domenica particolare, per es., la I Domenica dell’anno C. Ci chiediamo: qual è il cuore del messaggio? Ossia, qual è la parola-evento di salvezza proclamato nelle tre letture. Tale evento ha degli antecedenti (promesse) ed una sua apertura sul futuro. Esso poi coinvolge la mia/nostra vita quotidiana. Per cui, in ogni passo cercheremo di trovare queste tre costanti : l’evento come promessa; l’evento come compimento; l’evento-azione, condotta, ossia tradotto nella vita quotidiana.

 

a. Iniziamo con lo studio della pericope evangelica16: Lc 21, 25-36.

- L’evento: la venuta del Figlio dell’uomo con potenza e gloria

- La promessa: la vostra redenzione è vicina

- La condotta:

a) State attenti, che non si appesantiscano i vostri cuori…

b) Vegliate e pregate per sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e

comparire davanti al Figlio dell’uomo.

 

b. Si passa quindi allo studio della I lettura con il salmo, «parte integrante della Liturgia della Parola».

Ger 33, 14-16:

 

* Promessa-Evento:

- Farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia

- Giuda sarà salvato

- Condotta:

- Eserciterà la giustizia sulla terra.

- Gerusalemme vivrà tranquilla.

 

Salmo 24, 4…14:

 

* Evento: Tu sei il Dio della nostra salvezza, guidi gli umili, insegni ai poveri;

* Richiesta: Signore insegnami i tuoi sentieri, ammaestrami;

* Condotta: custodire i precetti, l’alleanza.

 

c. Si evidenziano i punti in comune tra Vangelo, la I lettura e il salmo e si fanno dialogare tra di loro: essi sono:

- L’evento: la doppia venuta del germoglio di David e del Figlio dell’uomo nella gloria.

- La promessa di: bene, giustizia-tranquillità, redenzione e salvezza.

-La condotta: Esercitare la giustizia, custodire i precetti dell’alleanza →Vegliate e pregate in ogni tempo.

 

d. Si esamina quindi la II lettura, nel nostro caso 1Ts 3, 12-4, 2, per evidenziare le «esortazioni e gli annunzi»17:

Annunzio: la venuta del Signore che viene con tutti i suoi santi.

Esortazione:

* Crescere nella carità vicendevole per essere saldi e irreprensibili.

* Il progresso nella vita cristiana, sempre in corso («cercate di agire sempre così»), avviene mettendo in pratica le norme ricevute dal Signore e «come avete appreso da noi».

 

e. Questi elementi devono dialogare con quelli comuni alla I lettura, al salmo ed al Vangelo sottolineando le implicazioni vitali, pratiche. Per esempio, il crescere e progredire nella vita cristiana, nella carità va di pari passo con il custodire l’Alleanza e il “vegliate e pregate senza sosta”, ciò renderà irreprensibili i nostri cuori nella santità per comparire davanti al Signore. La Chiesa, nuova Gerusalemme, è il luogo dove la Parola diventa preghiera senza sosta (liturgia), dove si realizza la giustizia e si attende in tranquillità la venuta del Signore.

 

f. A questo punto si devono confrontare i risultati finora ottenuti con l'eucologia: soprattutto con la colletta e l'embolismo18 del prefazio.

 

Nella Colletta del MR19 si fa memoria del “Cristo che viene” e si chiede “di andargli incontro con le buone opere” per essere “chiamati accanto a lui a possedere il regno dei cieli”.

Nella Messale della CEI sono previste tre collette a seconda del ciclo. In quella per la I domenica20, C, la preghiera, rivolta al Padre, fa memoria delle sue promesse che rimangono “nei secoli”. Seguendo poi il tema del Vangelo si chiede:

a) di rialzare il capo dell’umanità oppressa

b) di aprire i nostri cuori alla speranza

E tutto ciò “per attendere senza turbamento il ritorno glorioso del Cristo, giudice e salvatore”.

 

L’embolismo del Prefazio I di Avvento è una sintesi di tutti gli elementi visti fin qui. Esso ci ricorda il duplice avvento del Signore: il primo “nell’umiltà della nostra natura umana” nel quale portò a termine la promessa antica e “ci aprì la via dell’eterna salvezza”, ed il secondo, “quando verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare nell’attesa”.

 

g. Esame del ciclo.

Nei tempi forti in cui si segue la lettura tematica, la domenica sviluppa un aspetto particolare dello stesso mistero. Così, nel periodo d'Avvento, dove si celebrano «gli antefatti immediati della nascita del Signore» e l'attesa della sua seconda venuta alla fine dei tempi, si hanno 4 momenti ed ogni singola domenica costituisce un capitolo, il quale, a sua volta, ha una triplice connotazione a seconda del ciclo.

Le 36 letture delle domeniche di Avvento formano un reticolo con una linea verticale (1-4 Domenica) ed una orizzontale (anno A,B e C).

E’ importante vedere dove si colloca la domenica di cui stiamo esaminando i testi in questo reticolo. Perciò proponiamo la seguente sintesi delle letture della quattro domeniche.

 

 

3. Messaggio delle quattro domeniche di Avvento nei cicli A, B,e C21.

 

Prima domenica

La tematica sottolinea il Signore che viene come giudice di pace (A), come redentore (B) e liberatore ( C).

L’Atteggiamento: “Vegliate e pregate!”

 

Ciclo A

-Is 2, 1-5: Il Signore riunisce tutti i popoli; sarà giudice fra le genti:

-Rm 13,11-14: Il giorno è vicino; svegliatevi, per le opere della luce;

-Mt 24, 37-44: L’improvvisa venuta del Figlio dell’uomo: occorre vegliare 

 

Ciclo B

- Is 63, 16-17.19; 64, 1-7: ”Se squarciassi i cieli e scendessi, o Signore!”

 

- 1Cor 1, 3-9: “Nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo”.

 

- Mc 13, 33-37: Bisogna essere operosi e fedeli, come dei servitori a cui il padrone abbia affidato, prima di partire, un compito preciso.

 

Ciclo C

* Ger 33, 14-16: “Farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia”: eserciterà il giudizio.

* 1 Ts 3, 12-4,2: Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della sua venuta.

* Lc 21, 25-36: La venuta del Figlio dell’uomo. La liberazione è vicina: Vigilate e pregate.

 

Seconda domenica

Tematica: Il Signore che viene come giudice giusto (A), con potenza (B) e splendore (C).

Atteggiamento: la conversione.

Seconda domenica

Tematica: Il Signore viene come giudice giusto

Giovanni proclama l’atteggiamento da assumere: la conversione.

 

Ciclo A

-Is 11,1-10: Su di lui si poserà lo Spirito del Signore. Giudicherà con giustizia

-Rm 15,4-9: Gesù Cristo salva tutti gli uomini. Accogliersi e perseverare nella speranza.

-Mt 3,1-12: Convertitevi e credete al vangelo

 

Ciclo B

- Is 40, 1-5. 9-11: “Consolate, consolate il mio popolo”. L’annuncio della liberazione dalla schiavitù e il ritorno.

- 2Pt 3, 8-14: “Il giorno del Signore verrà come un ladro”.

- Mc 1, 1-8: “Raddrizzate le vie del Signore…Dopo di me viene uno che è più forte di me”

 

Ciclo C

* Bar 5, 1-9: Dio mostrerà il suo splendore; il ritorno di Israele; spianerà ogni montagna.

* Fil 1, 4-6.8-11: Siate integri e irreprensibili per il giorno del Signore.

* Lc 3, 1-6: “Preparate la via del Signore”.

 

Terza domenica

La figura centrale è Il Battista che è interrogato (B), si interroga su Gesù (A): lo scopre come luce (B) e come colui che battezza nello Spirito (C). Atteggiamento: la gioia che nasce dallo Spirito (B), perché il Signore è vicino (A e C).

 

Ciclo A

-Is 35, 1-6.8-10: Si rallegrino il deserto e la terra arid: il nostro Dio viene a salvarci

-Gc 5, 7-10: Siate pazienti; rinfrancate I vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina;

Mt 11, 2-11: Gesù dà inizio al regno: Giovanni: «Sei tu colui che deve venire?».

 

Ciclo B

- Is 61, 1-2.10-11: Il profeta è consacrato dallo Spirito di Dio e inviato ad annunziare il tempo della misericordia del Signore: il Vangelo ai poveri…

- 1Ts 5, 16-24: Siate sempre lieti. “Non spegne lo Spirito”.

- Gv 1, 6-8. 19-28: Giovanni rende testimonianza alla luce. Preparate la via del Signore.

 

Quarta domenica

La figura centrale è Maria, Vergine cheaccoglie il disegno di Dio e genera il Cristo. Si realizzano così le promesse.

L’atteggiamento: é quello della Vergine: disponibilità e accoglienza.

 

Ciclo A

-Is 7,10-14: Una Vergine concepirà il «Dio con noi»;

-Rm 1,1-7: E’ nato da Davide secondo la carne;

-Mt 1, 18-24: L’annuncio a Giuseppe: Gesù nascerà da Maria per virtù dello Spirito Santo.

 

Ciclo B

- 2 Sam7,1-5.8.12.14.16: Sarà Dio a costruire una casa per Davide, ad assicurargli il trono e la discendenza.

- Rm 16, 25-27: Finalmente con la nascita di Gesù si rivela il piano di Dio, il “mistero taciuto per secoli, ma rivelato ora”.

- Lc 1, 26-38: Maria è stata da sempre immensamente amata, per questo è “piena di grazia”. All’annuncio dell’angelo non si ritrae, non diffida. Ascolta il piano divino e si affida alla sua potenza e alla forza del suo Spirito.

 

Ciclo C

- Mic 5, 2-5: Da te (Betlemme-Maria) uscirà il dominatore di Israele;

- Eb 10, 5-10: “Ecco io vengo per fare la tua volontà”;

- Lc 1, 39-48: Visitazione: incontro delle due madri (VT e NT)

 

C . Il contesto liturgico

 

1. I prefazi

Costituiscono una sintesi di tutto il mistero dell’Avvento. Fino al 16 dicembre sono proposti i seguenti prefazi:

 

Avvento I: «La duplice venuta di Cristo».

Avvento I-A «Cristo, Signore e giudice della storia».

 

Tra le due venute di Cristo nella storia dell’umanità si colloca la piccola grande storia di ciascuna persona. Ed è nell’arco di questa storia così personale e irripetibile che il «Signore e giudice della storia…viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell’amore la beata speranza del suo regno» (I-A).

Nella seconda parte dell’Avvento, dal 17 al 24 dicembre, l’attenzione è concentrata soprattutto sul mistero della maternità di Maria.

 

Avvento II: «Egli fu annunziato da tutti i profeti, la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo con ineffabile amore».

Avvento II-A: Il mistero della Vergine Madre; la nuova Eva, madre di tutti gli uomini. Questo prefazio è un piccolo capolavoro di teologia mariana:

 

E’ veramente giusto rendere grazie a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Dall’antico avversario venne la rovina, dal grembo verginale della figlia di Sion è germinato colui che ci nutre con il pane degli angeli ed è scaturita per tutto il genere umano la salvezza e la pace. La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria.

In lei, madre di tutti gli uomini, la maternità, redenta dal peccato e dalla morte, si apre al dono della vita nuova.

Dove abbondò la colpa, sovrabbonda la tua misericordia in Cristo nostro salvatore.

E noi, nell’attesa della sua venuta,

uniti agli angeli e ai santi cantiamo l’inno della tua lode.

 

2. Collette: Una Parola che si fa preghiera

 

Scopo: aiutare a realizzare un rapporto più stretto tra parola di Dio annunciata e la preghiera dell’assemblea.

Questi sono i temi sviluppati nelle 4 collette del Messale romano:

 

1- Dimensione escatologica: Andare incontro a Cristo con le buone opere.

2- La missione del Battista: Cammino di Conversione verso Cristo. La sapienza ci guidi alla comunione con il Cristo.

3- Un’attesa gioiosa: fa che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il mistero della salvezza.

4- Il dono dello Spirito per giungere alla gloria della risurrezione.

 

Messale della CEI:

I nuovi testi inseriti nel Messale della Conferenza Episcopale italiana sono una grande ricchezza per la preghiera in quanto il nucleo centrale della liturgia della Parola diventa anche il tema principale della preghiera comunitaria.

 

I. La prospettiva escatologica

L’attesa del Cristo che verrà a giudicare i vivi e i morti è vissuta nelle serena certezza che Dio «Padre misericordioso» (I A) è santo (IC) e fedele: una fedeltà «che non viene mai meno» (IB); egli infatti mantiene «nei secoli

le…promesse» (IC), e il segno più grande è stato l’invio del suo «Figlio unigenito».

E’ in attesa del suo ritorno ultimo che i fedeli invocano l’aiuto del Padre perché le situazioni di ogni giorno siano affrontate e vissute con «spirito vigilante» (I A), con «amore irreprensibile (I B) e «senza turbamento» (I C).

 

II. La missione del Battista

Nella seconda domenica la voce del Battista annuncia la conversione come atteggiamento essenziale che il cristiano deve assumere per andare incontro al Cristo giudice, redentore e liberatore.

Nei tre testi l’assemblea presenta al Padre un insieme di richieste che mentre esprimono la volontà di conversione, nello stesso tempo ne ricordano anche le condizioni:

- «Suscita in noi il desiderio di una vera conversione» (II A).

- «parla oggi al cuore del tuo popolo» (II B):

- «raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia e preparaci a celebrare…la venuta del…Salvatore (II C).

Le virtù da attuare sono «la giustizia, la mitezza e la pace (II A), la «santità di vita» (II B) sorretta da una fede pura (II B) e «ardente» (II C).

 

III. Un’attesa gioiosa

Le tre collette rispecchiano a sufficienza la caratteristica della terza domenica improntata a quel «vangelo della gioia» (III A) che avrà la sua piena manifestazione nel mistero dell’incarnazione.

Chiamato da Dio «fonte della vita e della gioia» (III C) a «condividere la pace e la gioia del regno (III B), il cristiano sa che potrà raggiungere questo traguardo percorrendo la «via dei comandamenti (III C) e «perseverando nella pazienza» (III A) con «cuore puro e generoso (III B).

 

IV. Maria, «dimora di Dio»

L’ultima domenica di Avvento ricorda ai fedeli che in Maria Dio ha portato «a compimento il disegno di salvezza» (IV B). Sia la liturgia della Parola che le collette evidenziano la disponibilità e l’accoglienza di Maria, frutto della sua umiltà.

La invocazioni delle collette sottolineano l’iniziativa di Dio che ha scelto Maria «tra gli umili» (IV B) «per farne la (propria) dimora» (IV C). Da tale esemplarità si muove l’invocazione dell’assemblea che domanda di conformare la propria vita a quella di Maria per accogliere il progetto di Dio e realizzarlo nella storia.

 

3. Altri elementi.

Utilizzare infine le varie opzioni presenti nei messali ufficiali in armonia con il mistero celebrato. Saluto iniziale. Atto penitenziale con aspersione. Salmo responsoriale con ritornello adatto, facile da cantare. Acclamazione dopo la consacrazione. Introduzione al Padre Nostro. Processione durante la comunione.

Infine, la benedizione solenne proposta per il tempo di Avvento23 è una vera «iniezione di gioia».

 

Dio, che vi dà la grazia di celebrare la prima venuta del suo Figlio e di attendere il suo avvento glorioso vi santifichi con la luce della sua visita.

R. Amen.

Nel cammino di questa vita, Dio vi renda saldi nella fede, gioiosi nella speranza, operosi nella carità.

R. Amen.

Voi che vi rallegrate per la venuta del nostro Redentore, possiate godere della gioia eterna, quando egli verrà nella gloria.

R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente…

 

D. Orientamenti pastorali

a. I modelli d imitare sono: Isaia, Giovanni Battista, Giuseppe e Maria.

Le grazie da chiedere nella preghiera sono: conversione, gioia, disponibilità, accoglienza. Scoprire nella propria vita il progetto di Dio, per cercare il significato ultimo dell’esistenza e della storia.

 

b. Segni: Coreografia, canti, corona con candele, preparazione del presepe.

 

c. Atteggiamenti da coltivare: Accoglienza, attenzione alle esigenze della persona, del diverso, dell’extracomunitario…

 

d. Ulteriori momenti: celebrazioni penitenziale, digiuno, visite..

 

e. Categorie di persone: fidanzati, cresimandi, catecumeni, famiglie.

 

E. Conclusione

In questa trattazione mi sono soffermato soprattutto sulla liturgia domenicale: lezionario ed eucologia. Per completare la trattazione dell’Avvento, basata sulla Lex orandi, come si è fatto qui, c’è bisogno di uno studio più dettagliato delle Ferie24 e di uno sulla Liturgia delle Ore. Qui ho cercato di offrire un metodo di lettura più che uno studio esaustivo. In ogni caso, la messa in opera di quanto evidenziato sopra può contribuire a sottolineare la dinamica del messaggio che in Avvento consiste sostanzialmente nella celebrazione di un evento, promesso, realizzato e che ancora deve compiersi: Cristo stesso, che continua a venire incontro all’uomo di ogni tempo e luogo per riportarlo «alla santità della sua prima origine» e per reintegrare l’universo nel progetto di salvezza del Padre. Infatti il Signore che è venuto da Betlemme nell’umiltà della carne, non cessa ora di venire nella nostra conversione di ogni giorno.

Il tempo di Avvento ci rende attenti, vigili, per non lasciar passar invano Cristo che bussa alla nostra porta, che ci invita al suo banchetto. Per questo l’Avvento è tempo di intensa preghiera.

Ma il Signore è anche il Giudice, che verrà alla fine del mondo, quando la storia giungerà al suo compimento, quando sarà terminato il cammino della Chiesa e la sua speranza sarà premiata.

Così in Avvento avvertiamo più acuta l’instabilità della nostra esistenza, il nostro essere pellegrini in viaggio verso la patria, la necessità di non attardarci in cose vane, di non fare scelte sbagliate.

La liturgia ci scuote dal nostro torpore: alimenta il nostro coraggio, sostiene la nostra fedeltà, perché il Signore non ci sorprenda impreparati, ma con le lampade accese e con nel cuore il desiderio ardente di incontrarlo.

Solo se siamo allenati ad accoglierlo nella sua triplice venuta saremo pronti per celebrare in spirito e verità il “Verbo fatto carne”. La nostra voce potrà allora confondersi a quella degli angeli nel cantare: Gloria a Dio…

 

MARANATÀ

 

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