VOCABOLARIO LITURGICO

14.12.2014 17:32

ragazzino con molti libri in parco autunnali collage  Archivio Fotografico - 7831354

    Spesso si incontrano  o si sentono dei termini che risultano alquanto strani e poco compresnibili alla gente di chiesa Sembra che sia un vocabolario solo dei sacerdoti o delle suore. Molti di noi rimaniamo a bocca aperta. Abbiamo a volte anche paura a chiedere spiegazioni. E allora ci portiamo dentro sempre delle domande che non trovano spesso delle risposte.

Qui provo a spiegare alcuni termini che spesso vengono usati. Poi in altri articoli proverò a spiegare i segni liturgici che hanno una storia e un significato molto profondo , che a loro volta hanno lo scopo di farmi vivere meglio e in maniera piu intima la nostra preghiera e relazione con Dio.

Se avete delle domande che riguardano la nostra liturgia , sentitevi liberi di chiedere , e nelle mie capacità proverò a darvi risposta 

 

 

Agape

L'ultimo e il più bel nome di Dio nel Nuovo Testamento: "Dio è agápe" (1Gv 4,8). Amore di dilezione, di pura grazia, senza determinismo, vivificante, esso rende amabili e fa entrare in comunione con la santa Trinità. Per questo il mistero della chiesa è agápe, e la sua realtà liturgica, l'eucaristia, è anch'essa chiamata agápe.

 

Anamnesi

"Far affiorare il ricordo, fare memoria". Nella celebrazione liturgica, la chiesa fa memoria di tutti gli eventi salvifici compiuti da Dio nella storia e che trovano il loro pieno compimento nella croce e nella risurrezione di Cristo. Ma l'evento pasquale, accaduto una volta nella storia, è ormai contemporaneo a ogni istante delle nostre vite: Cristo, proprio perché è risorto, ha squarciato il muro del tempo mortale. Si tratta dunque di un memoriale di tipo assolutamente nuovo. Siamo noi che ricordiamo, ma la realtà non è più nel passato, essa è qui: la memoria della chiesa diventa presenza. Qui c'è tutto il realismo dell'evento liturgico.

 

Anafora

"Portare verso l'alto". Ogni celebrazione liturgica è anafora perché partecipe del dinamismo attuale dell'ascensione del Signore. In particolare, è il dinamismo centrale dell'eucaristia (la "preghiera eucaristica" della liturgia latina in oriente viene chiamata anafora), che unisce l'azione di grazie, l'anamnesi, l'epiclesi e l'intercessione.

 

Dossologia

Significa nel contempo "cantare la gloria" di Dio e "professare la fede" della chiesa. "La gloria di Dio è l'uomo vivente", ma "Dio è la gloria dell'uomo". L'economia della salvezza dell'uomo diventa dossologia nella liturgia.

 

Economia

Cf. Ef 3, 9. Più che la "storia della salvezza", è la dispensazione, il sapiente ordinamento per tappe, della realizzazione di quel mistero che è il Cristo. Dopo la pentecoste l'economia è diventata liturgia perché ha avuto inizio la risposta, la sinergia tra lo Spirito e la chiesa.

 

Energia

Termine più forte di azione o di operazione, fa accedere alla potenza della vita: in questo caso quella del Dio vivente, specialmente dello Spirito santo. Quando l'energia dell'uomo, suscitata dallo Spirito, è unita a quella di Dio vi è sinergia. La liturgia è essenzialmente sinergia tra lo Spirito e la chiesa.

 

Epiclesi

"Invocazione su". E un'invocazione al Padre affinché mandi il suo Spirito su ciò che la sua chiesa gli offre, affinché l'offerta sia trasformata in corpo di Cristo. E il momento centrale di ogni anafora sacramentale, la nuova efficacia della liturgia. I ministri ordinati sono prima di tutto al servizio dell'epiclesi, come servitori dello Spirito che agisce con potenza. Il termine è molto importante in tutto questo libro. Nell'epiclesi si realizza la più possente sinergia tra Dio e l'uomo, sia nella celebrazione che nella liturgia vissuta.

 

Kenosi

Cf. Fil 2, 7. Il verbo ekénosen, "si svuotò di se stesso" o "annientò se stesso", è divenuto nelle lingue moderne un sostantivo. Il Figlio resta Dio quando s'incarna, ma si spoglia della sua gloria al punto da essere irriconoscibile (cf. Is 53, 2-3). La kenosi è il modo particolare in cui Dio ama: diventa uomo fino in fondo, senza imporsi né fare violenza. In un primo tempo c'è la kenosi del Verbo nell'incarnazione, ma essa trova compimento nella kenosi dello Spirito santo nella chiesa e rivela quella del Dio vivente nella creazione. Il mistero dell'alleanza è sotto il segno della kenosi: più essa è profonda, più l'unione è completa. La nostra deificazione è l'incontro tra la kenosi di Dio e la kenosi dell'uomo; da qui l'esigenza fondamentale dell'evangelo: saremo uniti a Cristo nella misura in cui "perderemo" noi stessi per lui (cf. Mt io, 39).

 

Koinonia

Termine frequente negli scritti di Paolo e di Giovanni, la koinonia è la "comunione" dello Spirito santo che ci unisce al Padre tramite Cristo. Essa è partecipazione alla vita divina. La chiesa è essenzialmente koinonia.

 

Mistagogia

 "Azione di condurre verso il mistero" o anche "azione con la quale il mistero ci conduce"'. Useremo raramente questo termine. I capitoli XI e XII sono delle mistagogie, delle iniziazioni al mistero celebrato, a partire dall'epiclesi propria di ogni sacramento.