Venerdì 18 Ottobre 2013, Festa di S. Luca

23.10.2015 22:42

Lc 10,1-9

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

 +  Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

 Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

 In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Parola del Signore

Cari amici,

il vangelo di oggi ci riporta agli albori del mandato di Gesù agli apostoli. Un mandato fatto di semplici comandi ma che sono essenziali e quindi da tenere  sempre presenti ogni qualvolta ci mettiamo in cammino come suoi missionari.

Il missionario deve sapere che è mandato “ come pecore in mezzo ai lupi”. Deve stare attento e vigile. In un altro passo del vangelo Gesù dice che l’apostolo deve essere astuto come  i serpenti e semplice come le colombe. Sono atteggiamenti che non si escludono ,ma vanno insieme. Coesistono .

Se veramente cerchiamo di annunciare il vangelo, con sincerità e senza aggiunte, allora ci accorgeremo quanto siano vere le parole e le raccomandazioni del Signore. A volte gli stessi “lupi” non sono lontano da noi, ma vicino a noi, persone che forse ci hanno anche vezzeggiato con le loro parole e poi hanno tramato altro.

Nelle raccomandazioni Gesù usa una seria di “ NON” che ci fanno pensare, o almeno chiederci il perchè. Gesù dice : “non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.”

Perchè Gesù insiste su questi “ NON” che apparentemente non sembrano avere molto senso , soprattutto se li guardiamo con gli occhi e la mente “  evoluta “ del nostro tempo. Come si fa a non portare nulla? Pur volendo ridurre al massimo dobbiamo pur sempre portare qualche cosa, certo non il superfluo, ma qualcosa si.

Eppure Gesù sembra categorico.  Certamente ha una sua ragione per dire cosi.

Intanto Gesù ci dice che bisogna proprio portare l’essenziale. L’essenziale ci aiuta a fare meglio la missione per la quale il Signore stesso ci ha chiamato.  Quando abbiamo di più , si corre il rischio di attaccarsi alle cose che portiamo ,e cosi ci sviamo da quello che è il motivo profondo del nostro andare.

Gesù ci dice ancora che “ non bisogna fermarsi a salutare nessuno”.  Sembra quasi che questa raccomandazione sia al limite dell’educazione. Come si fa ad andare per strada e non salutare nessuno? Come minimo verremo asdditate come dei maleducati.  Certo,  molto probabilmente il significato profondo di queste raccomandazioni di Gesù,  è che bisogna partire e andare con cuore indiviso, avendo nel cuore e nella mente la missione per la quale  il Signore ci manda. Capire ed essere sempre consapevoli che la missione che siamo chiamati ad amare e servire, è e sarà sempre la sua missione, e neanche per una attimo la nostra. Quando tentiamo di  impossessarci incosapevolemte della missione o di qualche cosa che riguarda la missione, allora siamo fuori dalla missione di Dio. Allora inizieremo a sperimentare sentimenti  che non arrecano innanzitutto a noi stessi quella gioia che è il premio dell’apostolo.

E’ una grande tentazione, quella di pensare che è la nostra missione. Noi missionari spesso passiamo per questa fase,  più o meno consapevole. Specialmente agli inizi della nostra missione, pensiamo che tutto dipende da noi. Pensiamo che gli altri non possono fare nulla senza di noi. Inconsciamente ricerchiamo applausi e buone considerazione e valutazioni del nostro operato . E spesso all’inizio tutto fila bene. Gente che ci circonda, che ci stiamo, che ci fanno capire che il nostro modo di fare è meraviglioso, che noi siamo veramente missionari. Eccetera. E noi, anche se non esteriormente, godiamo di tutto questo. Ma la prova del nove è quando tutto questo finisce, e se abbiamo puntato anche noi su questa “gloria mundi”, allora il nostro cuore sentirà tristezza, amarezza e sperimentera il dolore della solitudine e del sentirsi inutili. Questa è una chiara prova che non seguivamo la missione di Gesù ,ma ci avevamo creato la nostra missione. La missione che avevamo sempre immaginato e desiderato nell’arco della nostra vita. La missione a modo mio. Si proprio quella.
Allora in questo contesto capiamo le parole di Gesù che ci mettono in guardia . Ecco perchè non dobbiamo portare cose, ma nella nostra povertà siamo sempre ricordati che la missione è LUI, è LUI che dobbiamo annunciare. E’ lui che dobbiamo servire e amare nei nostri fratelli. Il modo di fare missione deve essere modellato continuamente sullo stile di fare missione di Gesù. Il nostro essere missionario deve essere continuamente rigenerato alle sorgenti della Sua Parola , della vita di Gesù e non andare oltre. Non ci sono altre sorgenti nuove o vecchie migliori dello stesso Gesù.

Fare missione non è questione di schemi o metodi di evangelizzazione , ma è ancora una volta annunciare Gesù, nudo e crudo con la nostra vita. Il resto non è proprio importante.  Oggi, la mia  paura , è che mettiamo piu importanza nei mezzi che nel seguire e vivere in compagnia di Gesù. Forse anche questo è uno dei motivi per cui ci domandiamo spesso cosa è la missione e chi sono i protagonisti della missione e cosi ci  dimentichiamo l’autore, l’unico autore  e protagonista della missione che è  sarà sempre Gesù e nessun altro.

Secondo Gesù noi non dobbiamo prendere nulla, perchè realmente abbiamo già tutto. Non ci manca proprio nulla. Quando prendiamo e accogliamo Gesù, allora nel nostro cuore ci sentiamo le persone più ricche e piu serene di tutte.  Ma quando non scegliamo Gesù, o meglio ci distanziamo dal suo comando, allora anche i progetti piu sofisticati falliscono e purtroppo, con loro falliamo anche noi.

Bene, carissimi amci, alcuni spunti li ho gettati li, cosi come mi sono venuti dal cuore.  Preghiamo che ogni giorno ci sappiamo convertire alla missione di Dio, abbandonando dietro di noi le nostre piccole idee di missioni e il modo stesso di fare missione.

Buona giornata di cuore  a tutti voi

Padre Antonio