Veglia Mariana "Maria, Donna del Cuore"

09.10.2015 12:11

 

Introduzione

 

S. In principio c'è il cuore. Non penso di contraddire Giovanni, il di-scepolo prediletto di Gesù, che inizia il suo Vangelo: in principio c'era il Verbo; il suo scritto riecheggia l'attacco della storia del mondo: "In principio era Dio". Giovanni stesso spiegherà in una lettera: Dio è Amore, amore gratuito, senza misura, fedele...

Quando si parla di amore, la mente va subito al cuore, nonostante la cosificazione di esso, avvenuta ai nostri giorni.

Tutto parte anche ai nostri giorni dal cuore e arriva fino agli estremi capillari più nascosti del corpo e tutto ritorna al centro del cuore, per riprendere un nuovo cammino.

C'è di più, il cuore scopre fenditure che ti introducono nell'interno più profondo e offre ragioni che la mente non sempre intuisce: le ragioni altre.

Da questa postazione privilegiata, il cuore, inizieremo a contem-plare Santa Maria.

 

 

S. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen.

 

S. La pace di Cristo, nato da Maria, sia con tutti voi.

T. E con il tuo spirito.

 

S. O Padre di misericordia, e datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché, dalla nostra stirpe umana, hai eletto la beata Vergine Ma-ria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo.

 

T. Ti ringraziamo perché l’hai preservata da ogni peccato, l’hai riempita di ogni dono di grazia, l’hai congiunta all’opera di redenzione del tuo Figlio e l’hai assunta in anima e corpo in cielo.

Ti ringraziamo perché in lei hai realizzato l’ideale evangelico di santità, l’hai costituita modello e immagine purissima della Chiesa, e l’hai data a noi come madre e regina, come avvoca-ta, rifugio e consolazione.

 

MARIA, DONNA DAL CUORE SAPIENTE

 

Canto

 

L. La sapienza è una qualità preziosa e rara. Si acquista con fatica che ti appaga, e a poco a poco; non per nulla è un dono dello Spi-rito, anzi ad essa seguono tutti gli altri.

Nel comportamento di Maria abbiamo due parole, due silenzi che ci lasciano intravedere la sapienza del suo cuore.

Maria disse all'angelo: "Com'è possibile? Non conosco uomo" (Lc 1,34).

Non sempre riusciamo a comprendere, anche quando ti parla un angelo mandato da Dio. È onesto chiedere umilmente spiegazione per capire quanto ti viene chiesto, decidere e collaborare respon-sabilmente con tutta la tua persona.

Allora Maria disse all'angelo: "Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38).

Avuta la spiegazione, Maria dà la sua risposta: pienamente dispo-nibile alla richiesta di Dio!

L'onestà non tollera rinvii e la saggezza ti suggerisce di accettare la proposta di Dio. È proprio quanto fa Maria, la benedetta tra tut-te le donne; con la sua risposta inizia finalmente un futuro nuovo per l'umanità intera. Anche i silenzi non sono meno eloquenti per parlarci del cuore sapiente di Maria.

Nella grotta di Betlemme i pastori raccontarono come appresero dagli angeli la nascita di Gesù, gli altri rimasero stupiti, "Maria da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuo-re" (Lc 2,19).

Le meraviglie di Dio non vanno bruciate in fretta, né è consentito passare subito da un canale all'altro: occorre registrare, su un na-stro sicuro, e curare la conservazione, perché non sbiadisca. E Maria sceglie appunto il nastro del cuore, protetto con la gabbia toracica e con la colonna vertebrale da ogni schiacciamento, aper-to tuttavia anche agli apporti esterni e successivi, filtrati dal cuo-re.

A Gerusalemme la risposta di Gesù all'angoscia dei genitori per il suo smarrimento, non fu compresa. Tuttavia "sua madre registrò tutte queste cose nel suo cuore" (Lc 2,51).

Maria ci insegna che non si riesce a capire né tutto né subito, an-che se ti parla Gesù in persona. Si richiede l'umiltà, l'onestà, la saggezza di non rimuovere e passare oltre, ma di conservare nel cuore, di tornarci su con amore, di approfondire, di correlare, di pregare il Signore che ti illumini... arriverai a comprendere che anche attraverso parole non decifrate subito, Dio ti chiamava a scrivere con Lui pagine di felicità per te e per l'intera famiglia umana.

 

1C. Maria, donna dal cuore sapiente donami un cuore semplice, sgombro da tutte le complicazioni che appesantiscono la vita, libero soprattutto dalla superficialità e da ogni forma di egoismo e di ripiegamento sul passato che spegne la speranza.

 

2C. Fa' attento il mio orecchio alla parola di Dio, alle parole dei figli di Dio agli avvenimenti che Dio comunica al mattino di ogni giorno e nei notiziari della giornata.

 

1C. È Parola sua: che io intenda quello che Egli mi domanda, e ne intraveda la presenza e l'aiuto.

Mi trovi pronto a dirgli "Eccomi Signore con la tua generosità, con il tuo abbandono, con la tua gioia, con la tua fedeltà.

 

2C. E il giorno in cui c'è buio nella mia mente, ritorni con la memo-ria del cuore, alle meraviglie che Dio opera nella mia vita, con-tinui a cercare la strada che il Signore accenna con qualche trat-to, e tienimi per mano sulla mia strada.

 

T. Ave, Maria…

 

Pausa di silenzio

 

MARIA, DONNA DAL CUORE DOCILE

 

Canto

 

L. La sapienza sta alla docilità come il frutto alla pianta. Si può go-dere di un cuore sapiente se abbiamo un cuore disponibile, facile ad apprendere, a lasciarsi istruire, ad ascoltare.

È vero che il Signore ogni mattina fa attento il mio orecchio per-ché io ascolti con la passione di chi conosce la Sua voce. Non ba-sta che Egli mi apra l'orecchio, si richiede pure che io non oppon-ga resistenza e non mi tiri indietro (Is 50,5-6).

Questa virtù appartiene a chi ha un cuore docile ma con una di-screta percentuale di sapienza, giacché lo stolto, il presuntuoso e l'ignorante non sono disponibili all'ascolto. Ancora meno a la-sciarsi istruire.

Quando Dio ebbe la voglia pazza di fare l'alleanza con un popolo dalla testa dura (né c'è differenza tra gli ebrei del Sinai e gli uo-mini di oggi, da qualunque parte provengano) per prima cosa dis-se: "Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio; il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze" (Dt 6,4-5).

In questo testo giustamente famoso e piccolo credo di ogni ebreo devoto, è indicato l'atteggiamento dell'uomo, il maestro e i com-piti da svolgere ogni giorno.

Suggerimenti non proprio di moda, per questo brancoliamo nel buio e le cronache quotidiane riportano spesso violenza e orrori di ogni genere.

"Parla o Signore perché il tuo servo ti ascolta" (1Sam 3,10) è la risposta del piccolo Samuele quando nella notte, Dio lo chiama; è la risposta di Maria, anche Ella educata all'ombra del tempio.

Per questa docilità alla Parola, Samuele ebbe la ventura di ungere il capo di Davide dalla cui discendenza nacque Gesù, e Maria eb-be la gioia di ascoltare dall'angelo: Dio darà a tuo figlio il trono di Davide suo padre e l'ebbrezza di stringerlo tra le tue braccia.

A te sarà offerto l'onore della parentela con Cristo, l'allargamento della sua famiglia e un posto alla sua mensa nella sua casa.

 

1C. Maria, donna dal cuore docile, donami la gioia e la passione dell'ascolto della Sua Parola, di riposare come Maria di Marta e

Lazzaro ai piedi del Maestro e non perdermi neanche una sillaba dalla sua bocca e uno sguardo innamorato del Suo Volto.

 

2C. Aiutami a far silenzio intorno a me, ad abbassare le antenne piantate sulla mia persona, e concentrarmi a percepire al meglio i Suoi segnali il Suo Volto, la Sua misericordia.

 

1C. Ottienimi o Madre di fermarmi stabilmente con Lui e comunica-re accanto o, forse meglio, dentro a Lui.

È un dono grande, qualificante a cui tengo molto, o Madre: e tu me l'otterrai, un cuore docile, perché mi ami da morire.

 

T. Ave, Maria…

 

Pausa di silenzio

 

MARIA, DONNA DAL CUORE PURO

 

Canto

 

L. Quando parliamo di purezza, vengono alla mente rapporti adulte-rini, smania di possesso, intrighi e trasgressioni, comunque colle-gati al sesso.

La purezza è ancora prima del sesso: si colloca sulla trasparenza del cuore, nella pulizia dai vari idoli (i sette vizi capitali) che alli-gnano nel terreno fertile del cuore e ognuno ha il suo bravo piedi-stallo.

Ci sono poi stagioni, circostanze, propensioni e sollecitazioni per curare in modo privilegiato l'uno o l'altro idolo a cui bruciamo il nostro incenso quotidiano.

Ovviamente i 7 idoli fondamentali o quello scelto e venerato a ti-tolo particolare, diventa l'angolo visuale o la lente attraverso cui tutto viene visto e filtrato.

Cristo nell'indicare le vie fondamentali per la felicità, pose al 6° posto: Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Certamente nell'enunciarla pensava in primo luogo a se stesso, giacché da prima del tempo era presso Dio, anzi era Dio egli stes-so. Nella sua vita terrena, ha goduto la beatitudine di contemplare

il volto del Padre perfino sulla Croce giacché al centro del suo cuore vi era sempre e soltanto il Padre e quello che piaceva a Lui.

Solo gli artisti e i Santi afferrano questa beatitudine nel Cristo: il crocefisso di S. Damiano ad Assisi scolpito da Fra' Innocenzo da Palermo (1637) fa precedere il Cristo sorridente al Cristo soffe-rente e morto.

Il Crocefisso di Madre Speranza a Collevalenza raffigura Cristo che fa della sua vita un dono al Padre.

Cristo pensava pure a Maria, la tutta santa (panaghìa) come ama-no invocarla gli orientali.

In Maria non vi è nulla che non sia trasparenza di Dio; l'angelo le riconosce volentieri di aver un cuore pieno, traboccante di Dio. Ella è la tutta santa perché è la tutta piena, soltanto di Dio.

Per questo fu riconosciuta idonea ad accogliere Dio nel suo grembo per nove mesi e partorire Gesù. Soltanto a lei, si addice con verità e pienamente, quanto osiamo cantare nelle nostre chie-se: al centro del mio cuore, ci sei solo Tu!

Per questo la cugina Elisabetta la proclama: beata, ed ella stessa lo riconosce: tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché Dio solo è il mio Dio e tutto.

 

S. Maria, unica donna impastata di terra allo stato puro, come uscì dalle mani del Creatore. La nostra terra divenne troppo presto fango e sempre ci accompagna cattiveria e franamento.

1C. Vergine dal cuore puro non avere a disprezzo la nostra fragilità e vergogna. Sentiamo la nostalgia del cielo e il desiderio vivo di raggiungerlo, ma la pesantezza della carne e i mille adescamenti

che ci avvolgono notte e giorno, le voci sottili del maligno sus-surrate perfino nel riposo della notte, ci tirano in basso e ci di-straggono dal seguire i tuoi profumi e i tuoi passi.

 

2C. Vergine potente, confidiamo soltanto in Te; donaci la sete del silenzio e della quiete per contemplare e gioire pienamente del volto di tuo figlio Gesù. Prenda Lui possesso pieno delle pareti e delle cavità del cuore e allora noi vedremo Dio perché Lui è dentro noi beatitudine nostra.

 

T. Ave, Maria…

 

Pausa di silenzio

 

S. O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cie-lo in corpo ed anima l'immacolata vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai bei eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

 

S. Il Signore sia con voi.

T. E con il tuo spirito.

 

S. Per intercessione di Maria, madre di Cristo e madre nostra, ci benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.

T. Amen.

 

S. Benediciamo il Signore.

T. Rendiamo grazie a Dio.

 

Canto finale : SALVE REGINA

 

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