"Sub Tuum Praesidium": la Preghiera più antica a Maria SS.ma

09.10.2015 18:12

 

Una delle più antiche preghiere che il popolo cristiano rivolge alla S. Vergine è, nella sua brevità, molto bella e molto significativa. Essa viene recitata in genere al termine delle Litanie.

 

«Sotto la tua protezione troviamo rifugio, santa Madre di Dio:

non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,

e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta».

 

È una preghiera molto antica. Solo l'Ave Maria, nella sua parte biblica, cioè il saluto dell'Angelo e la benedizione di Elisabetta, riferita dal Vangelo di Luca, risale all'origini del cristianesimo. Il testo più antico che abbiamo si fa risalire al III secolo dopo Cristo. Essa ci è pervenuta in un frammento di papiro, ritrovato in Egitto agli inizi del secolo scorso. Il papiro è una specie di carta per scrivere, ricavata dalle fibre della pianta di papiro che cresce abbondante lungo le sponde del Nilo. E si conserva quando l'ambiente è secco. La preghiera è formulata in lingua greca ed è stata ritrovata in Egitto. È una invocazione di aiuto, rivolta alla Madre di Dio in un momento difficile: "non disprezzare le suppliche di noi, che siamo nella prova". Possiamo pensare al tempo delle persecuzioni.

A Lei ci si rivolge non chiamandola per nome, ma attraverso due denominazioni particolari: Madre di Dio e Vergine.

madre di Dio (in greco Theotòkos). È importante questo modo di chiamare Maria. Sappiamo che oggi i Testimoni di Geova, non chiamano mai la Santa Vergine: Madre di Dio, e neppure i Musulmani, anche se questi ultimi hanno una grande venerazione per Lei. E c'è una ragione: Dio - dicono - non può avere una madre. Ora se Maria viene detta Madre di Dio, vuol dire che Dio ha una madre. Anche nei primi secoli del cristianesimo vi fu una grande discussione proprio riguardo al ruolo della Beata Vergine Maria nel mistero dell'Incarnazione e nei suoi rapporti con il Figlio. Qualcuno propose di darle il titolo di "Madre di Cristo", eliminando quello di "Madre di Dio". Ma prevalse l'opinione di continuare a chiamare la Vergine Maria "Madre di Dio", perché «noi confessiamo la Vergine santa Madre di Dio, essendosi il Verbo di Dio incarnato e fatto uomo, ed avendo unito a sé fin dallo stesso concepimento il tempio (= corpo umano) assunto da essa» (papa Sisto III). Questo avvenne ad Efeso, quando i vescovi della Chiesa Cattolica, si riunirono nel III Concilio ecumenico. Era l'anno 431.

vergine: inoltre la sua è una maternità non al modo umano, ma, come Le dice l'Angelo: «Lo Spirito santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1, 35).

In questo caso sarà chiamato, significa "sarà realmente", perché in Dio il nome corrisponde alla realtà. Maria quindi è riconosciuta vera Madre di Dio, perché Gesù Cristo è vero Figlio di Dio, che si è fatto uomo, in modo non naturale, perciò è riconosciuta Semprevergine. L'aggettivo gloriosa, richiama O capitolo 12 dell'Apocalisse:

«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle...» (Ap 12,1).

Ma anche "Benedetta". Questo appellativo riecheggia il grido di Elisabetta, quando Maria entra nella sua casa: «Benedetta tu fra le donne...»: cioè «benedetta più di tutte le donne». Perciò il popolo cristiano sente di potersi rivolgere a Lei, la Madre di Dio, Vergine gloriosa e benedetta, sicuro di poter trovare aiuto nel momento della prova. Così come negli stessi momenti ci possiamo rivolgere fiduciosi a Dio, come nell'invocazione del Salmo 90, lo stesso di cui si servì il diavolo per mettere alla prova il Signore:

«tu che abiti al riparo dell'Altissimo - e dimori all'ombra dell'Onnipotente, dì al Signore: "Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido"» (Sal 90.1).

 

P. giacinto de santis, c.p.

 

Estratto da: Tempi dello Spirito 2005/163, p.

 

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