Se 400 morti sono solo numeri

20.04.2015 16:20

Grazie a Dio per Dio noi siamo persone. Figli. Sempre amati da Lui.

 

VERGOGNA!

Se 400 morti sono solo numeri

È di questi giorni la testimonianza dell'ultima strage avvenuta nel canale di Sicilia. Altre 400 persone si sono aggiunte alle oltre 9000 che sono annegate nel mare Mediterraneo in questi anni. Una strage che si ripete e che ancora una volta ci trova "volutamente" impreparati e indifferenti. Se da un lato i trafficanti continuano a compiere atti criminali, la responsabilità non ricade soltanto su loro. Sarebbe bastato considerare i conflitti nei Paesi mediterranei (Siria, instabilità politica della Libia, ecc.) per prevedere con anticipazione gli arrivi massivi di questi giorni. Eppure no! Gli interessi, soprattutto quelli economici e politici, ancora una volta hanno avuto la meglio. Lo stato di emergenza (eroga-zione di fondi straordinari) ha prevalso sulla capacità organizzativa umanitaria.

Chi si mette in viaggio, oggi, sono le vittime delle guerre e dei conflitti, della violenza e degli estre-mismi che anche l’Occidente, per decenni, ha contribuito ad alimentare creando povertà e margina-lizzazione cronica. Sono persone in fuga dagli stessi orrori che oggi spaventano l’Europa, che scap-pano per assicurarsi livelli minimi di sussistenza e sicurezza. Sono persone in fuga dalla guerra in Si-ria, dall’oppressione della dittatura in Eritrea e Gambia, dalle violenze di Boko Haram in Nigeria, dalle violenze dei terroristi in Mali e Somalia. Queste morti sono il frutto di "guerre esportate" ... Sono profughe, profughi, richiedenti asilo, che hanno il diritto di essere protetti.

Davanti a questa ennesima tragedia, l'Europa è chiamata a scegliere cosa vuole essere: il continente della democrazia e dei diritti umani, come si è proclamato all’indomani della seconda guerra mon-diale, o la fortezza che specula sulla sofferenza degli altri?

È una scelta che non pu essere rimandata o lasciata soltanto agli interessi dei partiti politici, ma ap-partiene a tutti. 1000 morti dall’inizio del 2015, oltre 9000 dal 1988 nel solo Canale di Sicilia è un costo altissimo. Se la vita umana vale ancora qualcosa, l’accesso effettivo al diritto d’asilo è l’assoluta priorità da garantire. E lo si pu fare solamente attraverso L’APERTURA DI CANALI UMANITARI GARANTITI, che permettano alle persone di raggiungere in sicurezza l’Europa e di fare sul territorio eu-ropeo richiesta di protezione internazionale, senza alcuna forma di esternalizzazione delle procedure nei paesi di origine e di transito, tutti in mano a regimi dittatoriali sanguinari o dilaniati dalle guerre.

Queste morti non vanno dimenticate! Devono farci riflettere per non sprecare ancora una volta l'op-portunità che abbiamo di costruire la politica sul rispetto dei diritti umani.

RIFIUTIAMO UN’EUROPA FONDATA SUL GENOCIDIO

 

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