Saronno, SS. Pietro e Paolo

22.10.2014 20:30

13 Ottobre 2013

 

“Che nome date a vostro figlio?”

Il sacerdote sollevò gli occhi. Il libretto che reggeva nelle mani era bianco e le lettere in oro della prima pagina disegnavano in bella grafia la scritta “Il rito del Battesimo”. Attese. Fissava i due che gli stavano davanti da sopra gli occhiali, scivolatigli sulla punta del naso.

Mamma e papà si guardarono di soppiatto con un piccolo sorriso, poi abbassarono lo sguardo sul fagottino che reggevano tra le braccia e quindi tornarono a sorridersi convinti: ma certo, quale altro nome avrebbero potuto desiderare per la loro figlia?

               Molto, molto tempo prima

Adamo ascoltò l’acino di uva schioccare tra i denti e liberare il suo succo zuccherino. “Buono, molto buono” pensò. Il Signore aveva proprio avuto una gran bella idea. La palla gialla e calda aveva acceso il giorno, trascinandosi lungo la distesa blu, fin sopra la sua testa. Emanava un tepore gradevole, come una carezza sulla pelle. “Bella, anche questa è proprio una cosa bella.” Adamo appoggiò la schiena all’albero, respirò a fondo e prese a guardarsi intorno.

Coso muscoloso con la voce grossa-e una gran massa di capelli intorno alla testa stava sdraiato accanto a lui. Preferiva la notte per andare a zonzo. Cosina con lo spillo-che vola facendo bzzz gli ronzava intorno al naso, sempre affaccendata. “Ogni cosa al suo posto”aveva detto il Signore, quando l’aveva fatta. Eppure lei non aveva ancora trovato il fiore giusto su cui fermasi. Saltava di qui e poi di là, leccando il polline, ma era troppo golosa per rassegnarsi a non assaggiare un nuovo fiore. E poi doveva stare attenta a non bagnarsi: Cosone rugoso-con il lunghissimo naso e le grandi orecchie stava innaffiandosi la schiena con gusto. E non risparmiava nessuno. “Sii cauto, amico” aveva detto Cosetto peloso e coi baffi-che quando è contento vibra tutto,” lo sai che non mi piace l’acqua.”

“Di qui, spruzza qui” lo richiamò concitata Cosina verde e molliccia-che salta dentro e fuori lo stagno. “Bagna me!”

Adamo rise divertito: quella compagnia era uno spasso, non correva certo il rischio di annoiarsi.

“Adamo!”

La voce del Signore lo distolse dai suoi pensieri. “Hai fatto?”

Il primo uomo si rizzò, scostandosi dall’albero: “Fatto?” chiese perplesso, con l’acino d’uva che gli riempiva ancora la bocca. Il Signore scosse la testa sconsolato: “Adamo” ripeté con pazienza “ti avevo chiesto di dare un nome a ogni cosa”.

“Signore, ma sono troppe! Per te è stato semplice: Adamo, il primo uomo. Pronti via.”

“Ma dovrai pure cominciare …”

Adamo si grattò la testa. “Eeeh. Allora. Dunque.” Guardò Cosino tondo e peloso-che ha otto zampe; stava facendo l’altalena con il suo filo di seta. “Lui è …, è … Ragno! Ragno va bene?”

A Ragno andava benissimo il suo nome: si sentiva felice! Qualcuno l’aveva scelto. Gli aveva regalato un nome tutto suo. “Ogni cosa a suo posto!” si disse soddisfatto. Non era più una cosetta in mezzo a tutte le altre cose. Era … era nientemeno che Ragno! Salì in un lampo fino al ramo da cui penzolava e prese a tessere la più grande ragnatela che avesse mai progettato. Sarebbe arrivata fino al ramo più alto. Grande e ricamata come un pizzo. Nessuno sapeva farla come lui.

“Pesce!” disse Adamo puntando il dito a Cosetto viscido-che nuota agitando le sue palette. Pesce guizzò fuori dall’acqua e le sue scaglie, al sole, mandarono un lampo di luce. “Pesce! Pesce! Pesce!” ripeté beato a ogni salto. Il suo nome gli pareva uno splendido suono. “Pesce!”: che meraviglia. Era grato ad Adamo per quel dono. Ora che era Pesce, e non più un cosetto, si sentiva amato. Sentì la carica montargli in corpo, pronto ad affrontare qualunque corrente. Seppe qual era la sua strada. Con due colpi di coda si gettò in centro al fiume e via, in un batter d’occhio era già lontano: le scure acque agitate del mare lo aspettavano. Non avrebbe avuto paura.

“Falco!”

“Formica!”

“Giraffa!”

Adamo fissò concentrato Cosa bianca e nera-che fa il latte buono. “E per te direi … ecco: Vacca.” Ci pensò ancora un po’: “Ma per gli amici Mucca.”

Quando Adamo ebbe dato un nome a ogni cosa il Signore mandò la sua pioggia. Una pioggia ristoratrice e benefica, che lavò e dissetò tutti. Erano come nuovi, pronti a cominciare. Il Signore fu molto orgoglioso del lavoro di Adamo. Si sedette a gustarselo.

 

Papà e mamma guardarono la cosina tra le loro braccia. Era tenera. Profumata. Delicata. Morbida. Semplicemente bella. Della bellezza delle cose semplici, in cui tutto è al suo posto. Perfetta. E, oltre a questo, non si può dire nient’altro; perché nelle piccole cose perfette c’è dentro tutto.

“Margherita!” dissero insieme.

Una pioggerella fresca cadde sulla testa di Margherita.

Il sacerdote le aveva bagnato il capo: “Margherita, io ti battezzo …” stava dicendo.

 E così anche lei ebbe il suo posto nel mondo.