Mons. Perego: riconoscere la soggettività dei migranti

25.11.2014 18:34

 

Città del Vaticano - “Il fatto che i migranti siano partner significa riconoscere la soggettività dei migranti, non solo nel loro percorso migratorio, delle loro scelte, ma anche nella costruzione della città, di una comunità, e questo significa la valorizzazione, il riconoscimento delle persone che sono presenti e provengono da diverse nazionalità come soggetti con cui costruire un percorso sociale, economico, politico e anche ecclesiale. E questo è un processo, un cammino, che occorre fare insieme. In questo senso allora parlare di partner significa riconoscere le persone, non semplicemente considerarle oggetto di un’attenzione ma un soggetto con cui camminare insieme nella costruzione di una realtà nuova”. E’ quanto spiega mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes parlando dei migranti come partner per lo sviluppo della comunità ecclesiale e della società. “La valorizzazione di esperienze, anche presbiteriali, di 1.500 sacerdoti che vengono da altre nazioni, va in questa direzione”, aggiunge il sacerdote in una intervista alla Radio Vaticana: “ma va in questa direzione anche la promozione dell’associazionismo immigrato, la promozione degli strumenti di comunicazione all’interno delle comunità, come anche la campagna a cui abbiamo aderito per la cittadinanza e l’estensione della cittadinanza come un dono da cui costruire da subito una città diversa e anche l’estensione del diritto di voto amministrativo ai migranti, come anche la battaglia perché il servizio civile sia una possibilità anche dei giovani immigrati presenti in Italia”.