Lettera della C.I.M.I. conferenza istituti missionari italiani sulla Quaresima ‏ 2014

09.03.2014 15:04

"ERO FORESTIERO E MI AVETE ACCOLTO" (Mt 25,35) 

QUARESIMA 2014

 

 

E'' ARRIVATA LA QUARESIMA, TEMPO DI GRAZIA E DI CONVERSIONE. Quest'anno proponiamo il tema della conversione a Gesù sofferente, crocifisso e risorto negli immigrati in Italia. Sono 4.500.000 fratelli (o nemici?) dalla cui realizzazione umana e collettiva dipende l'autenticità della nostra fede, Quaresima e Pasqua.

 

In Italia si assiste ad un grosso dibattito: ci si chiede se gli immigrati siano stati accolti bene o no, se la Chiesa sia campionessa nell'accoglienza o se faccia solo assistenza(ialismo) in tutte le fasi di inserimento dei fratelli immigrati. Si alternano "nostra carne", volto di Gesù Cristo da una parte e razzismo, paura del diverso, gelosia dell'occupazione lavorativa italiana, indisposizione, ostilità ed espulsione dall'altra.

Da qui nasce addirittura la paura dei "cristianucci" di essere segnati a dito qualora aiutassero gli immigrati/e a livello di assistenza e ancor più a livello di riscatto economico, sociale, religioso.

 

In questa Quaresima vogliamo convertirci a Gesù: Lui ha dichiarato santo dinanzi alla folla giudea, gelosa della sua "elezione divina", un pagano, il centurione romano: "Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!" (Lc 7,9).

Gesù ha "chiacchierato peccaminosamente", lungamente con una samaritana, certamente condannata dall'establishment giudeo, promettendole: "Chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno" (Gv 4,14). Al posto di due giudei religiosi, paurosi e indifferenti è un samaritano che soccorre il nemico giudeo e lo ricopre di cure a spese proprie (Lc 10,25-37). Insomma, in queste e in tante altre occasioni, Gesù non ha chiesto a nessuno la nazionalità o la religione, ma solo la fede in Lui e l'amore.

 

Invece noi sovente dividiamo! Le religioni uniscono o dividono? Ci sono, è vero, alcuni tentativi di dialogo e orazione interreligiosa, ma sono poche belle esperienze. Il procedimento corretto è prima ascoltare la religione degli altri (quello che sanno) e dopo raccontare la nostra, il cui centro è il Dio-uomo, Gesù, la sua vita, morte e resurrezione. Questo è l'annuncio, nella gratuità, perché la Buona Notizia è bella e si regge da sola! Impariamo insieme!

Ci sono in Italia 1.500.000 musulmani, ma le loro moschee sono poche. Non ci siamo mai chiesti il perché? Cosa c'è in noi, nella nostra mentalità Italiana e occidentale, da impedir loro di costruire luoghi di preghiera? Cosa direbbe Gesù? Quante cose belle nel sociale e per la Pace si potrebbero fare insieme!

 

Una volta che dall'accoglienza agli arrivati da lontano (ed ora vicini) - bella, con presentazioni in chiesa, festicciole, solidarietà - si è passati alla ricerca affannosa di una casa e di un lavoro, le porte dei nostri conventi sono spesso rimaste chiuse. Molte volte ci siamo ben guardati dall'aiutare gli immigrati a trovare occupazione, con la scusa che è difficile anche per gli italiani trovare lavoro.

Non ci siamo preoccupati di difendere, richiedere, rivendicare e protestare dinanzi alle autorità pubbliche ed ai potenti.

Se non in rari casi, non si vedono immigrati, dei quali molti sono cristiani e cattolici (1.500.000 circa), nei gruppi di giovani, nelle associazioni, nelle chiese (senza alcun ruolo e simbolo del loro paese), nella catechesi, nella pastorale, nelle associazioni civili, corpi intermedi, circoli. Li accogliamo bene integrando etnie, nazioni, lingue, ma dopo la fase iniziale non ci vorrebbero delle celebrazioni multietniche nella comunità cristiana del territorio? A volte i gruppi appaiono invece ghettizzati e, peggio ancora, nazionalità per nazionalità, in conflitto tra loro.

Poco ci importa! Ma Dio ci domanda: "Non è forse vero che siete un po' indifferenti?".

 

Papa Francesco è andato a Lampedusa, ma noi sembriamo restare in una narcosi generale, mentre Gesù viene oggi crocifisso nell'abbandono e nel surplus di tasse che questi fratelli-sorelle (un noi collettivo) devono pagare. Come nei processi del sinedrio e di Pilato, così oggi le leggi sugli immigrati sono ingiuste (le più arretrate d'Europa) e i procedimenti davanti ai tribunali per il lavoro non pagato (a volte inevitabilmente nero) sono sempre vinti dagli sfruttatori Italiani.

 

Il passo più significativo che si può fare verso la Pasqua di Gesù "straniero-immigrato" é che gli stessi migrantes siano protagonisti, artefici della loro liberazione in Italia e nel mondo. Essi dovrebbero organizzarsi oltre le singole nazionalità e formare con noi e con tutti un popolo di popoli. Chi nasce in Italia abbia diritto di essere italiano! Le pratiche documentarie siano facilitate e il lavoro dato con fiducia, con contratto, con un salario giusto!

Gli immigrati devono lottare per la loro cittadinanza piena anche all'interno della Chiesa. Noi italiani non possiamo solo aiutarli e convincerli ad organizzarsi. Dobbiamo stare con loro e organizzare con loro i movimenti di giustizia! Un giorno potranno dirci: "Grazie, fratelli! Ora riusciamo a coordinarci, ma vi vogliamo insieme sempre! Siamo tutti Italiani!". Sarebbe il traguardo massimo, come quando Gesù disse ai discepoli: "Farete cose maggiori di quelle che ho fatto io!" (Gv 14,12).

 

Per tutto questo, proponiamo gesti concreti durante la quaresima 2014:

 

- Favorire le feste dei popoli;

- Invitare gli immigrati a svolgere qualche compito e realizzare qualcosa di tipico nelle liturgie (messe dei popoli);

- Aiutare gli immigrati a conoscere e approfondire le loro culture e religioni perché possano viverle bene;

- Includere nelle missioni paesane coloro che sono di altre credenze, testimoniando Gesù con l'amore, senza l'obbligo di diventare cristiani;

- Incentivare il popolo di Dio e, in particolare, le famiglie ad invitare a casa gli immigrati e a far loro visita;

- Fare educazione popolare alla cittadinanza immigrata ed italiana, promuovendo ed appoggiando movimenti popolari di rivendicazione coordinati dalla base.

 

Buona Quaresima e buona Pasqua in Gesù Cristo immigrato, a tutti i migrantes e indigeni italiani!

 

Commissione GPIC della CIMI

 

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