L'Antifona "Ave Regina Coelorum"

09.10.2015 18:07

 

Non si conosce l'autore di quest’antifona. Per quanto se ne sa, essa è riportata per la prima volta in vari codici del secolo XII. Quindi deve risalire per lo meno agli anni intorno al 1100.

È una composizione poetica, formata da due strofe di quattro versi ciascuna a rima baciata. Ha l'andamento di un saluto allegro e festoso, in cui si ricordano i principali titoli della Vergine.

Ecco il testo nella traduzione in lingua italiana:

 

Ave, Regina dei cieli,

Ave, Signora degli angeli,

Porta e Radice di salvezza,

rechi nel mondo la luce.

 

Godi, Vergine gloriosa,

bella fra tutte le donne;

Salve, o Tutta santa

prega per noi Cristo Signore.

 

 

Il contenuto: Abbiamo detto che si tratta di una poesia in forma di saluto, ripetuto, nel testo originale all'inizio dei primi tre versi: Ave... Ave... Salve... Forme di saluto, queste, ancora in uso nella lingua italiana. AVE, si potrebbe tradurre approssimativamente con ti auguro che le cose tue siano prospere, nel senso che le cose ti vadano bene. Ed era il saluto che i romani si scambiavano al mattino. SALVE, era il saluto che si scambiavano alla sera, e si potrebbe tradurre: ti auguro di stare in buona salute.

La traduzione italiana non rende bene il senso del latino, che è:

Salve, o Radice, - Salve, o Porta, / dalla Quale è nata la luce.

La seconda strofa si apre con un invito alla gioia: GODI, nel senso di gioisci, che richiama l'invito del profeta Sofonia (3, 11): Gioisci, figlia di Sion, - esulta, Israele, - e rallegrati con tutto il cuore, - figlia dì Gerusalemme. Ed è anche l'invito dell'Angelo: Rallegrati, o piena di grazia... Commenta la Bibbia di Gerusalemme (pag. 2194, nota): Invito alla gioia messianica, eco di quello dei profeti alla Figlia di Sion e come esso motivato dalla venuta di Dio in mezzo a noi.

I titoli: Regina dei cieli: cioè di tutte le realtà celesti, come pure: Regina degli Angeli.

È invocata ancora: Radice, richiamando la profezia di Isaia (11, 1): Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.

Iesse è il padre del Re Davide e antenato di tutti i re di Giuda, da cui, attraverso Giuseppe e Maria, discende Gesù.

 

Porta: riferimento alla profezia di Ezechiele (44, 1-2): Mi condusse poi alla porta esterna del santuario dalla parte di oriente; essa era chiusa. Mi disse: Questa porta rimarrà chiusa; non verrà aperta, nessuno vi passerà, perché c'è passato il Signore, Dio d'Israele. Perciò resterà chiusa.

Questo testo del profeta Ezechiele così è commentato da uno scrittore cristiano della Siria occidentale, più o meno nell'attuale Iraq, Giacomo dì Sarug vissuto tra il 451 e il 521:

«Poiché proprio il Signore entrerà per essa, chiusa rimarrà. Profeta ispirato, mostra, spiegaci la tua parola qual è. La Vergine Maria è la porta chiusa della profezia, per la quale nel mondo entrò il Messia e chiusa lasciò. Quando il Signore per la porta passa, non l'apre, e teste è con noi anche Ezechiele, figlio di Ebrei.

Per la porta della natività, entrò nel mondo Dio, perché volle, e quella porta chiusa lasciò per la verginità.

Quel santuario, di cui il profeta vide la porta chiusa, a noi significò la Vergine, quindi la verginità non fu disciolta» (Testi mariani del primo Millennio, 4, Padri e autori orientali. Città Nuova Ed., pag. 170s.).

La breve composizione si conclude con il saluto, che si potrebbe tradurre: stammi bene, o Tutta bella... oppure, più familiarmente: Ciao, Tutta bella... prega per noi ìl Cristo.

 

P. Giacinto De Santis c.p.

 

Estratto da: Tempi dello Spirito 2004/162, pp. 224-225

 

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