Lampedusa, è strage. Almeno 330 morti. Il monito del Papa: "Più solidarietà"

12.02.2015 16:45

Nuova ecatombe nel Mediterraneo ed è bufera su Triton. Sono oltre 330, secondo il racconto dei superstiti, le vittime della ultima immane tragedia. Numeri drammatici che rimandano alla strage del 3 ottobre 2013, quando le vittime del naufragio a mezzo miglio da Lampedusa furono 366. Quattro sarebbero i gommoni naufragati. Secondo i primi resoconti, 29 rifugiati sono morti assiderati domenica su uno dei gommoni. Oltre 110 sopravvissuti sono arrivati a Lampedusa, soccorsi da Guardia Costiera e un mercantile. I superstiti hanno raccontato di aver lasciato sabato la Libia, sotto la minaccia dei trafficanti armati, a bordo di gommoni e di essere rimasti in mare per giorni senza acqua nè cibo. Solo 2 persone sulle 107 a bordo di un gommone sono sopravvissute; sono 7 su 109 i sopravvissuti nell'altro. Hanno riferito anche di un quarto gommone, non ancora localizzato, con un centinaio di persone. Il più giovane dei dispersi è un dodicenne.


La preoccupazione del Papa 
"Seguo con preoccupazione le notizie giunte da Lampedusa, dove si contano altri morti tra gli immigrati a causa del freddo lungo la traversata del Mediterraneo". Lo ha detto Papa Francesco al termine dell'Udienza generale. "Desidero assicurare - ha aggiunto - la mia preghiera per le vittime e incoraggiare nuovamente alla solidarietà, affinchè a nessuno manchi il necessario soccorso".

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è rimasto "colpito dalla nuova immane tragedia" di Lampedusa e ha espresso "apprezzamento per l'opera dei soccorritori che ha permesso di salvare molte vite". 

L'Operazione Triton nel Mediterraneo "è un inizio ma non è sufficiente", ammette il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. E la Commissione europea ha annunciato che terrà il suo primo dibattito di orientamento sull'immigrazione a inizio marzo e che sta svolgendo "uno studio di fattibilità" sul pattugliamento delle frontiere marittime europee, una funzione che andrebbe al di là del mandato attuale di Frontex" (l'agenzia europea che gestisce Triton), ma "servono piu fondi". Per il Consiglio d'Europa "un'altra tragedia evitabile. Triton non è sufficiente". 

"Ripristinare Mare Nostrum. Che gli altri Paesi europei lo vogliano oppure no. Che faccia perdere voti oppure no", twitta Enrico Letta. Ma il premier Matteo Renzi sembra rifiutare la logica della contrapposizione tra Triton e Mare Nostrum: "Il problema è la Libia fuori controllo", dice, annunciando la richiesta, oggi in Consiglio europeo, alla Ue di fare di più.

"Lampedusa non diventi ancora una volta il cimitero del Mediterraneo", è l'appello del sindaco Giusi Nicolini. Per Laurens Jolles, delegato Unhcr per il Sud Europa, l'Italia "con Mare Nostrum ha dimostrato l'impegno a voler trovare una soluzione. Triton non ha come suo mandato principale il salvataggio di vite e quindi non può essere la risposta". 

"Di fronte a questa strage non si può non prendere atto che l'operazione Triton è inadeguata"; lo ha scritto in una nota la presidente della CameraLaura Boldrini. "Si confermano infatti tutte le preoccupazioni che in molti avevamo espresso sulla fine di Mare Nostrum - aggiunge - come hanno sottolineato sia il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, quanto il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, l'Europa deve dotarsi di un sistema di monitoraggio e salvataggio ben più efficace di quello ora in vigore. Altrimenti ogni espressione di dolore per le tragedie avrà il segno dell'ipocrisia". 

Travolta dalle critiche, la portovoce di Frontex, Izabelle Cooper, replica dicendo che "Triton non è mai stata concepita per sostituire Mare Nostrum. Ciononostante stiamo lavorando ben oltre le nostre potenzialità, con il dispiegamento di forze che ci garantisce il budget di 3 milioni di euro al mese. Noi - continua la portavoce - agiamo all'interno del mandato datoci dall'Europa: finché il nostro mandato resta quello di offrire assistenza tecnica agli stati membri sul pattugliamento delle frontiere non ci si può aspettare di più", spiega Cooper, specificando che "le navi di Triton, al momento, operano ben oltre le loro potenzialità: non abbiamo mai rifiutato di intervenire, anche in caso di operazioni molto al di fuori delle nostre aree di competenza. Non ci siamo mai tirati indietro".