La Preghiera più comune alla Vergine: "l'Ave Maria"

09.10.2015 18:04

 

Vogliamo fermare la nostra attenzione sulla preghiera più nota: l'Ave Maria. Essa è chiamata anche Saluto Angelico. Infatti inizia proprio con il saluto dell'Angelo.

Nella sua forma attuale è:

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne,

e benedetto il frutto del tuo seno Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,

adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

 

La prima parte, la lode a Maria e al Figlio suo, è presa dal Vangelo di Luca (Lc 1, 28.42) e, precisamente, le prime parole del saluto dell'Angelo: Ave, piena di grazia, il Signore è con te; e le prime parole del grido di gioia di Elisabetta: Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno. Vi sono stati aggiunti soltanto il nome delle due persone alle quali è riferito il saluto: Maria, e la benedizione: Gesù.

 

La seconda parte, l'invocazione, ha subito variazioni nel corso dei secoli, finché non è stata fissata, nella forma attuale, dal Papa s. Pio V, con la riforma del Breviario del 1568.

Dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II vi sono stati dei tentativi di modificare la seconda parte. Comunque la forma più conosciuta ed usata resta quella fissata da s. Pio V.

È interessante però conoscere come si sia giunti alla forma attuale dell'Ave Maria.

La forma più antica è stata trovata su due ostraka (pezzi di coccio), risalenti al secolo VI o VII, rinvenuti in Egitto e pubblicati nel 1902. Questo il testo, in lingua italiana:

 

«Salve, Maria, piena di grazia:

il Signore è con te e lo Spirito Santo.

I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia

e i tuoi devoti esulteranno di esultanza

a motivo di David, tuo servo, o Signore.

Salva il tuo popolo, Signore,

e benedici la tua eredità.

 

Alla Vergine gloriosa.

Salve, Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.

Benedetta tu fra le donne

e benedetto il frutto del tuo seno,

perché hai concepito il Figlio di Dio

il Salvatore delle nostre anime.

 

 

Questa preghiera risulta, nella prima parte, dal saluto dell'Angelo e dal grido di gioia di Elisabetta, al momento della visita (Lc 1, 28.35).

La seconda parte invece risulta, per la parte del lato diritto, dalla citazione di due versetti di due salmi: il 131/132, versetti 9-10 e il Salmo 27/28, versetto 9.

La conclusione del rovescio, esprime il motivo per cui ci si rivolge a Lei: la maternità divina. Questa è la forma dell'Ave Maria per i nostri fratelli d'oriente.

La pietà mariana orientale non conosceva, fino a non molti anni fa, la preghiera del Rosario, e comunque non è una pratica diffusa fra il popolo.

Esiste però, ed è anche molto praticata, una forma di preghiera altrettanto popolare e bella, che è un Inno antichissimo di lode alla Vergine Madre, composto da XXIV strofe, in prosa e poesia, chiamato Akathistos.

Esso è una meditazione sui misteri della salvezza: Annunciazione, Visitazione, i pastori, i magi, la fuga in Egitto, incontro con Simeone. Maria vergine, madre di Dio, il parto verginale, modello e difesa delle vergini, fonte dei misteri battesimali, presente ed operante nella Chiesa. Come si vede è una meditazione ed una lode a Dio, per le grandezze che ha operato in Maria, al pari del nostro Rosario.

 

Riporto come esempio la Prima strofa, l'Annunciazione:

II più eccelso degli angeli fu mandato dal cielo per dir "Ave" alla Madre di Dio. Al suo incorporeo saluto vedendoti in lei fatto uomo, Signore, in estasi stette, acclamando la Madre così:

Ave, per te la gioia risplende;

Ave, salvezza d'Adamo caduto;

Ave, tu vetta sublime a umano intelletto;

Ave, in te fu elevato il trono del Re;

Ave, o stella che il sole precorri;

Ave, per te si rinnova il creato;

Ave, Vergine e Sposa.

Ave, per te il dolore s'estingue.

Ave, riscatto del pianto di Eva.

Ave, tu abisso profondo agli occhi degli angeli

Ave, tu porti colui che il tutto sostiene.

Ave, o grembo del Dio che s'incarna.

Ave, per te il Creatore è Bambino.

 

Supplica finale

Grande ed inclita Madre, Genitrice del sommo fra i santi, il santissimo Verbo,

or degnati accogliere il canto!

Preservaci da ogni sventura, tutti!

Dal castigo che incombe tu libera noi che gridiamo: Alleluia.

(G. Gharib... Testi Mariani del I Millennio, pag. 954.61, Città Nuova, 1988)

 

giacinto de santis cp, in Tempi dello Spirito 2005/166, p. 375

 

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