Immigrazione: "Collaborazione tra Paesi Europei e di origine"

09.06.2014 21:45

 

Bruxelles - Collaborazione economica, sociale e in altri settori con i Paesi di origine, nuova politica dei visti, ripartizione dei carichi e delle responsabilità fra tutti gli Stati UE: sono alcuni dei nodi che emergono in materia di politica migratoria esterna dell’Unione Europea da una relazione adottata oggi dalla Commissione. Il documento analizza “i principali sviluppi avvenuti nella politica migratoria esterna nel 2012 e nel 2013”, costatando che, “a due anni dall’avvio dell’approccio globale” in questo settore “sono stati ottenuti risultati importanti nel rafforzamento del dialogo e della cooperazione, riconoscendo d’altra parte che occorre impegnarsi di più per conseguire ulteriori progressi”. Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni, rileva come la mobilità internazionale “sia in aumento: per affrontare questa realtà occorrono azioni adeguate alle esigenze e alle priorità di tutte le parti interessate”. Ciò richiede un uso migliore degli strumenti esistenti, quali - sostiene Malmström - i partenariati per la mobilità e le norme comuni in materia di visti. “Una migrazione gestita bene offre autentici vantaggi a tutte le parti coinvolte, sia ai migranti” che agli Stati coinvolti, afferma la commissaria svedese. “Il nostro successo dipende in larga misura dal dialogo e dalla cooperazione con i Paesi terzi e le organizzazioni internazionali”. I partenariati per la mobilità, gli accordi di facilitazione del rilascio dei visti accompagnati da accordi di riammissione “e le norme comuni in materia di visti rimangono strumenti politici importanti, ma dobbiamo impegnarci ancora di più per favorire la crescita economica e la competitività e per affrontare insieme ai Paesi terzi gli aspetti problematici del fenomeno migratorio, come la tratta degli esseri umani e il traffico dei migranti”. (Sir Europa)