Giornata Internazionale della Povertà

27.04.2014 18:45

17 ottobre 2013

Nel 1992, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite stabilì che venisse istituita, il 17 Ottobre di ogni anno, la "Giornata Internazionale per lo Sradicamento della Povertà" per promuovere la consapevolezza della necessità di sradicare la povertà e la miseria in tutti i Paesi. La povertà è stata definita come: "Una condizione umana caratterizzata da prolungata o cronica privazione delle risorse, delle capacità, delle alternative, della sicurezza e della necessaria possibilità di godere di adeguati livelli di stile di vita e di altri diritti civili, culturali, economici politici e sociali". (United Nations Committee on Social, Economic and Cultural Rights, 2001).

    Nel 2000, leader provenienti da più di 189 paesi si sono riuniti a New York, presso il Palazzo di Vetro dell'ONU, per adottare la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite. Adottando le disposizioni della Dichiarazione, i leader mondiali hanno rinnovato il loro impegno a potenziare gli sforzi a favore dello sradicamento della povertà, della sostenibilità ambientale, dei diritti umani e della democrazia. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) sono pensati per essere, a un tempo, sia gli obiettivi globali con il più ampio consenso possibile, sia gli obiettivi di sviluppo più specifici sui quali il mondo abbia mai trovato un accordo, volti ad affrontare l'estrema povertà nelle sue molteplici dimensioni, tenendo conto della complessità dei modi in cui questa si manifesta.

    Gli Obiettivi del Millennio rappresentano sostanzialmente la fase culminante di alcune conferenze sullo sviluppo che si sono tenute negli anni novanta, soprattutto la Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo del 1992 (UNCED), meglio nota come "Earth Summit", un processo, questo, iniziato vent'anni prima con la Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente Umano (UNCHE), tenutasi a Stoccolma, nel 1972. Quest'ultima è stata il risultato di ciò che, allora, veniva visto come il rapido degrado dell'ambiente causato dal progresso tecnologico, in particolare nei paesi industrializzati. I partecipanti alla Conferenza di Stoccolma sottolinearono come il benessere umano fosse fortemente in pericolo, dato che la capacità di contenimento della vita, da parte dell'ambiente naturale, si stesse riducendo.

    Il Principio n. 6 della Dichiarazione UNCHE stabilisce espressamente che "lo scarico di sostanze tossiche o di altre sostanze e lo sprigionamento di calore in quantità o in concentrazioni tali che l'ambiente non sia in grado di neutralizzarne gli effetti devono essere arrestati in modo da evitare che gli ecosistemi subiscano danni gravi o irreversibili. La giusta lotta dei popoli di tutti i paesi contro l'inquinamento deve essere incoraggiata". Nei paesi in via di sviluppo, le preoccupazioni ruotavano intorno agli effetti della grave erosione del suolo, del calo della produttività dei terreni agricoli e dei sistemi acquatici, della scarsa resa dei raccolti, della crescente carenza idrica e delle lunghe distanze da percorrere per raccogliere la legna.

    Anche il Principio n. 5 della Dichiarazione di Rio sull'Ambiente e lo Sviluppo ha cercato di rendere lo sradicamento della povertà una priorità, dichiarando: "Tutti gli stati e tutti i popoli coopereranno al compito essenziale di eliminare la povertà, come requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile, al fine di ridurre le disparità tra i tenori di vita e soddisfare meglio i bisogni della maggioranza della popolazione del mondo". Nonostante il tempo e le risorse dedicati al doppio tema della povertà e del degrado, e le conoscenze acquisite nel corso di decenni, il panorama rimane desolante.

    La persistenza della povertà globale è, al contempo, preoccupante e allarmante. Da tempo, i politici hanno riconosciuto il bisogno morale e concreto di occuparsi del problema dell'enorme numero di persone che non hanno accesso a beni e servizi di base, come un'adeguata alimentazione, un alloggio, l'istruzione e, più in generale, delle opportunità. Nella World Bank Strategy for Rural Development del 2003, si legge che "Più di mezzo secolo di continui sforzi profusi dalla Banca Mondiale e da altre organizzazioni internazionali non hanno modificato la persistente realtà della povertà rurale, e il gap tra ricchi e poveri si allarga sempre più". In questo periodo di tempo, il nesso tra povertà e degrado ambientale ha continuato a evolversi (...).