Dimensioni Paoline nella vita e nell'opera di Daniele Comboni

03.10.2015 20:48

 

Seguendo le orme di Paolo a Roma, ci verrà spontaneamente alla mente la vita e il continuo peregrinare del Beato Daniele Comboni per la salvezza degli africani.

Fra i due apostoli ci é facile scorgere una affinità interiore, un simile stile di vita, un armonico palpitar di cuori: due nature impetuose, Paolo ghermito da Cristo, Comboni afferrato dagli africani da salvare; Paolo l’instancabile pioniere della fede, Comboni il perenne e instancabile viandante per l’Africa; Paolo l’indefesso predicatore di Cristo crocifisso, Comboni l’innamorato pazzo della croce.

Come Paolo s’inerpica sull’erta catena del Tauro, attraverso l’altopiano anatolico, s’inoltra nella Macedonia e nell’Illiria, tocca la Grecia, solca il Mediterraneo, percorre le strade romane e si porta fino all’estremo occidente dell’Iberia, preso dall’urgenza di portare ai gentili il messaggio di Cristo, cosi il Comboni intreccia con i suoi viaggi una fitta rete che copre l’Europa e l’Africa, per far comprendere a tutto il mondo cattolico che Cristo é morto anche per gli Africani, i quali ormai non possono attendere più a lungo la salvezza.

L’Apostolo con i suoi viaggi e le sue fatiche congiunse l’Asia, culla del messaggio cristiano, con l’occidente, dove la sua dilagante azione fece sentire tutti gli uomini uniti in Cristo; Comboni, partendo dall’Europa, quasi ideale continuatore dell’opera di Paolo, congiunse l’Europa con l’Africa, segnando la strada attraverso la quale il Cristo romano doveva farsi africano.

 

Paolo nel suo ministero apostolico fu sempre accompagnato da grandi contrasti; subì calunnie e persecuzioni da parte dei giudei, che, con le loro insidie, furono sempre presenti là dove l’apostolo fondava una chiesa e da parte dei gentili, eccitati dai giudei e dai propri interessi che sembravano conculcati dalla predicazione di Paolo. Queste calunnie e persecuzioni evidentemente erano fonti non solo do sofferenze fisiche nella prigionia e nelle torture, ma soprattutto erano fonti di umiliazioni.

Accanto a Paolo, perfetto imitatore di Cristo, chiamato a completare nel suo corpo e nel suo animo la passione di Cristo, sta la figura di Comboni. Anch’egli subì incomprensioni, persecuzioni, calunnie e abbandoni, anch’egli sentì l’ansia per i suoi africani.

Il diluviare degli eventi ha cancellato la sua opera esterna come un giorno rapì dal seno della Chiesa tante cristianità fondate da Paolo; ma come Paolo rimane vivo e attuale con il suo martirio e i suoi insegnamenti, ancor vivo e attuale resta Comboni con l’insegnamento della sua vita e della sua parola e a noi missionari indica la via maestra delle lotte e delle vittorie per Cristo: la via di Paolo, la via della croce.

 

Daniele Comboni nella basilica di San Paolo

 

Comboni si é recato nella Basilica di san Paolo per partecipare al solenne pontificale del 30 giugno del 1870.

Questo pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Paolo lo realizzò durante il suo 11º soggiorno a Roma: 15 marzo -15 agosto 1870.

Occasione di questa venuta di Daniele Comboni a Roma dall’Africa fu la celebrazione del Concilio Vat. I Vi fu presente come teologo del vescovo di Verona. Ebbe in questo tempo incontri con molte personalità, specialmente col Card. Barnabò. Ma era venuto a Roma dall’Africa soprattutto per essere al Concilio il portavoce della Nigrizia abbandonata. Lo fece con un documento: il Postulatum pro Nigris Africae Centralis, accompagnato da una accorata lettera ai Padri conciliari, in cui spiegava il valore e l’importanza, perché fosse ammesso tra gli atti del Concilio.

Il 24 giugno, allora festa del Sacro Cuore, Comboni consegna tale documento alla commissione conciliare dei postulati, che lo accetta.

Il 29 giugno, quando Pio IX volle dare la massima solennità alla Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, celebrando il Pontificale alla presenza di tutti i vescovi del Concilio nella basilica vaticana, Comboni vi partecipa, affidando certamente al Principe degli Apostoli il successo della sua animazione missionaria presso i Padri conciliari.

Il giorno seguente partecipa al solenne pontificale  nella basilica di San Paolo.

Sulla Tomba di Paolo, l’Apostolo che vivendo nell’intimità del suo Signore si spese per annunciarlo ai popoli, Daniele Comboni certamente continua la sua supplica in favore della Nigrizia e si sente spinto dalla carità del Cuore di Cristo a portare fino in fondo il “difficile e laborioso apostolato della Nigrizia” (S 2687).

 

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