Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo

08.10.2015 10:22


(Om. 50, 3-4; PG 58, 508-509)
Adorna il tempio, ma non trascurare i poveri

S. Giovanni Crisostomo


Carissimi amici,    

vi propongo questa riflessione molto bella e penso anche molto attuale per noi tutti. Ci viene dal grande S.Giovanni Crisostomo. Un padre della Chiesa. E' bello il suo messaggio ma anche il suo modo di esporre delle verità semplici ma che vanno dirtte alla nostra vita. Sono parole che ci parlono di Dio , del suo vero desiderio e soprattutto di cosa noi dobbiamo fare e cosa piace a Dio. I Padri della Chiesa prima di mettere per iscritto delle riflessioni, si mettevano in ginocchio per riflettere sulla Parola di Dio, poi cercavano di essere testimoni e alla fine scrivevano.

Noi siamo tentati a volte di fare giusto il contrario: prima scriviamo, poi cerchiamo di essere testimoni e se ci rimane del tempo ci mettiamo in ginocchio davanti al datore della Parola. Spesso le conseguenze di questo ultimo atteggiamento o modo di fare non sono quelle desiderate e auspicate. Leggendo questa riflessione non ho potuto fare a meno di pensare e di rileggere nella mente e nella memoria i tanti interventi del nostro Papa dove ci ha spesso detto il suo desiderio "Quanto mi piacerebbe una chiesa povera , fatta di poveri.".

Vi lascio alla meditazione del passo di S: Giovanni.

Buona meditazione

Padre Antonio

 

    " Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. Colui che ha detto: «Questo è il mio corpo», confermando il fatto con la parola, ha detto anche: Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare (cfr. Mt 25, 42), e: Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l\'avete fatto neppure a me (cfr. Mt 25, 45). Il corpo di Cristo che sta sull\'altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura.
    Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Infatti l\'onore più gradito che possiamo rendere a colui che vogliamo venerare è quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi. Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Questo non era onore, ma vera scortesia. Così anche tu rendigli quell\'onore che egli ha comandato, fa\' che i poveri beneficino delle tue ricchezze. Dio non ha bisogno di vasi d\'oro, ma di anime d\'oro.
    Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l\'elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri.
    Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo invece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di ostentazione; qui invece è elemosina e amore. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d\'oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l\'affamato, e solo in seguito orna l\'altare con quello che rimane. Gli offrirai un calice d\'oro e non gli darai un bicchiere d\'acqua? Che bisogno c\'è di adornare con veli d\'oro il suo altare, se poi non gli offri il vestito necessario? Che guadagno ne ricava egli? Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d\'oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe o piuttosto non si infurierebbe contro di te? E se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?
    Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri dell\'edificio sacro. Attacchi catene d\'argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere. Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto prima di quello. Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni. Perciò mentre adorni l\'ambiente del culto, non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello.
".