Dalla paura all’incontro: le parole del Vescovo di Lamezia al Convegno Migrantes

15.03.2015 17:57

 

Lamezia – “Tutti siamo testimoni delle incredibili tragedie che si consumano a largo delle nostre coste. I numeri sono elevati e lasciano lo sgomento dentro i nostri cuori”. E’ quanto ha scritto in un messaggio il vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, ai partecipanti al convegno di presentazione del Rapporto “Italiani nel Mondo 2014”, realizzato dalla Fondazione Migrantes a cui hanno collaborato 55 autori con 47 contributi ed approfondimenti dall’Italia e dall’estero.  Nello scorso febbraio circa 300 profughi hanno trovato la morte in mare. Di fronte  a “questo male, purtroppo si sta diffondendo una certa indifferenza fatalista, per la quale - scrive il presule che non ha potuto partecipare per motivi di salute -  tragedie del genere fanno parte del normale scorrere degli eventi”.
Questo convegno - spiega - “apre una bella pista di riflessione e suggerisce un impegno concreto e responsabile per una comunità cristiana che vive la fatica di un presente drammatico. Si abita la storia, si vive la storia, solo se viviamo le storie di ogni singola persona, mettendoci al loro fianco, o quasi ‘nei loro panni’”. La Chiesa di Lamezia, nei suoi membri presbiteri e laici, “non può - è il monito di mons. Cantafora - pensare di abitare la storia, senza quella solidarietà cristiana e non sociologica che conosce l’altro come un fratello o come una sorella”. Il presule lametino dopo aver ricordato il messaggio di Papa Francesco per la giornata del Migrante e del Rifugiato -  “Occorre passare da un atteggiamento di difesa e paura, di disinteresse o di emarginazione ad un atteggiamento che abbia alla base la cultura dell’incontro” – evidenzia che anche questa è “una via di conversione che la Quaresima ci invita a percorrere. La vera elemosina e il vero digiuno sono esercizi puntuali che ci invitano ad allontanare il nostro sguardo da noi stessi e ad aprirci agli altri, ai loro bisogni e desideri”. A presentare il Rapporto Migrantes la caporedattrice del Rapporto Delfina Licata. Nel corso dell’iniziativa, organizzata dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Lamezia Terme, sono stati illustrati anche i risultati del progetto “Le Querce di Mamre”, progetto promosso dalla Caritas Diocesana di Lamezia Terme, avviato a maggio 2014, con sede in Via Minerva a S. Eufemia, pensato per rafforzare le azioni del welfare locale e offrire delle risposte ai problemi del nostro territorio inerenti l’esclusione sociale, l’immigrazione e la scarsità di servizi offerti alla persona. Un servizio dormitorio con 10 posti letto per migranti e persone senza fissa dimora, attività di animazione e segretariato sociale, un centro di aggregazione e di ascolto e un incubatore di idee: questi i servizi principali offerti alle “Querce di Mamre” che, nello spirito richiamato dall’immagine biblica della Genesi, vuole essere una casa per tutti, dove ciascuno può sentirsi amato ed accolto e dove le idee dei singoli trovano il sostegno di una grande comunità. (Raffaele Iaria)