Commento - Esegesi del Vangelo del 17 Agosto 2014

17.08.2014 10:28

 

Parrocchia Santa Maria dell’Aiuto

Bible Study

13.08.2014

Matteo 15,21-281

Dal bisogno , alla Fede.

La fede della donna rianima e fa operare Gesù

 

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò2 verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me3, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando4!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna 5–, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri6». E da quell’istante sua figlia fu guarita. 

Parola del Signore

 

La sezione narrativa del vangelo di Matteo che si situa tra il discorso parabolico e quello ecclesiale (cc. 14-17) è parallela alla sezione marciana che va dalla visita di Gesù a Nazareth fino al secondo annunzio della passione (Mt 13,53-17,27 // Mc 6,1-9,32). Essa si divide in tre parti: 1) la missione dei discepoli e il destino del Battista (13,53-14,12); 2) la sezione dei pani (14,13-16,12); 3) la chiesa fondata su Gesù, il Messia sofferente (16,13-17,27).

qui Matteo non si limita a riprodurre il racconto marciano, ma lo adatta alla sua visione teologica. In Luca questo episodio è assente in quanto fa parte della grande omissione lucana. Il racconto si divide in tre parti: presentazione del caso (vv. 21-22), reazione di Gesù (vv. 23-26), risposta della donna (v. 27); segue un versetto conclusivo (v. 28 ).

Gesù si ritira verso la regione di Tiro e Sidone (v. 21): mentre secondo Marco egli si reca nell’attuale Libano meridionale, al di fuori della Galilea e quindi in un territorio abitato da gentili, Matteo lascia intendere che egli si è ritirato «in direzione» (eis) di Tiro e Sidone, pur restando nel territorio della Galilea.

Subito lo accosta una donna cananea uscita da quel territorio, la qualegrida: «Abbi pietà di me Signore, figlio di David! Mia figlia è malamente tormentata da un demonio» (v. 22): Matteo attribuisce alla donna la qualifica di «cananea», cioè appartenente agli antichi abitanti della terra di Israele (Marco osserva invece che era greca di stirpe sirofenicia) e lascia intendere che essa fosse venuta in Galilea «dalla regione» (apo horiôn) verso cui Gesù si era ritirato.

Originariamente questo brano aveva lo scopo di mostrare come Gesù, pur avendo fatto in via eccezionale un miracolo in favore di gentili, abbia però limitato espressamente la sua opera al sGesù è e resta il Messia di Israele, quindi deve preoccuparsi esclusivamente di coloro che appartengono a questo popolo. Gli altri sono al di fuori della sua sfera di azione, anche se eccezionalmente può interessarsi di loro e dare loro un anticipo di quella salvezza che competerà anche ad essi, ma solo nella fase finale del Regno.

Nota omeletica al testo:

Per guarire il cuore malato dell'uomo ci vuole la parola di Dio che è zuppa di salvezza. L'incontro tra Gesù e la mamma siro-fenicia aggiunge che tutti possono scampare e guarire, senza distinzione, pagani compresi. I Cananei adoravano i Baal e le Asherah e proprio una cananea ad urlare il suo bisogno a Gesù, chiamandolo Signore, figlio di Davide. Gesù non risponde; la sua parola era per il popolo eletto. La donna non forza l'uguaglianza nella predilezione - ha solo forza di gridare la propria pena - eppure non recede nella richiesta, ammettendo che i cagnolini non siedono a tavola, ma sono felici per gli avanzi.

Una madre si identifica con la figlia al punto di supplicare il Signore: Abbi pietà di me, aiutami! Ogni vera preghiera è materna. Gesù è così colpito da questa fede uterina da attribuire alla forza della madre la grazia della guarigione. Lui che sembrava non voler intervenire, dice alla donna: Avvenga come tu vuoi. 

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1 Matthew 15:21-28. Woman of Canaan (Mark 7:24-30). This excursion to the north is the result of a passionate longing to escape at once from the fever of popularity and from the odium theologicum of Pharisees, and to be alone for a while with the Twelve, with nature, and with God. One could wish that fuller details had been given as to its duration, extent, etc. From Mk. we infer that it had a wide sweep, lasted for a considerable time, and was not confined to Jewish territory.

2 ἀνεχώρησεν : He withdrew, to avoid being entrapped and molested by the Pharisees. Comp. Matthew 12:15, Matthew 14:13.

3 ἐλέησόν με “Suam fecerat pia mater miseriam filiae,” Bengel.

4 to cry or pray for vengeance.

5 Out of His very words she weaves a plea. ‘Yes, Lord; I am one of the dogs; then I am not an alien, but belong to the household.’ The Revised Version does justice to her words by reading ‘for even’ instead of ‘yet,’ She does not enter a caveat against the analogy, but accepts it wholly, and only asks Him to carry out His own metaphor. She takes the sword from His hand, or, as Luther says, ‘she catches Him in His own words.’ She does not ask a place at the table, nor anything taken from those who have a prior claim to a more abundant share in His mercies. A crumb is enough for her, which they will never miss. In other and colder words, she acquiesces in the divine appointment which limits His mission to Israel; but she recognises that all nations belong to God’s household, and that she and her countrymen have a real, though for the time inferior, position in it

6 therefore, because she has shown herself one of the true household, in the fixedness of her faith, in the meekness of her humility, in the persistence of her prayers, Christ joyfully recognises that here is a case in which He may pass the line of ordinary limitation, and that, in doing so, He does not exceed His commission. Such faith is entitled to the fullest share of His gift. She takes her place beside the Gentile centurion as the two recipients of commendation from Him for the greatness of their faith. It had seemed as if He would give nothing; but He ends with giving all, putting the key of the storehouse into her hand, and bidding her take, not a crumb, but ‘as thou wilt.’ Her daughter is healed, by His power working at a distance; but that was not, we may be very sure, the last nor the best of the blessings which she took from that great treasure of which He made her mistress. Nor can we doubt that He rejoiced at the removal of the barrier which dammed back His help, as much as she did at the abundance of the stream which reached her at last.