Commento al Vangelo Venerdì, 29 Novembre 2013

25.10.2015 12:16
 

Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: 
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».


Parola del Signore
 
 
Nel pensiero più lontano e remoto nel tempo e fin nel dibattito culturale di questi nostri giorni, sembra essersi insinuata nella coscienza dell’umanità che non v’è nulla, in noi e al di fuori di noi, che sia un punto sicuro di appoggio. Tutto viene considerato, e in parte lo è, passeggero, fragile, precario. Tutto scorre, affermava un antico filosofo, ed è come se anche noi venissimo costantemente portati dal tempo come gli oggetti trasportati dai fiumi. Ed ecco che un giorno, Gesù di Nazaret pronuncia parole mai udite prima, condividendo, da una parte, che esiste nel corso delle cose una ciclicità che ci consente di comprendere i ritmi della natura, dall’altra, ponendo con autorità una linea di confine tra gli eventi quotidiani e le sue parole. Gli uni confermano la precarietà e la fragilità di quanto accade sotto i nostri occhi; le altre costituiscono il punto di riferimento certo e sicuro del progetto di Dio: in Cristo Gesù è racchiuso il senso primo e ultimo della storia. È Lui il principio e la fine, l’alfa e l’omèga. In Lui tutto acquista consistenza e robustezza. Che bella e incoraggiante questa visione cristiana delle vicende del mondo, quale bussola sicura di orientamento nel nostro cammino, quale consolante verità nell’apprendere che “noi non veniamo dal nulla e non andiamo verso il nulla”! È Gesù la Via stabile e sicura sulla quale camminiamo, è una strada, quella delle sue parole, che non può franare ed è terreno che non verrà mai meno sotto i nostri piedi. La testimonianza della Chiesa e quella nostra, di battezzati, deve scaturire dalla professione di fede che ogni domenica pronunciamo con le nostre labbra: credo che il Regno di Dio non avrà mai fine, credo nella vita eterna!
 
Commento di Mons. Giovanni Ricchiuti