Commento al Vangelo, Sabato 28 Settembre 2013

20.10.2015 12:24

 Lc 9,43-45
 Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

+ Dal Vangelo secondo Luca
    In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
Parola del Signore

 

               Il capitolo 9 del Vangelo di Luca è un momento molto importante nel ministero e insegnamento di Gesù. E’ un vero “ turning point”. In questo capitolo Gesù chiaramente manifesta la volontà del Padre su di lui e la sua disponibilità a realizzarla. Lo stesso Gesù chiede ai suoi discepoli di seguirlo nella sua andata a Gerusalemme. E’ proprio Luca che ci dice che Gesù “si diresse decisamente verso Gerusalemme”.  E’ questo un momento difficile per Gesù, ma lo è soprattutto per i suoi discepoli. I discepoli non avevano mai immaginato che Gesù potesse pronunciare quelle parole.  Loro non avevano mai contemplato nella loro mente e nel loro cuore che Gesù potesse “consegnarsi “ alla volontà di Dio e quindi alla morte ,e  alla morte di croce come ci dice S. Paolo nella sua lettera ai Filippesi al capitolo 2.

I discepoli potevano presagire tutto, ma certamente non questo. E’ un progetto, quello di Dio e di Gesù,  che va oltre i loro ragionamenti e sopratttutto le loro aspettative. Si aspettavano ben altro da Gesù.

Da questo capiamo alcune cose fondamentali circa la sequela di Gesù.

Innanzitutto , quando seguiamo Gesù, seguiamo e facciamo nostro il progetto di Gesù, anche se questo progetto non sempre ci è chiaro, ma  ci chiede un continuo atto di fede in Gesù. Anche quando non capiamo, il Signore ci invita a non abbandonarlo, ma ad andargli dietro  verso la sua meta.

Ci sarà sempre del mistero nel seguire il Signore. Non possiamo pretendere che tutto ci risulti chiaro. Le ombre e i dubbi fanno parte del cammino di fede. Fede allora non è capire le cose in un altra luce, ma è viverle in prima persona con il loro mistero, convinti che nel fare la volontà di Dio, noi troviamo il senso profondo  e vero del nostro cammino spirituale assieme a Gesù.

Alllora cari amici, vediamo che quello che Gesù suggerisce  ai suoi discepoli,  non è tanto il fatto che  il tutto,  prima o poi, divenga chiaro a noi stessi, ma il credere che con Gesù non ci sentiremo mai persi, o abbandonati, anzi, con Lui possiamo trovare il significato liberante di ogni cosa che facciamo.  Non c’è situazione umana nella quale ci  veniamo a trovare, che non venga costantemente illuminata dal mistero di Gesù e della sua Croce.

    Nella Bibbia la Croce è anche detta, l’albero della vita. Il trono dove Dio ha voluto che si mettesse a sedere il suo unico Figlio, Gesù Cristo. Quindi il cammino cristiano , passa necessariamente attraverso dei momenti bui, dove ci sembra di perdere  tutto , ma in realtà, è proprio il Signore, che ci vuole sempre con lui, che standoci vicino e facendoci percepire la sua presenza , ci guida a realtà nuove .  Certo, i tempi di Dio non sono i nostri tempi. A volte mettiamo delle resistenze al nostro credere, ma allo stesso tempo, speriamo, crediamo e preghiamo che questi tempi ( momenti bui  e incomprensibili allo stesso tempo ) non siano troppo lunghi.

    Davanti a una proposta di sofferenza reale, anche noi siamo chiamati a fare una nostra scelta. Siamo chiamati ad abbandonarci a questa nuova realtà  con fiducia in Lui, sapendo che non esiste una sofferenza infinita e fine a se stessa, ma  esiste una sofferenza solo come mezzo necessario per sperimentare la nostra piccolezza ma anche il grande lavoro della gazia di Dio in noi.

    E’ il momento della fede. E’ un momento di verità: una verità che si fa sempre piu spazio in noi, nella misura in cui ci apriamo sempre piu alla fiducia nel Signore. Se non abbiamo fiducia in Lui , non adremo molto lontano nel cammino della nostra fede. Alcuni dei discepoli non superarono mai questa difficoltà di percorso. Alcuni lo lasciarono. In Giovanni al capitolo sesto  leggiamo che alcuni  suoi discepoli gli dissero “ questo è un discorso troppo duro per noi “ e il vangelo continua con il dire che “ da quel momento smisero di andare  con Lui”.

    Quanto volte anche noi  siamo stati sul punto di mollare. Di dire, caro Gesù, ti ho apprezzato ed amato fino a questo punto, ma adesso mi fermo. Non ce la faccio più ad andare avanti. Forse è meglio che torni indietro. Momenti e sentimenti come questi a volte  fanno capolino nella nostra vita, soprattutto nella vita di chi vuole vivere con fedeltà e coerenza la sua sequela. Nonostante tutto,  questi momenti,  sono di per sè altamente formativi e purificatori. Siamo chiamati ogni giorno ad un cammino di purificazione che significa praticamente mettterci da parte per fare spazio al Signore.  In fondo, usando le parole del Giovanni Battista ,possiamo dire e agire in modo tale, che sia Lui a crescere in noi ,mentre noi tendiamo, liberamente ,  a diminuire per amore suo.

Buona giornata a tutti voi

Padre Antonio