Commento al Vangelo Sabato, 28 Dicembre 2013

25.10.2015 21:03

Festa dei santi Innocenti

 

Mt 2,13-18

Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:

«Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».

Parola del Signore

 

Cari amici,

il vangelo di oggi ci apre il cuore a tante e svariate riflessioni. Come sempre ne accenno solo alcune.

La storia descritta nel Vangelo è una storia drammatica. Molto drammatica. Una storia che si ripete continuamente nella vita di ogni persona, popolo e nazione. Fino a quando ci sarà un uomo sulla terra, questa storia è destinata in qualche modo a ripetersi. Quindi , oggi leggiamo questa pagina del Vangelo anche con la consapevolezza che è una storia che oggi è vissuta da tantissime persone semplice ma che sono sotto il potere crudele di usurpatori come Erode.

La storia ci dice che la sete di potere può portare l’uomo a concepire qualcosa di inconcepibile a livello mentale e razionale. La nostra mente e i nostri cuori si rifiutano di leggere questa storia. Eppure è una storia concreta. Tante famiglie oggi devono lasciare la propria terra per trovare rifugio, per trovare un minimo di pace e di serenità per loro stessi e per le loro famiglie. Quanti drammi umani stiamo vivendo indirettamente e direttamente. Quanta sofferenza provocata dall’egoismo umano.

Erode si sente beffato dai Magi. Ma realmente non poteva essere diversamente. Dopotutto, lui stesso, Erode aveva tentato di prendere in giro i Magi prospettando loro una strada , una via per arrivare a Gesù e fare poi ritorno da lui. Non perché lui desiderasse nel suo intimo di adorare Gesù, ma solo per ucciderlo. Dopotutto lui non conosceva altro Re al di fuori di se stesso.

Erode è la vittima che diventa a sua volta carnefice. E’ vittima delle sue stesse azioni e delle sue stesse scelte. Questa dinamica di farsi o sentirsi vittima è qualcosa di molto comune oggi. Purtroppo, tantissime persone, che si sentono vittima di soprusi e di ingiustizie , diventano a loro volta dei carnefici. Questo lo vediamo a volte nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità religiose e in tantissimi altri ambiti sociali.

Spesso ci possiamo sentire feriti nel nostro orgoglio e nel nostro egoismo , e allora facciamo e giochiamo a fare la vittima di turno. Purtroppo non ci rendiamo conto che facendo cosi, mietiamo tante altre vittime innocenti che sono attorno a noi.

Non ha importanza chi muore o quale valore umano possa essere in gioco, l’importante è vincere a tutti i costi. Costi quel che costi.

Questa è una parte della storia umana che Dio si è impegnato ad usare per il bene massimo, che è la salvezza della persona. Ancora oggi, Dio si impegna a dare un senso anche alla nostra innocenza trafitta e derubata . Qui non sono solo i bambini innocenti che sono in gioco, ma noi tutti, tutta l’umanità che ancora crede in dei valori e soprattutto crede nella presenza viva di Dio nella nostra storia.

Il nostro impegno missionario è nel sostenere i nostri fratelli e sorelle che vivono alcune situazioni assurde di vita. La nostra parola sia una parola di conforto. Una parola che rafforzi la loro fede. Gli innocenti ci saranno sempre. Prima o poi verranno chiamati a dare la vita per Gesù. Preghiamo affinché ci siano persone disposte a stare vicino ed accompagnare questi nostri fratelli nel loro cammino terreno. La tentazione di lavarcene le mani e di dire che questa è gente sfortunata è molto presente.

Noi siamo chiamati ad essere come l’angelo che suggerì a Giuseppe di rifugiarsi in Egitto e pregare che li ci sia qualcuno disposto ad amarli e ad accoglierli. Queste ultime parole, amare e accogliere, sono grosse e altisonanti che necessitano una pratica da parte nostra di accoglienza e amore vero verso tutti gli innocenti di tutti i tempi che sono morti e ancora oggi muoiono a causa di Gesù e del suo Vangelo.

Buona festa tutti voi

P. Antonio