Commento al Vangelo Sabato 14 Settembre 2013

19.10.2015 20:21

Gv 3,13-17

Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo.

 

+  Dal Vangelo secondo Giovanni

 In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

 Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Parola del Signore

 

    Cari amici, oggi la Chiesa ci fa celebrare la festa della esaltazione della Croce . La Chiesa cattolica, molte Chiese protestanti (spesso quelle di matrice Anglicana), e la Chiesa Ortodossa celebrano la festività liturgica dell'Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario del ritrovamento della Croce da parte di sant'Elena (320) della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme (335).

Il vangelo di oggi ci porta al cuore del messaggio cristiano. E’ per amore che Dio ha mandato il suo unico Figlio per la nostra salvezza. Il testo chiaramente dice che non lo ha mandato per “condannare il mondo “ ma per salvarlo. La salvezza che noi sperimentiamo in Gesù Cristo, accogliendolo sempre piu come Signore nella nostra vita, è una salvezza integrale. Il termine greco  usato nel Nuovo Testamento indica proprio una salvezza totale: fisica e spirituale. E’ Gesù che si offre a noi nella sua totalità affinchè possiamo  essere salvi totalmente.

Se vogliamo gustare la bellezza della salvezza che il Signore continuamente ci porta e di dona, dobbiamo  fare il cammino a ritroso e cioè partire dalle cose belle che il Signore ci fa per poi arrivare alla sorgente che è il Suo amore, nel quale siamo continuamente chiamati a piantare il nostro cuore.  E’ questo un cammino necessario se vogliamo essere portatori di una buona novella . Ci sono molti che pur riconoscendo l’opera di Dio in loro, si fermano a quello che vedono, sentono e percepiscono, ma non sempre arrivano a scoprire come fondamentale l’amore di Dio per loro. Di conseguenza, quando non vedono o non sentono piu nulla, a quel punto  generalmente finisce e si stagna il loro cammnino di fede. E’ solo quando scopriamo il Suo amore che anche noi diventiamo un riflesso del suo amore. Questa esperienza di Dio e del suo Amore è un’esperienza mistica. Noi cristiani siamo chiamati ad essere dei mistici. A proposito mi viene alla mente una frase che un famoso teologo chiamato Karl Rahner  diceva : “ il cristiano del futuro o è un mistico o sarà nessuno “.  Questa frase ci ricolloca e ci indica il percorso da fare. Essere mistici non significa essere estranei alla vicende del mondo, ma al contrario, solo  dopo aver fatto esperienza sensoriale e tangibile del suo amore, saremo capaci di essere nel mondo quel sale e quella luce che siamo chiamati ad essere.

Perchè non provare a fare questa esperienza , dando il meglio del nostro tempo al contatto personale con il Signore? E’ proprio nel contatto personale di ogni giorno che noi entriamo in quel rapporto di amore con il Signore per poi  scoprire che non siamo noi ad amare Dio per primi, ma è Dio che ci ama da sempre e per sempre.

Buona festa della Santa Croce a voi tutti

Padre Antonio