Commento al Vangelo Mercoledì, 4 Dicembre 2013

25.10.2015 13:32
 
 
Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo
 
In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». 
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. 
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.


Parola del Signore
 
 
Il brano evangelico di Matteo ci accompagna con Gesù che, tornato in Galilea, sale nuovamente sul monte. Nella tradizione biblica il monte rappresenta il luogo dell'incontro con Dio. Gesù, nota l'evangelista, "si fermò là", come a voler radicare se stesso e tutta la sua opera nella familiarità con il Padre. E' facile immaginare Gesù ancora una volta raccolto in preghiera. Del resto, è dall'incontro con il Padre che sgorga tutta la sua opera di amore, di compassione, di guarigione e di salvezza. Quel luogo di preghiera diviene come un santuario a cui i malati, i poveri, gli storpi accorrono per essere guariti. E l'evangelista nota che Gesù li guariva e rivolgeva a tutti la sua parola. Per tre giorni continuarono ad ascoltarlo. Quale differenza dalla nostra avarizia e dalla nostra distrazione davanti alla Parola di Dio! Al termine dei tre giorni, scrive Matteo, Gesù sentì compassione per quella folla. In effetti, dopo aver nutrito i loro cuori con il pane della Parola voleva ora nutrirli anche con il pane materiale. Gesù ha a cuore l'intera persona di ciascuno di noi, ha cura di tutta la nostra vita. Sono i discepoli ad essere insensibili di fronte alla situazione. E quando Gesù glielo fa notare e chiede un aiuto, essi non sanno fare altro che riproporre la solita rassegnazione. In effetti, anche noi avremmo risposto come loro. Gesù, che non si rassegna, si fa portare quei sette pani e quei pochi pesci e li moltiplica per tutti. È il miracolo che nasce da un amore appassionato. Se ci lasciamo coinvolgere da questo amore anche noi potremo partecipare al miracolo.
 
Commento di Mons. Vincenzo Paglia