Commento al Vangelo, Mercoledi 18 Settembre 2013

20.10.2015 11:51

Kids hiding behind tree trunk Archivio Fotografico - 7559342

Lc 7,31-35

 Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore disse:  «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.  Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

Parola del Signore

Gruppo di bambini diversi, che hanno una buona estate Archivio Fotografico - 11223776

        Il Signore Gesù cerca di  descrivere la sua generazione, ma si nota chiaramente la difficoltà che fa , e allora ricorre ad una parabola-immagine molto chiara e non molto difficile da capire.

    In fondo Gesù,  rivela la difficoltà della sua generazione, come certamente che è anche della nostra, e cioè quella non   riconoscere con semplicità la presenza del Signore . Siamo persone praticamente distratte. Poco attente e quindi poco aperte alle sorprese della vita . E se arriviamo a percepire qualche cosa la percepiamo con una buona dose di ritardo.

    Lui, il Signore ci descrive la nostra difficoltà a non percepire ciò che altri percepirebbero subito. Davanti a un bimbo o qualcuno che danza come non fai a non  gioire e in qualche modo prendere parte alla danza? Oppure davanti a una situazione di sofferenza come non si fa a sentire dolore?

    Sono queste situazioni di vita che non richiedono nessuna scienza speciale, ma solo la capacità di sintonizzarsi con la stessa vita , che ci rivelano la verità su noi stessi, e dove realmente ci troviamo lungo il cammino della nostra vita personale.

    Chi è sintonizzato con la vita, piu cogliere gli aspetti piu semplici e belli , e sentirsi parte di essa. Forse, oggi, anche se apparentemente ci sembra di essere persone “connesse” , realmente siamo distanti dalla vita, disconnessi da tutto e da tutti e soprattutto da noi stessi e  dalla nostra interiorità. Siamo distanti da quella sapienza di vita che ci aiuterebbe ad essere piu semplici, meno complicati e forse piu fiduciosi di ogni tipo di vita che ci circonda.

    Allora, Gesù , in altre parole ci sta dicendo qualcosa di importante. Sarà sempre difficile per ognuno di noi riconoscere e sintonizzarsi con la “normalità “ delle cose , se rimaniamo tanto distanti dalla vita. Non sarà possibile per noi riconoscere la sua presenza , se con i  pensieri e la mente  e il cuore, viviamo su altri pianeti, super  concentrati su altro. Gli altri possono cantare, danzare, suonare eccetera, ma noi ,che manchiamo di attenzione, siamo da tutt’altra parte.  In pratica ci chiudiamo nel nostro mondo , pensando che sia l’unico possibile e il più reale, ma realmente siamo noi che siamo fuori dal vero mondo.

    Cari amici, dobbiamo riflettere. Come mai oggi posso avere piu difficoltà di prima a gioire con chi gioisce , o a soffrire con chi soffre?

Cosa mi blocca a non  condividere con altri situazioni e realtà mi potrebbero portare a una maggiore libertà di cuore, atteggiamento indispensabile per poter cogliere il bello nel piccolo.

Da riflettere ne abbiamo anche oggi. Buona riflessione di cuore e buona giornata a voi tutti

Padre Antonio