Commento al Vangelo, Mercoledi' 11 Settembre 2013

19.10.2015 20:04

Lc 6,20-26

 Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

 

+  Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

«Beati voi, poveri,  perché vostro è il regno di Dio.

 Beati voi, che ora avete fame,  perché sarete saziati.

 Beati voi, che ora piangete,  perché riderete.

 Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

 Ma guai a voi, ricchi,  perché avete già ricevuto la vostra consolazione.

 Guai a voi, che ora siete sazi,  perché avrete fame.

 Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.

 Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Parola del Signore

Carissimi,

ecco ancora per voi e per me una Parola nuova. Si, perchè la Parola di Dio è sempre nuova, e se accolta con cuore aperto, ne possiamo sentire la sua vitalità.

L’evangelista Luca , a differenza di Matteo riporta alcune beatitudini, ma allo stesso tempo introduce dei “ guai a voi” che certamente  ci fanno riflettere tanto.

Ma cosa realmente Gesù voleva dire con quel “ guai a voi? ”. IL significato lo si capisce dal contesto ma anche dall’uso greco della parola.

Gli studiosi dicono che il guai Gesù lo aveva riferito soprattutto ai Farisei e agli Scribi. La parola “ guai esprime un grido di denuncia che nasce da una grande sofferenza interiore.  In altre parole Gesù si rammarica nel suo cuore , vedendo che i Farisei e gli Scribi tentano con il loro sforzo di soddisfare i loro bisogni umani e spirituali senza porre la minima attenzione a quello che Dio va continuamente facendo in loro e per loro.

Chi ha il potere di sfamare e di fare giustizia è Dio.  Dio è l’autore della nostra gioia (felicità – beatitudine ), della nostra realizzazione personale. Chiunque cerca la stessa gioia a modo suo, senza  fare nessun  riferimento al Signore, alla fine trova solo desolazione. Chi non vede e non si accontenta delle consolazioni di Dio, ma si mette solo alla ricerca delle sue consolazioni, è fuori strada, ed  è  lontano dalla salvezza.

La beatitudine di cui parla il Signore è frutto del lavoro di Dio e del suo Spirito in ognuno di noi.  La nostra felicità ( ecco la traduzione della parola “ beatitudine”) è  il dono di Dio a colui che si lascia guidare da Lui e ripone in lui ogni suo sforzo, ma soprattutto sceglie il Signore e il suo Regno per sempre.

Praticamente parole come “ Beati voi, che ora avete fame,  perché sarete saziati ”,  significano che la pienezza della felictà sta nell’affidarsi a Dio, sapendo che Lui è colui che fa la differenza nella nostra vita.  Quel “sarà” sottindente l’azione di Dio che premia chi vive la sua vita in maniera “ dipendente da Dio” e dall’azione del suo spirito nella nostra vita. L’uomo da solo non può conquistare la felicità perchè essa non è di questo mondo, ma è al di fuori dalla sua portata di mano. Sono velleitarie e senza concretezza le aspirazioni dell’uomo a cercare di trovare a tutti i costi la felicità.  L’uomo che non vive all’ombra della sapienza cristiana , farà sempre difficoltà ad accettare questa verità.

A questo proposito,  non dimentichiamo le parole di S. Agostino che dice “ tu ci hai fatti per te o Dio e il nostro cuore non trova pace fino a quando non riposerà in te “. E’ proprio il “riposare in Dio” che diventa sorgente ultima e vera della nostra totale felicità, perchè realmente la nostra felicità è Dio stesso, In questa linea di pensiero, ora  vi lacio con le parole del salmo  126 (127 ) che dice:

Se il Signore non costruisce la casa,   invano si affaticano i costruttori.  Se il Signore non vigila sulla città,  invano veglia la sentinella.

 Invano vi alzate di buon mattino  e tardi andate a riposare, voi che mangiate un pane di fatica: al suo prediletto egli lo darà nel sonno..... “.

Buona giornata a tutti voi

Padre Antonio