Commento al Vangelo Mercoledì, 1°Gennaio 2014

25.10.2015 21:12

Solennità Maria Santissima Madre di Dio

 
 
 
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù

 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.


Parola del Signore

 

La liturgia di oggi, nell’ottava di Natale, orienta la riflessione su tre punti centrali: l’anno nuovo da cominciare da cristiani, la venerazione di Maria come Madre di Dio, e madre nostra, e la Giornata di preghiera per la pace, per iniziativa del papa Paolo VI.

Un nuovo anno davanti ai cristiani, ci sono 365 pagine tutte bianche, pulite, da riempire.

Come andranno le cose? Nessuno sa, poiché il futuro è sempre misterioso. Ma l’essenziale sta nelle nostre aspirazioni e disposizioni interiori. Occorre, per un cristiano, soprattutto o anzitutto, mettere al centro Gesù con le sue proposte di amore, di carità, di pace, di perdono e di timore di Dio…, per la vita eterna.

Anno nuovo, cose nuove! (nel positivo). Contemplando la figura di Maria, dopo che nel Natale ci siamo preoccupati del suo figlio Gesù, riconosciamo in lei la madre di Dio, ma anche la madre nostra, poiché con la sua incarnazione Gesù si è fatto nostro fratello.

Si tratta quindi del prolungamento del Natale.

Partono da Maria “le primizie dell’amore misericordioso” di Dio, dal suo “sì” alla parola del Signore, dal suo consenso alla maternità divina. Gesù allora passa attraverso la fede di Maria, che accoglie con umiltà e obbedienza il progetto divino, cioè vi si rende totalmente disponibile come “l’ancella del Signore”, tutta dedita alla sua volontà.

Un modello da imitare! La prima lettura, dal libro dei Numeri, ci presenta l’augurio che ci fa la Chiesa all’inizio di questo nuovo anno: ”Ti benedica il Signore e ti protegga. Faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga il suo volto su di te e ti conceda pace”.

 E’ anche l’augurio che noi a nostra volta dobbiamo fare ai nostri fratelli e vicini.

Nella seconda lettura, dalla lettera ai Galati, San Paolo ricorda che la salvezza è stata realizzata dal Padre attraverso l’incarnazione del Figlio, che ha assunto la natura umana nel grembo di una donna, Maria.

Così Dio si è inserito nella storia non solo di un popolo, ma dell’intera umanità. Il tempo che ha preceduto la venuta di Cristo era tutto teso verso il Natale, che costituisce un punto focale, cioè la “pienezza del tempo”. Da questa immersione del Figlio di Dio nella storia dell’umanità prende avvio il processo di liberazione degli esseri umani, resi partecipi della condizione di Gesù, il Figlio di Dio. Il brano evangelico di questa solennità postnatalizia riprende quello della messa dell’aurora ascoltato nel giorno di Natale. I pastori, che vivono in un clima di religiosa esultanza, tornano dalla grotta e lodano il Signore: la loro vita certamente non sarà più quella di prima. Anche noi, dopo aver celebrato Natale e incontrato il bambino Gesù, iniziamo una vita nuova. L’evento Gesù Cristo deve essere il soggetto più ricorrente e più dolce della nostra memoria.

Per quanto riguarda la Giornata della pace, anche questa aspirazione è un dono del Natale.

Parlando del Messia, il profeta Isaia lo chiama “Principe della pace”. A Betlemme gli angeli, interpretando l’incarnarsi del Verbo di Dio, hanno cantato:”Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini che Dio ama”. Quindi la pace è dono di Dio e caratteristica dei cristiani.

 La pace non è solo assenza di guerra o di disordine, ma un atteggiamento di fondo del proprio cuore, una disposizione alla benevolenza, alla giustizia, all’impegno morale, una intesa cordiale resa possibile dal Dio della pace che istaura così il suo regno. Con il sangue che ha versato, Gesù ha riconciliato gli uomini con Dio e tra di loro. Gesù proclama beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Questa espressione, “operatori di pace”, evoca il fatto di inseguire la pace, di cercare di conquistarla a tutti i costi, per appropriarsene e farla regnare attorno.

Con la Giornata della pace, siamo quindi esortati a diventare “artefici di pace".

Abbè Joseph Ndoum