Commento al Vangelo Martedì, 8 Ottobre 2013

23.10.2015 22:05

Commento al Vangelo

Martedì, 8 Ottobre 2013

di Mons. Pietro Maria Fragnelli

 

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. 
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».


Parola del Signore

 

Entro in questa scena “casalinga”. Osservo le due sorelle, che riempiono la dimora, ognuna con la propria personalità. Marta accoglie Gesù in casa sua: nel desiderio di metterlo a suo agio nel modo migliore possibile, si dà da fare perché nulla gli manchi. Lo tratta davvero come ospite. L’altra sorella, Maria, si siede ai piedi di Gesù, nell’atteggiamento tipico dei discepoli, e non si stanca di ascoltarlo attentamente. Lo tratta da Maestro. Non passa molto tempo. Marta si fa avanti e denuncia il comportamento “scorretto” della sorella: “mi lascia sola a servire!”. Qualcuno deve rimproverarla. Marta pensa proprio a Gesù e gli chiede di fare non solo l’ospite, ma anche il giudice che richiama Maria al proprio dovere. Contemplo ora l’atteggiamento di Gesù e medito sulla sua risposta. San Luca lo introduce con un “ma”: la risposta di Gesù si rivolge a Marta e non a Maria. L’operosa e generosa Marta è descritta con due termini che parlano di affanno e di turbamento. Sono tratti tipici di chi si butta in mille cose (plurima), ma ne viene schiacciato, perché perde di vista l’essenziale. Gesù, il Maestro, dice, invece, che una sola è la cosa necessaria (unum necessarium). Maria l’ha capito e l’ha scelta. Dopo il brano del buon samaritano, ci saremmo aspettati un pubblico elogio di Marta, quasi a conferma dell’insegnamento sul “fare” tipico dei buoni. Invece Gesù sposta l’attenzione dal fare all’ascoltare e al contemplare: l’ascolto della Parola sarà sempre il primo passo verso il prossimo. La carità verso gli altri nasce dall’incontro personale – quotidiano e continuato – con Gesù. Maria è il modello del discepolo: l’ascolto mette al sicuro in lei la forza per amare e servire gli altri.