Commento al Vangelo, Martedì 17 Dicembre 2013

25.10.2015 20:36

Mt 1,1-17

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

 

 + Dal Vangelo secondo Matteo

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.  Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.  Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

Parola del Signore

 

Cari amici,

     oggi il Vangelo ci fa un elenco di nomi che a prima vista non dicono molto. Ma se avessimo tempo per andare alla ricerca, e scoprire quale storia si cela dietro quei nomi, rimarremmo a dir poco estasiati.  Storie di umanità in qualche modo redente dal Signore. Storie innanzitutto umane, quasi a dire che Dio ha scelto di diventare uomo, come uno di noi in Gesù Cristo, scegliendo tutto quello che può far parte del patrimonio umano. Dio si è fatto uomo inserendosi in una storia umana particolare. In una genealogia  concreta, fatta di uomini e donne più o meno peccatori e peccatrici. Dio non ha scelto di inserirsi in una genealogia “ad hoc”, ma in una prettamente umana.

    Questo è un primo punto che dobbiamo annotare. Ogni nostro inserimento in una situazione umana non può non significare un accollarsi e fare nostra quella realtà ,fatta sia di cose grandi come di debolezze e fragilità.  E’ una storia, quella nella quale il Signore si è incarnato, che non sopporta le differenze, ma , anzi, le ha integrate per sempre, assumendole nella loro interezza.

    Ogni nostro sforzo e servizio di portare il Vangelo non può prescindere da un incarnarsi in una realtà che  come prima cosa è diversa da quella che io posso vivere personalmente. Saremo capaci di trasformare la realtà nella misura in cui, senza nessuna paura o barriera culturale, entreremo  in essa con la consapevolezza che è già stata  visitata e redenta dal Signore.

    Questa è la consapevolezza che ci accompagna spesso noi missionari.  Il sapere che Dio è già li, è già arrivato e sta ad aspettarci.  Noi non siamo i pionieri e non possiamo mai pretendere di esserlo, ma siamo solo dei seguaci del pioniere per eccellenza che è il Signore.

    Inoltre, ciò che ci spinge ad entrare con coraggio in ogni umana realtà, non è tanto  frutto di un amore per l’uomo e l’umanità in genere ( è ciò che i grandi in gergo chiamano ‘ filantropia’), ma un desiderio profondo di incontrare Dio, Colui che per primo, non disdegnò il suo essere con Dio un “tesoro geloso” per farsi uno di noi per amore nostro.

    Quanto grande possa essere il nostro amore per l’uomo e quindi per l’umanità, questo non sostituisce o diventa la motivazione del nostro andare ad annunciare il Vangelo. C’è ben altro che deve sostenerci e motivarci, e cioè il nostro amore per LUI che è una risposta concreta al Suo amore per noi.

Questo nostro rispondere con Amore al suo Amore, ci aiuta a capire e conoscere di  più quello che  Dio è e vuole per noi.  Nella nostra risposta di fede, noi veniamo a conoscenza di noi stessi e di quello che veramente siamo davanti a Dio.  In altre parole, Il valore  e la dignità della persona umana .

Buona giornata e buona continuazione della novena di Natale,

vostro

P. Antonio