Commento al Vangelo Lunedì, 4 Novembre 2013

25.10.2015 10:39

Lc 14,12-14
Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: 
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. 
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».


Parola del Signore

 

Mediante questa parabola così semplice, Gesù trasmette un messaggio di straordinaria profondità. Nel rapporto con il prossimo l’uomo si trova costitutivamente in rapporto con Dio. Poiché tutto quello che abbiamo è dono di Dio e anzi il nostro stesso essere è dono di Dio, la gratuità è la vera legge dei rapporti tra gli uomini ed è il fondamento su cui si regge il mondo. La gratuità dell’amore di Dio è espressa nel brano della lettera ai Romani, in cui l’Apostolo abbraccia tutta la storia della salvezza e la considera proprio alla luce del Mistero dell’amore gratuito e misericordioso di Dio che, nella pienezza dei tempi, si riversa su Israele e su tutte le genti, secondo lo stesso decreto di giustificazione per fede: «Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!» (Rm 11,32). La misericordia di Dio è, dunque, il centro di tutta la storia della salvezza, è il cardine della realtà. Chi accoglie questo fondamento, vive nella verità il suo rapporto con Dio e, di conseguenza, con il prossimo. Ecco perché diviene capace di mettere da parte la logica (menzognera) del do ut des, dell’agire in vista di un tornaconto, e accoglie la logica del dono, la legge della gratuità. La ricompensa è duplice: la gioia già sin da ora e la ricompensa alla risurrezione dei giusti.

Commento di Mons. Giovanni Ricchiuti