Commento al Vangelo, Lunedì 30 Settembre 2013

20.10.2015 12:30

Lc 9,46-50
Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.  Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Parola del Signore

               La mania di grandezza è nell’uomo. Da quando l’uomo è stato messo a custode del creato  da Dio Padre, è stato sempre assalito da una mania di grandezza che l’ha sempre portata con se, spesso l’ha covata nel suo cuore, ma è sempre stata la sua  compagna silenziosa e  interiore. Quindi non meravigliamoci se gli stessi discepoli di ieri e di oggi portano nel cuore questo sogno “proibito” e cioè quello di  essere grandi , migliori degli altri.

    A tutto questo il Signore irrompe nei loro sogni di grandezza non tanto con parole ma con i gesti. Questa è la ppedagogia di Gesù. Gesù non accusa direttamente, ma vuole che i suoi discepoli , usando  la loro mente possano arrivare a capire quello che Lui  sta cercando di trasmettere a  loro. Non li imbarazza. Non gli spara addosso tanti aggettivi piu o meno razionali e giusti, ma pone un gesto che nella sua semplicità entra nel cuore dei suoi discepoli. Ecco il meraviglioso modo di Dio di entrare in dialogo con un sentimento che c’è nel cuore dell’uomo. Gesù non condanna, ma contrappone qualcosa che pur saziando il loro desiderio di grandezza, acquista una modalità e una valenza diversa. Anche Gesù parla di grandezza, quasi a dire, guardate, si è una coa buona in se stessa il tendere ad essere migliori, ma il modo in cui questo deve avvenire è questo. Allora pone un bimbo in mezzo a loro . C’è una grandezza che è stata creata da Dio  e consiste nel sentirsi piccoli, bisognosi e capaci di fidarsi . E’ una grandezza che non inorgoglisce o insuperbisce il cuore dell’uomo, ma anzi, lo rende libero. Libero di accogliere, lbero di avere fiducia infinita e immensa ,  libero di amare senza condizioni o paure .

    Dio vuole la nostra grandezza. Dio ci ha creati “grandi e meravigliosi “ ma per LUI e solo per LUI. Non dimentichiamo a riguardo le parole del salmo che dice “ Che cosa è l’uomo di cui ti prendi cura? Lo hai fatto poco meno degli angeli. Di onore e di gloria lo hai coronato “.

    Ecco la grandezza  a cui Dio ci chiama e per la quale grandezza lui ci ha creati,  si è incarnato ed è morto per ciascuno di noi indistintamente.

    A riguardo riportiamo al nostro cuore, un  altro bellissimo passo di S. Paolo ai Filippesi capitolo 2 “ Dio non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio , ma spoglio se stesso, assumendo la forma di servo (schiavo ) e si fece obbediente fino alla morte e alla morte di croce “. Dio, in Gesù, è venuto a condividere la sua grandezza.  Sempre S. Paolo ci dice che Lui da ricco che era si è fatto povero per noi, affinchè noi potessimo essere arricchiti della e dalla  sua povertà.

A questa grandezza dobbiamo aspirare. Una grandezza che sfugge agli studiosi  e alla sapienza umana, proprio perchè è una “grandezza divina”.

A volte ci può capitare di non ricordare tutto questo, ma realemente non ha importanza.  Ma se guardiamo un bambino con gli occhi semplici e amorevoli del Signore, non possiamo non esclamare , quasi sorpresi dalla bellezza del mistero, che l’opera di Dio è grande e rende felice il nostro cuore. Ed è proprio di questa grandezza che LUI vuole rivestirci. Quando il nostro cuore, percepisce tutto questo, non c’è posto per altre tensioni o tendenze a una grandezza di questo mondo. Anzi, come dice S. Paolo : “ io reputo tutto uno spazzatura, di fronte alla conoscenza (che qui significa amore ) sublime del Signore nostro Gesù Cristo”. La grandezza umana, quando sconfina, per grazia di Dio nella grandezza di Dio, cessa di esistere, cessa di disturbare i nostri sogni o di metterci ansia.

Se i nostri cuori sono ancora attanagliati da manie di grandezza e di successo, è segno che non abbiamo ancora colto la bellezza e la grandezza insita nell’opera di Dio in noi.

prese un bambino, se lo mise vicino..” . Il Signore Gesù poteva lasciare quel bambino nel mezzo dei discepoli, ma invece, se lo pose vicino, quasi a dire, che noi saremo in grado  di vedere  e di gioire della grandezza di Dio ,negli altri e in noi, solo se riusciamo a vedere la cosa che vogliamo e desideriamo, vicino al Signore. E’ la presenza di Gesù che rende tutto cio che gli sta attorno a se, grande e  meravigliosamente bella da contemplare .

    Solo se vedremo i piccoli, attraverso e con gli occhi di Dio, potremmo  gustare la bellezza di sentirci grandi e non bisognosi di nulla.

    Come conclusione, mi piace dire che questa esperienza di sentirci grandi perchè Dio ci fa tali ( cfr. Maria il suo magnificat: “ l’anima mia magnifica il Signore perchè ha fatto in me grandi cose e santo è il suo nome..”) è essenziale per il nostro essere suo apostoli e ministri del suo vangelo. Noi, suoi discepoli e missionari,  ricchi della grandezza di Dio che va ben oltre quella che possiamo desiderare a volte solo per fini egoistici, solo per nutrire un egoismo che non genera vita , quella vita che Lui è venuto a portarci sulla terra per sempre.  

Buona giornata a tutti voi

Padre Antonio