Commento al Vangelo, Lunedì 23 Settembre 2013

20.10.2015 12:09

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Parola del Signore

 

    Cari amici, la Parola di oggi ci parla di una cosa molto pratica , diremmo quasi evidente, ma non per questo possiamo dire che è semplice da vivere o da mettere in pratica.

    Noi siamo la luce del mondo ci dice il Signore in un altro  passo evangelico.  Siamo chiamati ad essere luce per gli altri, ecco perchè non possiamo essere nascosti, non possiamo vivere il nostro seguire il Signore nel mascondimento. Il nostro essere suo discepoli deve essere qualcosa di chiaro e manifesto, affinchè gli altri  vedendoci possano rendere grazie e lode al Signore.

    Il fatto che spesso si dice che la fede è qualcosa di privato, è una nostra invenzione. La fede non è stata mai privatizzata. La possiamo vivere come individui e in maniera personale, ma questo non significa che non dobbiamo esporla, manifestarla e proclamarla con la nostra vita . Altrimenti che luce siamo? Chi si renderà conto del nostro essere luce? Chi vive nelle tenebre continuerà a vivere nelle tenebre, perchè a lui  o lei , la luce non si è mai manifestata.

    Nel confiteor diciamo “ perchè ho peccato in pensieri, parole e ommissione “. Ebbene, i peccati di ommissione sono quei peccati che scaturiscono dal nostro non essere luce del mondo, quelle occasioni mancate di poter parlare di LUI, il Signore.  A volte per paura di perdere la faccia, ci rintaniamo nella nostra “privacy” senza renderci conto che nascondiamo la luce. Preferiamo tante volte fare silenzio, di fare le stesse cose che fanno gli altri, e non ci rendiamo conto che nascondiamo la luce. Non siamo piu luce. E questa è una cosa molto triste che ci procura anche sofferenza e dolore. Quando sappiamo bene nel nostro intimo che la nostra vocazione è quella di essere luce, e poi ci accorgiamo che tradiamo questa nostra vocazione per cose effimere , come il nostro onore, il nostro rispetto  o stima che gli altri possono avere nei nostri confronti, allora ci sentiamo male. Sentiamo ,che ancora una volta, per paura di non essere piu rispettati  o popolari, abbiamo volutamente cessato di essere luce. Abbiamo preferito le tenebre alla luce.

Preghiamo il Signore che non ci capiti questa disgrazia , perchè sarebbe veramente qualcosa che ci metterebbe a disagio nei confronti di Dio, di noi stessi e della nostra coscienza.

Buona giornata di tutto cuore a voi

Padre Antonio Guarino