Commento al Vangelo, Lunedì 14 Ottobre 2013

23.10.2015 22:32

Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segnGiona.

 

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.  Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.  Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore

Cari amici,

quante volte noi stessi ci siamo ritrovati come la generazione descritta dal Signore, è cioè una generazione che cerca un segno. Anche noi a  volte, avvolti dai dubbi circa la nostra fede in Gesù, gli abbiamo detto istintivamente, se mi dai un segno io credo. E a volte siamo andati anche oltre, abbiamo richiesto non un segno qualsiasi, ma un segno molto specifico e particolare. “ se fai questa cosa per me , allora io crederò”.  Gesù usa una parola molto forte per descrivere quella generazione, dice : “ generazione malvagia”, possiamo anche usare la parola “cattiva”. Insomma , Gesù mette in risalto questo aspetto a volte anche tanto comune, è cioè un cuore malvagio e cattivo.

Perché?

Perché in realtà quella generazione aveva visto l’opera di Gesù, ma , indurita come era nel cuore, non ha saputo riconoscere la visita di Dio nella sua storia. Il cuore si è perverso. Dio , dopo aver fatto tanto per il suo popolo, vede e con tristezza nota che l’uomo o umanità ha il cuore indurito che lo rende malvagio.

Come si può arrivare a tal punto? A dire il vero, è molto facile arrivare al punto di avere un cuore cattivo e malvagio. Soprattutto quando nel nostro cammino di fede, ci fossilizziamo. Diventiamo persone statiche, fisse nei nostri modi di pensare ed agire. In modo particolare quando non permettiamo allo Spirito di parlarci e di guidarci. E’ questa una situazione spirituale non “normale”. Quando arriviamo al punto di non vedere altro che le nostre richieste egoistiche, siamo fuori dalla portata della grazia di Dio.  E’ difficile che Dio venga a farci violenza per entrare nella nostra vita e soprattutto nel nostro cuore.

Dobbiamo certamente vigilare e chiedere al Signore la grazia di poter avere sempre quel cuore semplice e disposto a lasciarci rinnovare dalla sua Parola . Permettere che Dio sia sempre Dio nella nostra vita e buttare via quella nostra vecchia e arcaica velleità che noi possiamo essere come lui.  Altrimenti tutto quello che viviamo o sperimentiamo nella nostra vita, non sarà mai abbastanza o sufficiente per darci quella gioia di vivere che viene a noi solo ed unicamente in un rapporto sempre nuovo e unico con LUI , il Signore della vita. Non possiamo pretendere all’infinito che la vita giri sempre attorno a noi, ai nostri desideri e aspettative. Non è cosi e non può essere mai cosi. Dobbiamo abbassare umilmente i sistemi difensivi del nostro egoismo per poter liberare il cuore e farlo respirare a polmoni pieni, sempre aperti al nuovo e alle sorprese di Dio.

Quanto detto fino adesso ,  è importante per il nostro essere missionari. Il missionario è uno che si è affidato a Dio, che cerca ogni giorno di vedere Dio all’opera in lui e nel mondo che lo circonda. Il missionario è positivo , diremmo con una parola tanto in uso oggi “solare”, perché ha trovato la luce di Dio in se stesso e ne è grato al Signore.

Quindi se vogliamo, vederci l’aspetto missionario  nella Parola odierna, possiamo dire che il mantenersi con un cuore buono, semplice e puro, e quindi non cattivo  o malvagio, è un segno semplice ed evidente che Dio è all’opera in noi e noi siamo costantemente grati al Signore per questo. Ecco, allora che annunciarlo significherà annunciare che la malvagità o la mancanza di riconoscenza  non possono avere posto nel nostro cuore. Non si può dare o annunciare una bella notizia ( ecco il significato della parola “vangelo” ) con un cuore, triste, malvagio, cattivo e sempre intento a giudicare l’operato altrui. Questo atteggiamento non fa parte del “vademecum “ del missionario e conseguentemente di ogni cristiano.

Buona giornata a tutti voi

Padre Antonio