Commento al Vangelo, Lunedì 16 Settembre 2013

20.10.2015 11:36

Commento al Vangelo di S. E. R. Mons. Emidio Cipollone

(Arcivescovo di Lanciano - Ortona)

Lunedì, 16 Settembre 2013

 

 

+  Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao. 
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». 
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». 
All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

Parola del Signore

 

La Parola oggi ci insegna, in primo luogo, l’importanza della preghiera liturgica, preghiera della Chiesa per “tutti gli uomini”, in particolare per coloro che detengono il potere, perché si pongano al servizio del bene comune e della pace sociale. Dio Padre «vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità»: la salvezza è conoscenza della verità (cfr. 2Tm 2,25). Gesù ci rivela la verità su Dio: egli è un Padre misericordioso e buono verso tutti. Gesù, è il volto del Padre; egli rivela il mistero profondo, rimasto nascosto nei secoli e svelato, proprio ora, nel Figlio (cfr. Col 1,26); in Lui Dio ha visitato il suo popolo, costituito da lontani, piccoli e peccatori. Il cammino di Israele parte dalla fede nella parola di Gesù («Sulla tua parola getterò le reti»: Lc 5,5) e passa attraverso il riconoscimento del proprio peccato («Allontanati da me, sono un peccatore»: Lc 5,8). Allo stesso modo, anche il cammino dei pagani parte dalla fede nella potenza della sua parola e passa attraverso il senso della propria insufficienza. Gesù stesso presenta il centurione come modello di fede per tutti, noi compresi, e ne resta addirittura «ammirato» (Lc 7,9). In un qualche modo, qui si descrive come nasce la fede e il suo graduale sviluppo. Bisogna notare, inoltre, che il miracolo si compie in assenza di Gesù, per la fede di un pagano nella potenza della sua parola, udita solo indirettamente, attraverso la mediazione degli israeliti. È la situazione dei credenti di ogni epoca e di ogni luogo, è la nostra stessa situazione: il Signore continua a chiamare ed operare tramite la sua parola che è sempre efficace per chi l’accoglie con fede e in umiltà.