Commento al vangelo, Giovedi’ 5 Settembre 2013

19.10.2015 19:39

 

+  Dal Vangelo secondo Luca

Lc 5,1-11

ma sulla tua parola getterò le reti

 

 In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.

     Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».  E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 Parola del Signore

Cari amici il vangelo di oggi è certamente un vangelo vocazionale. Si parla della vocazione dei primi discepoli. All’interno di questo passo evangelico possiamo scoprire  le coordinate della vocazione , del modo di scegliere di Gesù e la risposta dell’uomo alla sua chiamata ad essere pescatori di uomini.

Oggi , particolarmente tantissimi giovani si pongono varie domande sulla vocazione, su come comprendere i segni della  vocazione e sul discernimento vocazionale. Tanti si sentono anche chiamati , ma a volte sentono e sperimentano anche tanta confusione. Un esame approfondito di questo vangelo potrebbe aiutarci a dare una risposta alle tante domande. Purtroppo questo lavoro richiederebbe molto tempo per farlo. Ma intanto provo a condivdere con voi un solo aspetto.

C’è una cosa che mi sembra molto importante  e cioè che la vocazione o meglio la risposta a una chiamata del Signore è certamente un atto di fede. Pietro disse “ ma sulla tua Parola getterò le reti”. Ad un certo punto Pietro deve aver sentito qualcosa dentro che ha scavalcato la sua testardaggine, il suoi calcoli , i suoi dubbi e resistenze interiori ( non deve essere stato facile per lui cambiare vita e indirettamente cambiare la vita di chi gli stava accanto ) e si è abbandonato. Ha fatto quel salto che è un momento fondamentale nella vocazione . Si , c’è un momento in cui si prende la decisione di seguire il Signore non perchè tutto è chiaro  o che tutto abbia un filo logico, ma ci si decide per il Signore perchè si sente qualcosa dentro che diventa forza e coraggio per poter dire “ ecco, io vengo a fare la tua volontà”. Quel senso di mistero accompagna  e accompagnerà sempre noi chiamati. E’ un mistero che non disturba , ma che anzi , ci fa sentire Suoi anche quando le realtà della vita vorrebbero trascinarci indietro  o rilegarci a quel passato che non c’è piu , visto che ogni volta che il Signore chiama e pronto a creare cose nuove nella nostra vita.

    Nella mia vita missionaria, tante volte ho sentito di dire ,con i fatti, al Signore “ ma sulla tua Parola , getterò le reti”. Ci sono state situazioni concrete in cui umanamente  uno si sente piccolo e incapace di fare delle scelte, ma poi si sente dentro al cuore una forza  e una Parola che ti dice “ vai avanti, non avere paura. Sono io che ti ho chiamato e sono io che sono pronto a proteggerti in ogni momento “.  E allora si va . Ci si decide perchè la Parola che si sente dentro è incontenibile.

    Quindi rispondere alla vocazione , qualunque essa sia, è certamente fare quel famoso “salto nel buio” che diventa l’elemento centrale ed  insostituibile nella scelta vocazionale.  La risposta alla vocazione non si costruisce a colpi di ragionamenti piu o meno validi, ma  di atti di fede. Quanto piu rimettiamo nelle mani di Dio la nostra vita con la stessa fiducia di un bambino, tanto piu sperimenteremo la gioia di ESSERE SUOI.

Gli accompagnatori spirituali che spesso ci aiutano nel discernimento possono aiutarci ad arrivare al punto di fare il salto, ma alla fine il salto lo dobbiamo fare noi . Nessuno può farlo a posto nostro. Dopotutto è la nostra vita.

Concludo nel dire che quando il Signore ci chiama, e siamo vicini al salto da fare, cerchiamo di far rieccheggiare  nel nostro cuore le parole di Pietro di oggi “ ma  sulla tua Parola getterò le reti”. Come a dire , nonostante tutti i ragionamenti e incontri di direzione spirituale fatti in vista di  un discernimento vocazionale, io mi affido , mi butto nelle tue braccia. Ecco il senso e significato del “ma “ di Pieto.

Amico/a mia , non abbiamo paura di rispondere con fede e fiducia a quel Dio che ancora oggi chiama tanti di noi a essere suoi collaboratori . Direbbe S. Agostino che è nella sua volontà che noi troviamo e sperimentiamo la gioia.

buona giornata  a voi

padre Antonio