Commento al Vangelo, Giovedi' 19 Settembre 2013

20.10.2015 11:54

Lc 7,36-50
Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

+  Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

    Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

    E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Parola del Signore

 

               “ La tua fede ti ha salvata, va’ in pace “ sono le parole che Gesù rivolge alla donna che aveva mostrato a lui, il Signore, tante piccole delicatezze, sgorgate da un’amore semplice e allo stesso tempo  profondo . Queste parole ci  rivelano una cosa molto importante, e cioè che i miracoli sono il frutto della fede . Gesù non dice alla donna : “ va’ perche io ti ho perdonato, “ oppure “ Va’ perchè Dio ti ha perdonata “, ma invece dice :” Va’ , la tua fede ti ha salvata “. Si, è la fede che salva. E’ la fede nel Signore che ci ama e ci perdona tutto, che fa scaturire il miracolo. Il miracolo di una nuova dignità umana ritrovata e ristorata. Questo è un punto importante per noi tutti. A volte pensiamo che la nostra fede non basta, che non è sufficiente, ma in realtà è proprio la nostra fede direi “cieca” che permette il miracolo.  A volte , noi manchiamo di fuducia nel Signore. Non crediamo che Dio possa ascoltare proprio noi. Ma realmente Dio ha bisogno della nostra totale fiducia in Lui,  affinchè operi il miracolo e ridoni a noi quella freschezza spirituale degna di Lui e del nostro essere suoi figli. La fede è un dono che continuamente dobbiamo chiedere. Non ci sono particolari dubbi o  ostacoli che possono impedirci di abbandonarci a Lui, ma , al contrario, tutto è possibile per chi si abbandona.

    E’ anche vero che oggi tanti di noi vivono nella paura. Paura dell’altro. Paura che l’altro possa derubarci o portarci via anche quel poco di coscienza che ci è rimasta. La paura che ci paralizza e che ci fa perdere la fiducia negli  altri, in Dio , ma soprattutto la fiducia in noi stessi . La società di oggi  giudica in base all’efficienza. Se non sei o non sono efficiente in un certo modo, allora non c’è nulla da fare, sei finito, non vali nulla.  Questa mentalità , alla quali ci prostriamo mentalmente , come se avessimo dei doveri verso di essa,  mina nel profondo la nostra fede. Ci sentiamo insicuri. Persi e distratti e soprattutto molto superficiali nel nostro modo di vivere la vita. Spesso , viviamo la vita  non come dono  o come conquista, ma da sconfitti in partenza, si vive tanto  per non cadere del tutto nel baratro dell’angoscia e dell’annullamento di noi stessi. La donna del vangelo non ha badato a nulla. Ha sentito di fare qualcosa per il Maestro, per il Signore, senza badare troppo a cosa gli altri potessero dire. Ormai ha tentato il tutto per tutto: ha giocato la sua ultima e più importante carta e cioè l’amore. Si , ha provato cosa vuol dire amare e fidarsi dell’amato, nel nostro caso Gesù. La donna si è lasciata prendere dall’amore che non conosce calcolo o paure, ma solo affidamento completo al suo Amato.

    Secondo il Fariseo, Gesù non era un profeta, perchè se fosse stato un profeta avrebbe saputo o intuito il tipo di donna che gli stava davanti. Eppure , Gesù ha mostrato di essere un profeta , perchè ha saputo cogliere il mistero di quel momento per capire  dove risiedeva l’amore . Gesù non ha visto l’amore in quell’invito del Fariseo, ma nei gesti accoglienti e semplici  della donna. Ecco il  profeta:  è proprio un uomo mandato da Dio che ci aiuta a scorgere la presenza di Dio nella nostra vita  .

Chiediamoci: quante volte noi con i nostri pregiudizi abbiamo ucciso l’amore? Ci siamo lasciati andare a giudizi poco edificanti e carenti di amore vero per l’altro? Quante volte, pur sentendo il desiderio di andare oltre i nostri pensieri e sentimenti, ci siamo lasciati ingabbiare da cose come l’apparenza, o aspettative di altre persone su di noi , o dal cercare a tutti i costi di non fare brutta figura, e conseguentemente, non abbiamo fatto respirare e fare posto all’amore? Quanti, con i nostri atteggiamenti apparentementi cristiani, poveri di amore vero, abbiamo relegato persone nella loro sofferenza e solitudine a causa di mentalità e modi di pensare mondani ma  tanto infettati  da  egoismo e individualismo? Di certo abbiamo condannato persone innocenti, che dal canto loro hanno avuto un solo punto debole, e cioè quello di non sapersi difendere. Spesso, il perbenismo religioso da cui siamo molto affetti, ci ha fatto chiudere gli occhi sulle persone  e sui loro veri bisogni .

    Eppure se vogliamo crescere nella maniera giusta non possiamo non amare. Amare,  vuol dire accoglienza vera nel nostro cuore del nostro fratello o sorella che mendica spesso il nostro amore e la nostra comprensione e soprattutto la nostra compassione ( compassione nel senso etimoligico della parola e cioè “patire o soffrire con”).  Un giorno un grande amatore dei poveri chiamato Raul Follerau scrisse “ o gli uomini impareranno ad amarsi , oppure scompariranno “. Poveri noi , che a volte con tanto sfarzo di parole,  crediamo ancora che l’unico amore possibile è ancora quello per noi stessi. Spesso ci illudiamo che possiamo essere felici da soli, quando poi la vita stessa ci dice che non è vero.  Quello che posso dire a riguardo è che noi con la nostra volontà, la nostra fede  nel buon Dio e con l’aiuto della sua GRAZIA, possiamo fare la differenza nella nostra vita.

Proviamoci.

Buona giornata di cuore

Padre Antonio