Commento al vangelo, Giovedì 17 Ottobre 2013

23.10.2015 22:39

Lc 11,47-54

Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.

+  Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.  Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.  Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore

 

Cari amici,

stiamo ancora assistendo allo sfogo di Gesù contro i Farisei e i dottori della legge.  E’ come se Gesù stesse con determinazione entrando nel vivo del problema dei Farisei e dei dottori della legge.  Gesù va in fondo alle cose . Non le lascia a metà. Ecco che allora , senza mezzi termini, mette in chiaro alcune cose importanti.

La prima è che con un nostro atteggiamento possiamo diventare collaboratori del male. I farisei e i dottori della legge facevano tanto male a se stessi e agli altri.  Come  dono, era stato loro affidato la capacità di conoscere , ma poi non hanno saputo valorizzare il tutto .Anzi non ne hanno approfittato per loro e neanche dato ad altri la possibilità .

E questo è veramente grave. Ecco perchè Gesù possiamo dire ,quasi impietosamente,  si scaglia contro di loro. Uno può decidere se lasciarsi raggiungere dalla salvezza che il Signore porta, ma non decidere della salvezza altrui, chiudendo il flusso della Grazia di Dio sugli altri.

Noi possiamo decidere quello che vogliamo, ma di certo non di decidere sul destino altrui. I Farisei praticamente lo facevano. Loro , i farisei e i dottori della legge,  sentivano  e agivano come se avessero  in mano le redini delle vite altrui. Non venivano per nulla turbati dal pensiero che stavano facendo un grande male, e cioè quello di defraudare la libertà altrui.

Questo è un atteggiamento che fa andare su tutte le furie il Signore. E’ come se Lui stesso fosse depauperato di qualcosa che appartiene solo ed unicamente a lui.  Praticamente noi siamo di Dio e nessuno può interrompere quel flusso vitale che intercorre tra noi e Dio.

Nessuno ha  o si può arrogare il potere di toglierci qualcosa che ci è stato dato in dono ed appartiene a noi.

Penso che in questo contesto possiamo leggere le parole di  Gesù quando dice: “Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito “.

E’ questa una espressione di Gesù che dobbiamo prendere sul serio e meditare e vedere attentamente, se a volte, anche noi , siamo stati la pietra di inciampo e di blocco per altre persone. Dobbiamo chiederci se per paura o per invidia o gelosia, abbiamo bloccato altri a sperimentare la vita nuova in Gesù. Invece di  essere quel vetro trasparente , siamo diventati a volte dei vestri opachi , che non danno la possibilità di guardare e vedere ci sta dall’altra parte.

Essere missionari signifca  essere trasparenti, segni concreti di comunione, e avere la capacità di condividere , senza alcuna paura la storia bella che Dio sta facendo con ognuno di noi. Essere missionari significa essere ben lontani dal modo di fare dei farisei.

Bene, oggi vi lascio qui.

Buon tutto a voi

Vostro

P. Antonio Guarino