Commento al Vangelo, Giovedi 10 Ottobre 2013

23.10.2015 22:18

Sorridente ragazza bussa alla porta chiusa della chiesa Archivio Fotografico - 15038242

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:

«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore

Cari amici, ritorno al commento giornaliero della Parola di Dio. Ogni tanto ho degli impegni che non mi permettono di poterlo fare.

Il vangelo di oggi sembra darci una speranza. Un respiro di sollievo, soprattutto a noi che di richieste ne abbiamo da fare a bizzeffe. E certamente tantissime volte ci capita di chiedere. Non sempre , ma qualche volta chiediamo anche per gli altri, per le persone che ci stanno a cuore e per quanti sappiamo avrebbero bisogno urgente di  essere esaudite.  A volte sentiamo il bisogno di stare molto tempo davanti al Signore .Passiamo ore a chiedere e a bussare , ma poi scopriamo che niente di quello che abbiamo chiesto viene esaudito. Allora lo scoraggiamento entra nel nostro cuore. Crediamo e pensiamo che Dio non ci  ascolta.  Ci sentiamo stanchi e inappagati e presi anche da tanti svariati sentimenti che alimentano sfiducia e delusione  e soprattutto una visione negativa della vita.

Allora come dobbiamo interpretare le parole di Gesù?  Il fatto è che bussiamo e non ci viene aperto, cerchiamo e non troviamo, chiediamo e non otteniamo. Sbagliamo forse a chiedere? Bussiamo male, forse bussiamo  a tempo inopportuno?

Cari amici, io credo che Dio ci apre sempre, è sempre disponibile ad accogliere le nostre richieste ma a una condizione, e cioè che quello che chiediamo sia in sintonia con la sua volontà o con quello che più sta a cuore a Lui, che spesso non coincide con quello che sta a cuore a noi .

Quello che il Signore vuole è la salvezza della nostra anima. Vuole che noi chiediamo tutto quello che ci aiuta a crescere nella fede, nel nostro rapporto con Lui, per poi poterlo scegliere  ogni giorno della nostra vita come la nostra guida, il nostro maestro e pastore.

Ecco quello che sta a cuore a Dio . A volte le nostre richieste si fermano ai nostri impulsi e desideri egoistici. Dio questo non lo vuole. Non vuole che ci ammaliamo a tal punto di egoismo che poi corriamo il rischio di morire dello stesso egoismo. Dio ci vuole capaci di andare oltre noi stessi. Lui non esaudirà mai nessuna nostra richiesta che punta a un miglioramento corporale e materiale di noi stessi, se questo a sua volta, non è in vista d una crescita totalitaria di noi stessi.

Io mi sento di condividere  questo con voi, proprio perché ho potuto sperimentarlo tantissime volte nella mia vita. Quando chiedo qualcosa di immediato e profondamente egoistico Dio non mi da retta. Giustamente fa le  orecchie da mercante .

 Ma, a volte,  se chiediamo  di soffrire con Lui perché la sua volontà sia fatta in noi e nelle persone che ci stanno accanto, allora Dio non perderà tempo ad esaudirci. E’ chiaro che spesso ci viene chiesto di  metterci o rimetterci del nostro. Ci viene chiesto di sacrificare ( il verbo sacrificare viene dal latino e significa : rendere sacro quello che faccio: sacer  che sta per sacro e  facere  che sta per fare   ) quello che per noi sembra il meglio di noi stessi, i nostri sogni egoistici, o anche i nostri amori o affezioni giornaliere, per un amore più grande e liberante. Insomma, Dio accoglie la preghiera di chi sa che può realizzarsi solo quando cercherà la realizzazione di Dio in lui e vivere  tutto questo come  fonte di gioia grande e perenne.

Cari amici quello che mi sento di dire è “provateci”. Prova a chiedere a Dio un dono grande che riguarda la tua vita spirituale, dicendo chiaramente che sei disposto/a a rinunciare a qualcosa di molto profondo e importante della tua vita, e che sei anche disposto/a a sacrificare i tuoi sogni per Lui, e allora vedrai che Gesù non tarderà ad esaudire le tue richieste.

Si, perché il bene che tu cerchi nel chiedere e che ti supera e ti mette in gioco, è lo stesso bene che Dio vuole per te e per il quale bene ha dato la vita di suo Figlio. La posta in palio è grande. Dio ha messo in gioco il suo Figlio, e chiede che anche tu possa mettere in gioco te stesso, le tue certezze più o meno vere,  e lasciarti guidare da Lui, ma soprattutto saperti fidare di Lui.

Buona giornata

Padre Antonio