Commento al Vangelo Domenica, 5 Gennaio 2014

25.10.2015 21:21
 

Gv 1,1-18

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore

 

Cari amici,

la profondità del vangelo odierno è senza limiti. I padri della chiesa hanno speso tantissimo tempo cercare di cogliere il senso profondo del suo messaggio e soprattutto ne cercare di attualizzarlo per noi. In questa ricerca spesso si sono resi conto che c’era poco da attualizzare, perché il testo in se stesso è attuale. E’ una Parola chiara per tutti gli uomini di tutti i tempi. Soprattutto per quei cuori liberi da se stessi e dal proprio orgoglio.

E’ un testo ,quello di oggi, fondamentale per noi cristiani. L’evangelista Giovanni ci porta al cuore del messaggio cristiano. In tutto il testo c’è una convinzione profonda e cioè la presenza di Dio nel mondo. Una presenza che è l’unica certezza nostra come cristiani.

“Il Verbo si è fatto carne, e venne ad abitare in mezzo a noi “.

Questa è la certezza. Non ne abbiamo altre. Questa è la certezza sulla quale ogni giorno costruiamo la nostra vita e il nostro futuro.

Se ci mettiamo con tutto noi stessi a meditare questa Parola vivificante, allora sperimenteremo che non abbiamo bisogno di altro. Questa Parola ci soddisfa. Ci sazia. Sazia il nostro spirito che continuamente anela all’infinito, a qualcosa che non potrà mai essere rinchiuso in parametri e ragionamenti umani, tenderà sempre a vivere di ciò che non è umano, ma divino.

Nel baratro più profondo , risuonerà sempre con chiarezza la Parola e la sua forza. E’ la Parola è Gesù stesso che non può permettere che ci perdiamo in ragionamenti più o meno giusti. Lui , la Parola ci chiama sempre a superarci, ad andare oltre, a rimodellarci sempre su di LUI, il Signore datore e distributore della Vita.

E’ la Parola abitata in noi per sempre che vuole avere l’ultima parola nella nostra vita . Noi siamo chiamati a questo : cioè ad assicurarci che dopo ogni azione o parola, sia la Parola di Dio , l’ultima e quella definitiva.

Si, lui il Verbo venne ad abitare in mezzo a noi per sempre. E’ una parola molto impegnativa proprio perché ci invita prima di tutto a cambiare noi stessi o il nostro stesso stile di vita, non in forza di una scoperta che noi abbiamo potuto fare ( probabilmente ci sarebbe del fortuito in tutto questo), ma in forza della Parola Eterna.

Ecco il nostro mandato come missionari del suo Vangelo: testimoni della Parola, unica ,inequivocabile e irrepetibile, necessaria alla nostra vita. Testimoni di un Dio che , essendo penetrato nelle fenditure della nostra fragilità umana, ha voluto assieme a noi condividere tutto se stesso con noi per Amore.

Buon tutto carissimi amici

Vostro

P. Antonio