Commento al Vangelo Domenica 29 Dicembre 2013

25.10.2015 21:05

Festa della Sacra Famiglia di Nazareth

 

Mt 2,13-15.19-23

Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

 

Parola del Signore

 

Carissimi amici,

Oggi è la festa della Santa Famiglia Di Nazaret. La chiesa ce la propone come modello da imitare. Anche oggi siamo chiamati a guardare alla famiglia di Nazaret come esempio vivo da emulare nella nostra vita.

Ma che famiglia è quella di Nazaret che siamo chiamati a guardare e contemplare con gli occhi della fede?

1. Una famiglia che impara giorno dopo giorno a fare la volontà di Dio. Una famiglia che ha fatto fin dall’inizio della sua esistenza un atto di fede nel Dio della vita. Una famiglia alla quale non è lasciata nessuna possibilità se non la fede.

2. Nel vangelo di oggi, Giuseppe sembra essere davvero il capo famiglia. Tante volte è stato disturbato nel sonno per ascoltare una voce che gli diceva , quasi dettava, cosa fare. Lui anche questa volta non esita. Sa che dovrà dare spiegazioni ai suoi familiari, ai suoi clienti, alla sua gente. Spiegazioni di cose che lui stesso non ne comprende il senso. Ma nel mezzo della notte, decide di partire. L’alba lo vedrà già lontano dal suo villaggio, dai suoi familiari, da sentimenti belli e familiari. Un senso di chiusura al cuore e alla gola vorrebbero trattenerlo. La sua mente tende a rifiutare quell’invito sempre strano e sempre capace di disturbarlo nel profondo del suo essere. Eppure Giuseppe si alza, prende con se il bambino e sua madre Maria e parte.

3. Giuseppe con la sua famiglia è chiamato ad andare lontano , in Egitto a cercare rifugio, a cercare un breve posto o luogo di tranquillità. L’Egitto, posto conosciuto dal popolo di Israele. Il luogo dove Dio, l’Adonai , ha fatto meraviglie e portenti. L’Egitto dove ha tratto il suo popolo dalla schiavitù, verso una liberazione insperata e sperimentata come dono gratuito di Dio.

4. La famiglia di Nazaret che siamo chiamati a contemplare si nutre di silenzi che scavano gole profonde nell’intimo di Giuseppe e Maria, per essere a loro volta riempite dalla volontà di Dio. E’ nel silenzio della contemplazione del mistero che la famiglia di Nazaret cresce nell’obbedienza a un Dio in un qualche modo sconosciuto. E’ una scuola dura quella della famiglia di Nazaret. La loro obbedienza a Dio e al suo progetto li ha spesso portati a sperimentare la solitudine, l’incomprensione, ad essere esclusi da una società nella quale loro erano cresciuti, e partire sempre verso un ignoto, conosciuto solo dal protagonista della storia che è Dio.

5. Noi siamo chiamati a guardare a una famiglia umanamente “strana” che certamente non ispira tanto affidamento. Eppure, loro sono stati chiamati ancora una volta a lasciare le loro poche e piccole certezze, per affidarsi al Dio delle certezze. Nel buio esistenziale, che certamente ha fatto fremere i cuori di Giuseppe, Maria e Gesù, loro hanno fatto ancora una volta un “salto di fede” . Sono partiti senza indugio. Sono ripartiti,visto che non era la prima volta per loro. Loro gente del cammino. Mendicanti della grazia di Dio.

6. La famiglia di Nazaret non ha mai scommesso su se stessa, sulle proprie capacità, ma solo su Dio. Avevano solo Dio . Niente altro.

 

Cari amici,

questa è la famiglia che siamo chiamati a guardare e a contemplare lungo il cammino della nostra vita. Una famiglia che si è fidata di Dio. Questa stessa famiglia, ci apre una strada, diventa luce e forza interiore nel vivere la nostra fede. Oggi più che mai abbiamo bisogno di essere capaci di fidarci, di rimetterci nelle mani giuste, e vivere la Speranza che è Gesù, incarnato nella nostra storia concreta.

Carissimi amici, un aspetto importantissimo della missione è la capacità di fidarci di Dio e dei nostri fratelli e sorelle che rimangono sempre l’immagine più bella che Gesù stesso ci potesse lasciare di lui. Fidarsi di Dio e dei fratelli sono la stessa cosa. Viaggiano insieme. Non è possibile fidarsi di Dio o dire di fidarsi di Dio se poi facciamo difficoltà a fidarci delle persone che il Signore ci mette accanto. Se pur , nella nostra testardaggine, volessimo tentare questa strada, subito scopriremmo che siamo alle prese con un paradosso che ci procura solo tensione, paura e sofferenza, per non dire frustrazione. Fidarsi di Dio, fidarsi delle persone, fidarsi della provvidenza e vivere di essa , è la nostra unica scelta che ci rimane da fare . Il resto sarà ancora una volta sperimentato da noi come dono gratuito di Dio.

Buon tutto a voi

Vostro

P. Antonio