Commento al vangelo, Domenica 22 Settembre 2013

20.10.2015 12:03

 Lc 16,1-13
 Non potete servire Dio e la ricchezza.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:

«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.  L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.  Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.  Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Parola del Signore.

 

Carissimi amici, penso che convenite con me che questa Parola di oggi è abbastanza difficile nella sua comprensione. Penso che anche per tanti sacerdoti non è facile spiegarla. Sembra che ci siano delle contraddizioni all’interno di questa parabola. C’è un padrone che praticamente liquida l’amministratore “disonesto” e poi lo loda. E Gesù aggiunge: “fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne “. E’ chiara la domanda che ci poniamo subito: Ma cosa intende Gesù con la “disonesta ricchezza? “.

Allora, per comprendere questa parabola, è importante conoscere il contesto sociale e legislativo del tempo di Gesù. Apparentemente l’amministratore fa un pò il gradasso con la ricchezza del Padrone. Medita sulla sua possibile vita futura e si rende conto che va incontro ad un “fiasco”. Allora per evitare il tutto si inventa qualcosa di particolare. Chiama i debitori e gli condona qualcosa dell’intera somma che devono al loro padrone. Uno potrebbe chiedersi: ma con quale autorità l’amministratore fa questo?

In realtà, l’amministratore non ruba nulla al suo padrone. A quel tempo vigeva una legge che diceva che l’amministratore aveva diritto ad una certa percentuale del debito globale  che un debitore aveva con il suo padrone. Quindi l’amministratore ,a secondo del prodotto, aveva diritto al 20 o anche 30 0 40 % della somma finale. Quindi , quello che l’amministratore fa , è rinunciare a quello che gli era dovuto a lui. Al padrone arrivano  i soldi o i prodotti che gli spettavano. Quindi , ecco qui il motivo per cui il padrone loda l’amministratore.  Lui come padrone non ha perso proprio nulla. Ha guadagnato quello che doveva guadagnare, ma chi ci ha perso realmente è l’aministratore.  Ha dato il suo. Ha condonato quello che spettava a lui come amministratore.