Commento al vangelo di Mercoledì, 16 Ottobre 2013

23.10.2015 22:37

Lc 11,42-46

Guai a voi, farisei; guai a voi dottori della legge.

 

+  Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

Parola del Signore

Cari amici,

il “guai” di Gesù rivolto ai farisei e ai dottori della legge, almeno a me, fa venire la pelle d’oca. Cosa deve avere portato Gesù ad assumere tale atteggiamento, non lo so. Ma quello che so, è che non  sempre leggendo le pagine del vangelo incorriamo in frasi e parole del genere. Quanto detto da Gesù sono frasi forti che toccano la persona nella sua totalità. I farisei e i dottori della legge che avevano imparato bene come reagire o meno davanti alle provocazioni, anche loro questa volta non riescono a fare silenzio. Reagiscono anche loro in maniera forte. Uno di loro disse : «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi».

Realmente Gesù era stato mlto diretto  e forte nel suo parlare. . Non poteva essere piu chiaro di come lo era stato. Parole semplici e dirette all’essenziale.

Certamente traspare un Gesù arrabbiato, come quasi non ce la facesse piu a stare in silenzio davanti a dei soprusi evidenti, davanti a falsi pastori che usano Dio e le sue opere solo per loro stessi. Quello che siamo chiamati a fare non lo facciamo .

Lui Gesù sapeva  e conosceva bene il loro cuore. Gesù, non riesce piu a contenersi perchè vede che sia i farisei come anche i dottori della legge non erano giusti verso Dio e quindi anche verso il popolo.  Si, loro non erano giusti verso Dio perchè , pur sapendo molto bene quello che Dio voleva , loro con una loro decisione, che era quasi diventata normale nella loro vita, fatto esattamente il contrario , facendo abuso del loro ruolo Tutto questo fece molto male al cuore di Gesù. La sofferenza che Gesù vedeva attorno a lui e la grande ingiustizia che assumeva sempre più caratteristiche molto grandi, fuori da ogni proporzione, resero il cuore di Gesù molto addolorato. Quasi impotente davanti a tanta trascuratezza e  a tanta povertà.  Coloro che erano stati preposti ad essere i garanti dell’azione di Dio , sono i primi a trasgredire tutto quello che il Signore aveva comandato.  Ecco che quindi , anche se il guai può fare male, ma è necessario a volte pronunciarlo. E’ necessario denunciare le ingiustizie che vediamo ogni giorno concretizzarsi nei cuori delle persone , spesso poveri e indifesi.

Chiediamoci : e noi cristiani cosa c’entriamo in tutto questo?

Si anche noi abbiamo le nostre responsabilità. Anche noi tante volte  in nome di Dio e di un nostro modo di intendere la relgione e la fede, abbiamo creato delle ingiustizie enormi che hanno condannato i poveri ad essere piu poveri e indifesi. Anche noi, quando viviamo una certa vita un po distante dai poveri. e viviamo di quello che dovrebbe essere andato ai poveri, allora anche noi siamo ingiusti e ci comportiamo ingiustamente. A volte, per scrollarci da dosso certe situazion non buone, rileghiamo il comandamento dell’amore ai cosiddetti  “ addetti ai lavori”, e quindi ce ne laviamo le mani.

Dobbiamo seriamente prendere in considerazione la nostra vita e vedere se il nostro essere , il nostro modo di vita, le e nostre scelte,  siano  sempre ispirate e portate avanti con giustizia e sempre motivate solo ed unicamente dall’amore di Dio.

Essere missionari significa soprattutto cercare , sia personalmente  come  anche comunità, la giustizia  di Dio e il suo Regno, sapendo dentro al nostro cuore che a suo tempo riceveremo la giusta ricompensa. Il mondo ha ancora fame e sete di giustizia , e quando tardiamo a parlare, e soprattutto a non avere un’atteggiamento coerente, allora diamo man forte all’ingiustizia e diventiamo suoi collaboratori.

Sono tante le cose  che Dio stesso  ha voluto lasciare  nelle nostre mani. Lui si da fiducia. Non si tira indietro.

La domanda rimane ancora: quello che vivo, sento, faccio  è in accordo con la giustizia e l’amore di Dio? Altrimenti quello che viviamo e facciamo , sono tutte parole e rimangono tali.

Buona notte di cuore

Padre Antonio