Commento al Vangelo dell'11 Agosto 2013

28.03.2014 20:21

VANGELO (Lc 12,32-48)

Anche voi tenetevi pronti.

 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore.

 

Cari amici,

mi piace tantissimo partire con il dire che la missione è vivere con un cuore pronto e vigile. La missione nasce e cresce in un cuore pronto, pronto per essere motivo di gioia per il padrone che viene. La nostra gioia consiste e consisterà che noi , nonostante i nostri limiti quotidiani, siamo il motivo di gioia per il nostro padrone. Una volta leggevo e meditavo questa frase “ sii felice della felicità dell’altro “. E se poi questo Altro è Dio, allora la nostra gioia sarà incontenibile. Una gioia che irrompe e inonda anche le piccole vie di deserto che si sono venute a creare nella nostra vita a causa di una poca vigilanza e monitoraggio del nostro cuore.

Se con i nostri piccoli sforzi, frutto di tante piccole scelte quotidiane, non riusciamo a vigilare sul nostro cuore, sul suo orientamento, su cio che lo anima e lo alimenta, noi non possiamo vivere la missione. Noi non possiamo vivere la missionarietà. Non possiamo uscire da noi stessi per andare decisamente verso gli altri con cuore puro, sincero e non appesantito dalle preoccupazioni del giorno.

E’ proprio vero quanto ci dice il Signore oggi: “ dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. “ .

Un cuore gretto, chiuso in se stesso, appesantito dalle ansie e preoccupazioni giornaliere, non è certamente il frutto di un processo costante di vigilanza da parte nostra.

C’è bisogno che usciamo con decisioni forti e durature da un cuore anestetizzato perchè troppo sofferente , per liberarlo per una meta piu grande, piu degna , piu consona alla sua natura di cuore che è fatto per Amare il Creatore e in Lui e solo in Lui tutte le creature.

Cade a pennello la parola di S. Agostino “ Oh tu hai fatto il nostro cuore per Te e non troverà pace fino a quando non riposerà in Te “. E’ questo il fino ultimo di ogni azione e attività missionaria: che sia il nostro cuore come quello di ogni uomo o donna riposino in Dio. Anche oggi sia tu che io abbiamo la possibilità di far si che anche solo per attimo i nostri piccoli ma bei cuori trovino la loro pace in Dio.

Dove è il tuo tesoro? Chi è il tuo tesoro? Nell’arco dell’intera giornata dove ama riposare il tuo cuore? Vivi quanto c’è nel tuo cuore come dono e come rendimento di grazie a Dio per quanto ti concede ogni giorno nella sua bontà senza che tu glielo chieda?