Commento al Vangelo del 7 Agosto 2014 - Mt 16,13-23

07.08.2014 07:55

Mt 16,13-23
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». 
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. 
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».


Parola del Signore

 

Sono in tanti ad accorgersi che Gesù di Nàzaret non è un maestro qualunque, uno dei tanti che si succedono e svaniscono tra il popolo d'Israele. "Egli parla con autorità e non come i loro scribi", dice la gente. Molti sono testimoni di segni e miracoli davvero straordinari. I primi testimoni sono proprio gli stessi discepoli ed apostoli. A loro è rivolta la domanda: «Voi chi dite che io sia?». Prende la parola Simòn Pietro e scandisce la sua confessione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù afferma solennemente il primato di Pietro: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Fin qui tutto suscita la nostra ammirazione. Quello che segue è sconcertante: Gesù fa il primo annuncio della sua passione. Quelle parole sùscitano scompiglio e incomprensione tra i suoi. Pietro si sente investito di un impellente dovere di intervenire a difesa del suo Maestro che gli ha appena da poco affidato un grande primato ed un impegno. Lo fa in modo maldestro: Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!. Vuol dire che possiamo anche essere posti in autorità e privilegiati dal Signore, ma se non entriamo con umiltà e fiducia nell'ambito della volontà divina rischiamo di pronunciare bestemmie e pensare, come Pietro, secondo gli uomini.

Commento dei Monaci Benedettini Silvestrini