Commento al Vangelo del 6 Aprile 2015 - Lunedì fra l'Ottava di Pasqua

06.04.2015 11:07

Mt 28,8-15
Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.


Parola del Signore

 

La differenza tra il vero credente in Dio e colui che non crede è una sola: il credente in Dio mai si vende la verità, né quella storica e né quella di fede, né la sua né quella degli altri. Non solo non vende, ma neanche compra la verità pagando il silenzio degli altri. Comprare e vendere la verità è di quanti adorano un falso Dio. Gli adoratori del vero Dio si lasciano decapitare, lapidare, crocifiggere, appendere al palo, mai però compiono un'azione così diabolica. Mai si lasceranno trasformare in voce del diavolo, in profeti di falsità e di menzogna, per un vile guadagno.
Per San Paolo il guadagno disonesto, vile, non si addice al discepolo di Gesù. Neanche quelli che insegnano falsità per un disonesto guadagno possono dirsi discepoli di Gesù. San Pietro esorta i presbiteri della Chiesa a pascere il gregge per purissimo amore. Giuda condanna Balaam perché si è venduta la sua profezia.
Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, deve essere irreprensibile: non arrogante, non collerico, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagni disonesti, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, fedele alla Parola, degna di fede, che gli è stata insegnata, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare i suoi oppositori. Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori. A questi tali bisogna chiudere la bocca, perché sconvolgono intere famiglie, insegnando, a scopo di guadagno disonesto, quello che non si deve insegnare (Tt 1,7-11).
Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce (1Pt 5,1-4).
Costoro invece, mentre insultano tutto ciò che ignorano, si corrompono poi in quelle cose che, come animali irragionevoli, conoscono per mezzo dei sensi. Guai a loro! Perché si sono messi sulla strada di Caino e, per guadagno, si sono lasciati andare alle seduzioni di Balaam e si sono perduti nella ribellione di Core. Essi sono la vergogna dei vostri banchetti, perché mangiano con voi senza ritegno, pensando solo a nutrire se stessi. Sono nuvole senza pioggia, portate via dai venti, o alberi di fine stagione senza frutto, morti due volte, sradicati; sono onde selvagge del mare, che schiumano la loro sporcizia; sono astri erranti, ai quali è riservata l'oscurità delle tenebre eterne (Gd 10-13). 

Oggi tutto si vende: l'onore, il corpo, l'anima, gli amici, i nemici, la verità, la falsità, la giustizia, l'ingiustizia, il diritto, la morale, la scienza, la dottrina, la teologia, la fede, gli stessi uomini. È su un commercio immondo che oggi il mondo costruisce la sua barbarie che viene chiamata civiltà. È questo il segno che si è ancora poco cristiani.
Vendere la verità per denaro è segno dell'oscuramento della coscienza morale. Chi spezzerà questo commercio di morte? Non ci sarà vera umanità, vera civiltà fino a quando questo commercio di morte non sarà spezzato. È di Dio chi spezza questo commercio non solo materiale, ma anche spirituale. Se non lo fa, è un idolatra.

Commento del Movimento Apostolico