Commento al Vangelo del 6 Agosto 2014 - Mt 17,1-9

06.08.2014 07:59

Mt 17,1-9
Il suo volto brillò come il sole

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».


Parola del Signore

 

Gesù non è solo Colui che è venuto per dare alla verità e di conseguenza alla fede il sommo splendore, la somma perfezione, la luce più piena senza alcuna ombra, neanche quanto quella di un granello di senape. È anche colui che sempre in ogni momento è creatore e sostegno, fonte e aiuto, sorgente e soccorso della fede. Non basta dare la più pura verità della fede perché l'altro all'istante si apra ad essa. Perché la fede attecchisca in un cuore occorrono lunghi e ininterrotti sforzi di sapienza, saggezza, intelligenza nello Spirito Santo. Sono necessari altresì preghiera, parola sempre vigile e attenta, esemplarità perfetta, infinita pazienza, amore illimitato, impegno sempre nuovo, in modo che nulla venga tralasciato di tutto ciò che è utile, vitale perché la vera fede nasca, si irrobustisca, produca frutti di altra fede per i fratelli.
La prima regola perché la fede venga data e aiutata nel suo divenire storico è una fede forte, una verità indistruttibile, un convincimento frutto in noi di profonda sapienza, saggezza, che la verità della nostra vita è la sola verità che dovrà essere data al fratello perché sia in lui trasformata in fede. È il cristiano il soggetto che dona la fede ma anche l'oggetto della fede. È la sua nuova verità, nella quale è stato inserito dall'amore del Padre, dalla grazia di Cristo Gesù, dalla comunione dello Spirito Santo. Se il cristiano, come Cristo Gesù, non è insieme soggetto donante e oggetto donato della verità della fede, mai da lui potrà trasmettersi fede vera. Potrà anche trasmettere delle verità altissime su Dio e sul mistero celeste, mai però potrà nascere la vera fede in un cuore, mai la fede nascente o già nata potrà essere aiutata nel suo divenire storico. È il cristiano il vero seme della fede per ogni suo fratello.
Questa verità va gridata ai quattro venti ogni giorno con voce sempre più forte, specie ai nostri giorni nei quali da tutti viene invocata l'esigenza di una nuova evangelizzazione. Non si può evangelizzare senza il soggetto evangelizzante e questo soggetto è il cristiano divenuto verità piena in Gesù Signore che si dona come verità di fede al mondo nel quale lui è chiamato a vivere. Se il cristiano non imita Cristo Signore, che è insieme parola della fede e verità piena di essa, mai potrà divenire strumento di vera fede per i suoi fratelli. Lui non è nella sua natura verità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Non essendo verità, mai potrà aiutare la verità sulla quale poggia ogni fede. La fede senza verità è purissima illusione, inganno della mente e del cuore.
Oggi Gesù mostra ai discepoli la sua verità. Lui è di origine divina. È persona celeste. Ciò che i discepoli vedono è un corpo nel quale vive tutta la potenza, l'onnipotenza di luce di verità, carità, giustizia, misericordia del Padre. Mosè ed Elia sono accanto a Gesù per attestare che tutto l'Antico Testamento è con Gesù. La verità antica è con Gesù e per Lui. Anche il Padre dei Cieli interviene e dall'alto grida che Gesù è il Figlio suo, il suo amato. In Lui ha posto il suo compiacimento. Lui cioè è il suo Messia e loro i discepoli devono ascoltare la sua voce, convincendosi che quanto Gesù dice è purissima verità. Il cristiano che va nel mondo a creare la fede nei cuori, deve essere attestato da Dio nella sua verità. Se lui è vero, sempre il Signore attesterà per lui. Se invece è falso, mai il Signore potrà attestare e per lui nessuna fede nascerà mai.

Commento del Movimento Apostolico