Commento al Vangelo del 5 Luglio 2014 - Mt 9,14-17

05.07.2014 07:45

Mt 9,14-17
Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».


Parola del Signore

 

Fortissima perenne tentazione dell'uomo è quella di voler ridurre la novità del Vangelo in delle pratiche religiose attinte dalla tradizione, che neanche il Signore ha mai approvato. Se leggiamo per un attimo il profeta Isaia, noteremo che il Signore chiede all'uomo ben altro digiuno. Gli chiede il digiuno da ogni forma di peccato contro il suo simile. Non peccare contro Dio in modo diretto potrebbe essere alquanto facile - è vero ogni trasgressione dei comandamenti è peccato contro Dio. È però un peccato contro la sua volontà, i suoi ordini, i suoi statuti. Non è però un peccato diretto contro di Lui come quello che si commette violando i primi tre comandamenti - non peccare contro l'uomo è veramente impossibile. Contro l'uomo pecchiamo con omissioni, con pensieri, con parole, con opere, con lo sguardo, con il tatto, con ogni parte del nostro corpo, del nostro spirito della nostra anima. Con tutto il nostro essere si pecca contro i fratelli.
Ebbene cosa desidera il Signore come vero, autentico, religioso digiuno? Astenersi da ogni peccato contro il nostro prossimo (Is 58, 2-14). Se già molti secoli prima il Signore aveva scritto la legge dell'amore come vero digiuno da praticare, può Gesù imprigionare il suo Vangelo, che è la perfetta novità dell'amore vero, puro, santo, universale, in dei cibi e in delle bevande da cui astenersi?

Gesù però non può dire la verità ad un popolo sordo, cieco, ostinato. Con sapienza divina e saggezza di Spirito Santo rinvia la risposta a dopo la sua morte. Servendosi anche di una stupenda similitudine afferma, in modo alquanto incomprensibile per i suoi ascoltatori, che vecchia religione e purissima fede non possono coabitare.

Commento del Movimento Apostolico