Commento al Vangelo del 30 Ottobre 2014

30.10.2014 07:47

Lc 13,31-35
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere». 
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».


Parola del Signore

 

Gesù viene informato che anche Erode lo vuole uccidere. Ma nonostante tutto egli non si lascia scoraggiare: prosegue nella missione di salvezza che Dio Padre gli ha affidato, anche a costo di sacrificare la propria vita. Egli ci ha dimostrato un amore veramente profondo, un coraggio estremo: Egli ci manifesta chi è veramente Dio, che ci ama con infinita tenerezza, ci vuole proteggere (come fa una chioccia con i pulcini sotto sue ali, come ci dice oggi il Vangelo: cf Lc 13,345), disposto a morire per rivelarci la sua infinita misericordia.

Anche oggi Gesù ci vuole riunire attorno a sé: spesso ci sentiamo indifesi e abbandonati, ma Gesù è vicino a noi: il suo affetto rimane immutato, anche se talvolta noi lo respingiamo, egli non rinuncia ad amarci. Dopo la croce brilla la gioia della Risurrezione.


Commento di Casa di Preghiera di San Biagio