Commento al Vangelo del 3 Ottobre 2013

23.10.2015 21:43

Commento al Vangelo

di Padre Paul Devreux

Giovedì, 3 Ottobre 2013

 

 

 Lc 10,1-12
 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».


Parola del Signore

 

"La mèsse è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate e andate". La mèsse è molta, significa che c'è tanta gente che ha bisogno di sentir parlare di Dio. Gli operai sono pochi significa che sono pochi a farlo. Gesù c'invita a rimediare a questo problema in due modi: pregando affinché il Signore susciti queste vocazioni, e provando anche noi a parlare di lui. La vocazione mi nasce quando faccio un'esperienza piacevole, e desidero rifarla. Che poi ne parli è scontato. Quando faccio un'esperienza bella, non vedo l'ora di raccontarla. Gli Apostoli stanno facendo un'esperienza bellissima, seguendo Gesù, e non desiderano altro che raccontarla a tutti. Gesù li invita a rallegrarsi del fatto che i loro nomi sono scritti nei cieli, vale a dire che sono conosciuti e amati da Dio. Questo devono raccontare e testimoniare. Il segno che cammino con Gesù è che desidero parlare di Lui e delle sue opere. Ciò che è difficile fare, è dire ad una persona che sta male, che Gesù le vuole bene e che la sta aiutando, perché non lo so dimostrare. Ma posso sempre raccontare le meraviglie che ha operato nella mia vita e dedurne che è presente anche nella sua vita. Fondamentalmente penso che l'annuncio da fare oggi è questo: "Dio c'è, e mi aiuta a vivere. Ti fa piacere che io lo preghi affinché ti si faccia conoscere?".

Tratto da: Qumran2.net ( www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=3073 )