Commento al Vangelo del 29 Luglio 2014 - Gv 11,19-27

29.07.2014 07:17

Gv 11,19-27
Io credo che sei il Cristo, il Figlio di Dio

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». 
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». 
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».


Parola del Signore.

 

Il fine del Vangelo secondo Giovanni è di condurre capitolo dopo capitolo all'acquisizione della perfetta verità di Gesù Signore. Con divina e spirituale sapienza, mai con sapienza carnale e umana, ogni episodio della vita di Gesù viene narrato perché è nascosto in esso una luce potente che serve a rischiarare il vero volto del Signore. Questo vero volto ci viene svelato dopo l'ultimo segno che Gesù Risorto dona ai suoi discepoli nel Cenacolo. Gesù è il Figlio di Dio, il Datore della vera vita (vedi Gv 20,24-31). Questa verità era già stata anticipata dall'Apostolo Giovanni nella sua prima Lettera. Gesù è la vita eterna di Dio che viene data a noi attraverso la carne di Cristo Signore (vedi 1Gv 1,1-4). Oggi l'Apostolo Giovanni ci rivela la fede di Marta, amica di Gesù assieme alla sorella Maria e al fratello Lazzaro, morto ormai da quattro giorni e che Gesù si sta accingendo a risuscitare. Questa fede è quasi perfetta: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». A Marta manca ancora l'esperienza della Croce, della trafittura del Costato, di Gesù Agnello della nuova vita. Quando questa esperienza sarà completata, allora nulla più mancherà alla sua fede.


Marta ci obbliga a mettere una verità nel cuore. Non c'è fede senza esperienza con Gesù Signore. Poiché l'esperienza si compie nella storia, senza storia mai potrà sorgere la fede perfetta in un cuore. Gesù non dona ai suoi discepoli un trattato sulla sua persona e sulla sua missione da apprendere a memoria. Non insegna ai suoi discepoli il catechismo, la dottrina già definita, perfetta, senza lacune. Gesù vive il catechismo che ogni giorno apprende dal Padre nella sua storia quotidiana. Realizza tutta la dottrina su di Lui e la insegna ai suoi discepoli mostrandola compiuta nella sua carne. Man mano che la storia avanza, anche la fede progredisce. Un ministro della Parola non deve insegnare il catechismo. Deve viverlo e vivendolo lo insegna. Deve mostrare la verità nella sua carne, nella sua storia giornaliera. Mostrandola la insegna. Questa via va vissuta da tutti i discepoli del Signore. La vita è il loro catechismo.

Commento del Movimento Apostolico